Carne coltivata, problemi di salute?

11 Dic, 2023

Carne coltivata, problemi di salute?

carne coltivata - Nicola Dardes pneumologo a Roma
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Professor Dardes, oggi parliamo di carne coltivata. L’ argomento, che genera problematiche etiche e filosofiche, forse dovrebbe sollevare anche problemi che riguardano la salute

Sì, la carne coltivata è un problema non tanto lontano dalla medicina in genere, anzi…è la medicina della salute. E’ la prospettiva di salute delle future generazioni. La coltivazione della carne non è impossibile perché la medicina fa colture cellulari, per motivi di studio, da tantissimo tempo.

Una cosa, però, è ottenere cellule che abbiano un contenuto proteico, che abbiano anche un qualche contenuto vitaminico. Altra cosa è riprodurre la complessità dell’organismo animale e questo, con la carne coltivata in laboratorio, non si può ottenere.
Perché l’animale, prendiamo ad esempio la mucca, è un concentratore di microelementi, di sostanze nutritive, di vitamine e di tutto quello che costituisce la complessità dell’organismo, che in laboratorio è impossibile riprodurre.

E allora noi rischiamo o rischieremo di osservare nel futuro delle patologie che derivano proprio da un apporto alimentare fatto sostanzialmente di proteine e di poco altro. Immaginiamo solo i microelementi che vengono presi dal bovino che si nutre di erba, immaginiamo l’apporto vitaminico, è impossibile riprodurlo in laboratorio.

Se le cellule, che sono una centrale di concentrazione di elementi di nutrizione, non hanno un apporto bilanciato di una miriade di elementi, e ne conosciamo moltissimi ma forse ce ne manca anche qualcuno, non riusciremo mai a ottenere un alimento che sia utile veramente alla nutrizione umana. Poi la possiamo raccontare come vogliamo.

L'idea della carne coltivata fu di uno scienziato olandese negli anni '50. Poi nel '71 fu effettuata per la prima volta la coltivazione in vitro. Qual è allora l'illusione? Forse la speranza di dare carne a tutti?

Sì, però c’è una cosa da dire. Poichè uno dei cavalli di battaglia è relativo all’ambiente, ai cambiamenti climatici, ecc…bisogna dire che oramai gli allevamenti di bovini, gli allevamenti in genere, hanno raggiunto un livello tecnologico tale per cui la produzione di anidride carbonica di un lungo periodo di tempo, effettuata da un grosso allevamento di bovini, è inferiore a tre viaggi aerei intercontinentali.

Quindi cominciamo a sfatare una cosa. E’ vero che le vacche producono anidride carbonica con gli escrementi ma è anche vero che ci sono delle metodologie che fanno sì che questa possa essere abbattuta. Quindi eliminiamo il problema climatico.

Il nodo della questione è che in vitro non si può riprodurre un animale.

Mi viene in mente la pecora Dolly che fu clonata...

Eh, quella è un’altra cosa. Difatti, però, quello è un esempio calzante. Fecero una pecora che però poi non riuscì a sopravvivere. Noi i cloni cellulari in medicina li utilizziamo per tantissime cose, ma non per la nutrizione, non per creare un organismo vivente.

Queste ricerche daranno degli strumenti utili alla medicina in generale? Magari non verranno utilizzate per la carne coltivata in vitro, però quelle ricerche mi torneranno utili per trovare un vaccino.

Si, questo è possibile ma se io devo fare una ricerca in medicina, la faccio per la medicina, non per produrre la carne animale ad uso alimentare. E’ tutta un’altra cosa.

In questi laboratori è prevista la mutazione genetica, ingegneria genetica o è esclusivamente un lavoro sulle cellule?

Questa è una bella domanda. Forse sì, forse no, nessuno lo dice.

Probabilmente per ottimizzarla, la carne coltivata, verranno fatte delle operazioni di ingegneria genetica.
Il problema è che, in un sistema complesso qual è il corpo umano o il corpo animale, noi induciamo una modifica adesso e i risultati li vediamo in un periodo di tempo molto lungo.

Mi ha preceduto. Ad oggi non si possono effettuare studi sul riflesso sulla salute perché la carne coltivata ancora non si usa. Però la FAO ha già stilato 53 punti di pericolosità per la salute. Facciamo solo un esempio: c'è contaminazione con metalli pesanti e microplastiche e nanoplastiche, allergeni che possono causare delle gravi reazioni allergiche.

Guardi, secondo me si risolverà tutto in una grossa vendita di pacchetti azionari e poi tanti saluti a tutti.

Comunque, se questo andasse in porto, noi potremmo scoprire che tra vent’anni ci saranno individui particolarmente fragili e particolarmente deboli, proprio perché nutriti con questo sistema di coltivazione artificiale della cellula muscolare, ecco.

Se lei vuole una mia opinione, sono assolutamente contrario, non ha nessun presupposto neanche dal punto di vista economico, ma poi tenga conto che noi in Italia siamo il nucleo della biodiversità.

Non ha senso perdere le prerogative della biodiversità proprio dal punto di vista medico, dal punto di vista nutrizionale. Io non so se verranno fuori delle allergie da carne coltivata, ma è presumibile che, non potendo riprodurre la complessità di un organismo animale, sicuramente accadranno delle cose nell’organismo umano.

Tornando all'aspetto economico, si sostiene che con questa carne coltivata si potrebbero sfamare paesi poveri, paesi dove non ci sono nemmeno allevamenti. Potrebbero diventare delle cavie...

Lei mi porta in un campo che non è il mio, che è politica, geopolitica ecc…Non scopriamo nulla di nuovo.

Si può anche risalire dal DNA per fare la carne coltivata?

Beh, si parte dal codice genetico dell’animale, ci sono dei geni recessivi, che non si esprimono, che possono essere fatti emergere.

E quel codice genetico io lo riproduco in laboratorio.

Beh, si fanno degli interventi di ingegneria genetica. In laboratorio si può fare tutto, ma si creano delle chimere.

Approfittiamo per dire quanto un'alimentazione sana faccia bene anche per avere polmoni sani.

Finalmente torniamo alla medicina anche perchè fino ad ora ho espresso opinioni personali che, in quanto tali, sono completamente smentibili.

Con riferimento alla domanda, come al solito si gioca tutto sullo stress ossidativo.

C’è un organulo cellulare che si chiama mitocondrio, che è l’elemento produttore di energia. Se la produzione di radicali liberi per produrre e per generare energia è particolarmente alta, l’organismo non riesce a smaltire queste sostanze tossiche e quindi si ammala.
Nella complessità dell’organismo c’è una serie di sistemi che sono vitamine, microelementi e proteine che contrastano questo fenomeno. Questi microelementi devono venire dall’esterno, quindi dall’alimentazione. Ed ecco che torniamo al punto di partenza.
E nella salute respiratoria è molto molto importante questo bilanciamento perché il polmone è il più grosso detonatore di radicali liberi.

Diamo anche un consiglio pratico. Persone con problemi respiratori come devono bilanciare il consumo di carne?

Non esiste una regola specifica per le patologie respiratorie.

Nelle gravi insufficienze respiratorie si tende a ridurre l’apporto di carboidrati perché aumentano la produzione di anidride carbonica e quindi il suo accumulo.
Ovviamente si devono utilizzare degli alimenti a particolare resa energetica, proprio per migliorare la produzione di energia in carenza di ossigeno, senza andare in glicolisia anairobica.

Il discorso diventa molto complesso, molto sofisticato e soprattutto non esistono delle regole generali ma bisogna guardare al singolo caso, al singolo paziente.

Il medico deve avere una particolare competenza e sensibilità in questo senso. Devo dire che in generale l’alimentazione nelle malattie respiratorie talvolta viene un pochino dimenticata, almeno nei grandi numeri, invece deve essere tenuta in considerazione.

E poi una cosa importantissima della quale magari, se vorrà, parleremo in futuro è il microbiota, cioè quella che comunemente viene detta la flora batterica intestinale. Questa ha un ruolo importantissimo nella produzione di neuromediatori, nel controllo dell’infiammazione e il microbiota è fortemente condizionato dalla alimentazione.