Come scegliere il medico? In base a quali criteri?

23 Mag, 2023

Come scegliere il medico? In base a quali criteri?

Come scegliere il medico - Prof. Nicola Dardes - Pneumologo a Roma - visita pneumologica
Home » Attualità salute » Come scegliere il medico? In base a quali criteri?

L’argomento dell’articolo di oggi nasce dal commento di una paziente che, alla fine del suo percorso di cura, rivolgendosi a me e al mio staff, ha ringraziato affermando:
Finalmente ho trovato un medico!”
Questa frase ha aperto una riflessione che ha dato spunto al tema di oggi: come scegliere il medico a cui affidarsi.

Quando parliamo di salute, questa è una scelta che può fare la differenza.

Come scelgo, io paziente, dove e da chi farmi curare?

Ormai siamo in una società iper comunicativa, tutto viene comunicato, a volte anche troppo, a volte nel modo sbagliato. Anche noi, in questo momento, lo stiamo facendo.

Quante volte ci troviamo di fronte alla pubblicità di Istituzioni, Istituti, Ospedali che svolgono attività di indubbia eccellenza?Eppure noi stessi spesso rileviamo che, mentre alcuni pazienti non soffrono il fatto di essere inseriti in una sorta di catena di montaggio diagnostica e terapeutica, la maggior parte, o comunque molti, lamentano di non aver trovato il loro riferimento personale.

Io dico sempre: non si cura la malattia ma si cura l’uomo malato.
Alla domanda su come scegliere il medico rispondo che il medico “giusto” deve avere la capacità di prendersi carico del paziente malato nel suo complesso insieme. Perchè ogni paziente ha una sua specificità e il corpo umano è un sistema complesso.

Per cui, anche se specialista, il medico che prende in cura il paziente deve tenere conto del fatto che, oltre a risolvere il problema specifico, la patologia che lui tratta si ripercuote sull’equilibrio dell’intero organismo. Deve avere, perciò, una nozione approfondita di tutto quello che accade nel corpo umano, di tutti i riverberi che la patologia ha sugli altri apparati e sistemi e anche dell’ impatto che ha sulla psiche.

Come scegliere il medico allora? Ci affidiamo alla struttura o ci affidiamo al medico?

Coloro che si affidano alla struttura, a parità sostanziale di risultati, denunciano spesso un disagio se non addirittura una delusione.
Disagio legato al fatto che non riescono a trovare una persona o uno stretto nucleo di riferimento per poter comunicare perplessità, paure sul presente e sulle prospettive, angosce, dubbi sulle terapie che vengono proposte.

Nel capire come scegliere il medico, qual è il primo aspetto da considerare?

Il medico deve essere soprattutto competente e deve applicare le sue scelte diagnostiche e terapeutiche secondo un criterio di rigore che è sancito da quella che viene definita “evidence based medicine”, ossia la medicina basata sulle evidenze.

Ogni atto diagnostico e terapeutico deve, infatti, essere verificato non dal singolo centro o dal singolo medico ma deve essere, come normalmente è, sottoposto alla verifica di società scientifiche, di letterature internazionali.

Per cui quello che viene proposto al paziente non è una scelta intuitiva del medico, basata cioè sulla sua sensibilità o intuizione, ma è basata sui risultati, analizzati, ottenuti da diversi centri altamente qualificati.
Questo mette al riparo da episodi “incresciosi”, legati a terapie “discutibili”, che possono mettere seriamente a rischio la salute del paziente…

Ma, a parità di competenza, cosa determina il successo delle cure?

I risultati di due interessanti studi a livello internazionale hanno dimostrato che, a parità di livello di competenza dei medici, il successo delle terapie è strettamente connesso a due fattori: lo schema organizzativo e, soprattutto, la continuità terapeutica.

Cosa vuol dire? Vuol dire che, se il medico fa parte di una mega struttura di diagnosi e cura, questa deve avere uno schema organizzativo efficiente secondo criteri che variano da malattia a malattia.
Ma, soprattutto, è fondamentale la continuità terapeutica, cioè il fatto che un medico di uno staff prenda in carico un paziente e lo segua costantemente con la supervisione degli altri componenti. 

Questo è ciò che accade nel nostro Istituto e in molti altri centri . Tale approccio rappresenta un punto di forza per ciascuna struttura e, in base alla nostra esperienza, è motivo di grande rassicurazione per il paziente. L’indicazione che mi permetto di suggerire è, perciò, quella di scegliere un medico che abbia alle spalle una struttura organizzata e scientificamente qualificata.

Un aspetto assolutamente centrale è, poi, il rapporto medico - paziente

Si tratta di un rapporto esclusivo, estremamente intimo, che non può essere frettoloso e che io e il mio staff, nel nostro Istituto, coltiviamo con il giusto rispetto e la necessaria, massima attenzione.
Questo processo di relazione e di scambio è, infatti, parte integrante del percorso di cura, durante il quale ogni decisione deve essere condivisa. Il medico deve informare adeguatamente  il paziente preso in carico e dare spiegazioni che siano comprensibili, in modo che il paziente possa operare delle scelte consapevoli.

Per concludere, Freud diceva che i tre mestieri più difficili per l’uomo sono il re, il genitore e il medico. E sono proprio tre mestieri nei quali c’è qualcuno che si prende carico di qualcun altro.

Il medico deve essere, appunto, una persona che si prende cura di un altro essere umano avendo gli strumenti ma, soprattutto, la cultura e la sensibilità per seguire questo percorso al fianco del paziente.
Mi auguro che queste mie riflessioni abbiano incontrato il vostro interesse e abbiano fatto chiarezza su un tema così importante e delicato.

Nicola Dardes

Commenti

Lascia un commento o una recensione

Please Post Your Comments & Reviews

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento