Consumo di tabacco in calo, il Report aggiornato dell’OMS

17 Gen, 2024

Consumo di tabacco in calo, il Report aggiornato dell’OMS

Consumo di tabacco in calo - Nicola Dardes Pneumologo a Roma
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Il consumo di tabacco continua a diminuire nonostante i tentativi dell’industria del tabacco di ostacolare i progressi verso la sua eliminazione, spiega l’Oms. Queste le ultime stime del Rapporto appena pubblicato sulle tendenze nella prevalenza del consumo di tabacco a livello globale.

Secondo il rapporto “Who global report on trends in prevalence of tobacco use 2000–2030” pubblicato dall’Oms, l’ “epidemia del tabacco” è una delle più grandi minacce alla salute pubblica che il mondo abbia mai dovuto affrontare e uccide oltre otto milioni di persone all’anno.
Più di sette milioni di questi decessi sono imputabili al consumo diretto di tabacco, ma circa 1,3 milioni di non fumatori muoiono a causa dell’esposizione al fumo passivo.

Il rapporto presenta le stime dell’Oms sulla prevalenza del consumo di tabacco per il 2022, il numero di consumatori e le tendenze previste fino al 2030. Le stime sono a livello globale, regionale e nazionale.

Questo rapporto è un complemento a quello dell’OMS sull’epidemia globale del tabacco, che traccia l’adozione di misure di controllo e di interventi progettati per ridurne l’uso. Insieme, questi rapporti consentono sia di monitorare i progressi ogni due anni sia di identificare lacune, sfide e ostacoli.

Nel mondo i consumatori adulti di tabacco sono 1,25 miliardi. Ma se nel 2000 un adulto su 3 consumava tabacco, secondo le tendenze del 2022 il nuovo dato a livello globale è di 1 su 5.

Il nuovo report mostra che a livello globale ci stiamo avvicinando all’obiettivo volontario di una riduzione relativa del 30% dell’attuale consumo di tabacco entro il 2025. Come stabilito nel Piano d’azione globale dell’OMS per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili 2013-2020.
Ma i progressi non sono uniformi tra i paesi e le regioni del mondo. Sono necessari maggiori sforzi per raggiungere l’obiettivo complessivo di riduzione del 30%.

Ben 150 paesi stanno riducendo con successo il consumo di tabacco tra le persone di età superiore o pari ai 15 anni.
Il Brasile e i Paesi Bassi, ad esempio, stanno ottenendo buoni risultati. Dopo aver implementato il pacchetto delle sei misure di controllo del tabacco che porta il nome di Mpower. Tra queste misure vi sono protezione, applicazione dei divieti di pubblicità e sponsorizzazione, aumento delle tasse sui prodotti del tabacco e aiuto alle persone a smettere.

In particolare  il Brasile ha avuto una riduzione relativa del consumo di tabacco del 35% dal 2010 e i Paesi Bassi stanno per raggiungere l’obiettivo del 30%.

Secondo il dottor Ruediger Krech, direttore del Dipartimento per la promozione della salute dell’Oms. “Negli ultimi anni sono stati fatti buoni progressi nel controllo del tabacco, ma non c’è tempo per l’autocompiacimento. Sono sbalordito dalle profondità che l’industria del tabacco raggiungerà per perseguire i profitti a spese di innumerevoli vite. Vediamo che nel momento in cui un governo pensa di aver vinto la lotta contro il tabacco, l’industria del tabacco coglie l’opportunità di manipolare le politiche sanitarie e vendere i suoi prodotti mortali”.

L’Oms esorta quindi i paesi coinvolti a continuare a mettere in atto politiche di controllo del tabacco. E anche ad aumentare gli sforzi necessari per proseguire nella lotta contro l’interferenza dell’industria del tabacco.

Infatti “L’indice di interferenza dell’industria globale del tabacco 2023”, pubblicato da Stop e dal Global Center for Good Governance in Tobacco Control, rileva che a livello globale le azioni mirate a proteggere la politica sanitaria dall’aumento di questa interferenza si sono indebolite.

Nell’ambito delle politiche di controllo del consumo di tabacco in futuro, come minimo, i paesi devono svolgere ricerche e istituire sistemi di sorveglianza/monitoraggio. Questo dovrebbe tenersi al passo con gli sviluppi nell’uso dei nuovi prodotti del tabacco e di altri prodotti a base di nicotina.

Anche quando il paese ne ha vietato la vendita o ritiene che il loro uso sia trascurabile. Ad oggi, nella regione europea dell’Oms il 25,3 % della popolazione fa uso di tabacco. La regione del sud-est asiatico dell’Oms ha la più alta percentuale: 26,5%.

Secondo il rapporto entro il 2030 la regione europea dell’Oms avrà i tassi più alti a livello globale, con una prevalenza di poco superiore al 23%.
Sempre in questa regione i tassi di consumo di tabacco tra le donne sono più del doppio della media globale. Si stanno riducendo molto più lentamente che in tutte le altre regioni.

Entro il 2025 la riduzione relativa a livello globale nel consumo di tabacco sarà del 25%. Contro l’obiettivo volontario di base del 2010 di una riduzione del 30%.  Solo 56 paesi raggiungeranno l’obiettivo, 4 in meno rispetto a quanto illustrato nell’ultimo rapporto del 2021. I numeri sono buoni, ma non quanto era stato prefigurato.

Dal 2010 addirittura in sei paesi si registra un aumento del consumo di tabacco. E questi paesi sono il Congo, Egitto, Indonesia, Giordania, Oman e Repubblica di Moldavia.

In altri 9 paesi non vi sono cambiamenti significativi. Insomma, secondo l’OMS il lavoro da fare è ancora molto. Il rapporto mostra che la prevalenza del consumo di tabacco è notevolmente standard in tutto il mondo.

Gli sforzi dei paesi per aumentare la consapevolezza dei pericoli e limitare l’accesso legale solo agli adulti sono molti. Eppure i giovani continuano a segnalare un uso regolare dei prodotti, un facile accesso all’acquisto e una scarsa preoccupazione di diventare dipendenti.
Raccogliere dati degli adolescenti sulle loro conoscenze, atteggiamenti e pratiche è il modo più efficace per combattere l’industria. E anche per definire politiche efficaci che impediscano l’iniziazione al consumo di tabacco.

Le indagini nazionali mostrano che i bambini di età compresa tra i 13 e i 15 anni nella maggior parte dei paesi utilizzano prodotti a base di tabacco e nicotina. 

L'obiettivo è proteggere le generazioni future e garantire che il consumo di tabacco continui a diminuire. Per questo l’Oms dedicherà la Giornata mondiale senza tabacco di quest’anno alla protezione dei bambini dalle interferenze dell’industria del tabacco.

Il mese prossimo, secondo una nota dell’Oms, i paesi si incontreranno a Panama per la decima sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione quadro sul controllo del tabacco (FCTC).

“…l’industria del tabacco cercherà di influenzare le politiche sanitarie globali offrendo incentivi finanziari e in natura, interferendo con i diritti dei paesi di proteggere la salute delle loro popolazioni. Il rafforzamento della FCTC dell’Oms è una priorità sanitaria globale delineata negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L’Oms è pronta a sostenere i paesi nella difesa delle misure di controllo del tabacco basate sull’evidenza di fronte all’interferenza dell’industria”.