Inquinamento dell’aria, polmoni a rischio

6 Feb, 2024

Inquinamento dell’aria, polmoni a rischio

Inquinamento polmoni - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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L'aria inquinata si sta dimostrando un fattore di rischio sempre più rilevante per l'insorgenza del cancro, in particolare per il cancro ai polmoni

A pochi giorni dalla Giornata Mondiale contro il cancro, che aveva come tema Close the gare up, Saverio Cinieri, presidente della Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), torna a sottolineare la relazione fra inquinamento atmosferico e insorgenza di tumori, in particolare ai polmoni.

“Finora” ha spiegato Cinieri proprio in occasione del Convegno nazionale Close the Care Gap, “si sono considerati i siti di interessi quali l’Ilva e la Terra dei fuochi, con una sensazione legata all’aumento del rischio di cancro.

Ora però abbiamo un dato mondiale, pubblicato. E questo ci dice che laddove c'è un maggiore inquinamento dovuto ad automobili, riscaldamento e fumi dei camini c'è una maggiore propensione ad una manifestazione precoce di un gene. Il gene è il Gfr, che è causa di cancro ai polmoni soprattutto nelle donne non fumatrici.

Si tratta di un dato importante, su cui stiamo lavorando”. Parliamo quindi di inquinamento e cancro ai polmoni in soggetti non fumatori.

Della stessa opinione anche Paolo Vineis, ordinario di Epidemiologia ambientale all’Imperial College di Londra.  Sottolinea come siano “migliaia ogni anno i casi di cancro in Italia collegabili all’inquinamento ambientale e dell’aria”.
L’Oms ha dichiarato le polveri sottili PM2. 5 fra i cancerogeni certi per l’uomo (Gruppo 1) e si stimano circa 4,5 milioni di morti l’anno nel mondo per varie cause collegate all’inquinamento atmosferico.

Ora si vogliono avere maggiori dati e gli studi si stanno approfondendo anche attraverso una nuova branca di ricerca: l’Esposoma.

Ed è proprio Paolo Vineis a spiegare che “si tratta dello studio e del riconoscimento degli inquinanti ambientali e del loro effetto sulle cellule dell’organismo umano.

Al momento sappiamo che sono numerose le sostanze inquinanti che vengono rilevate nel sangue umano ed il punto è che non conosciamo ancora gli effetti della loro interazione”.

Ma durante il Convegno, ancora una volta è stata sottolineata l’importanza di un corretto stile di vita che può contrastare l’insorgenza dei tumori.

Eppure, in Italia, pare esserci ancora difficoltà nel comprendere l’influenza delle brutte abitudini sulla salute.

“Gli italiani purtroppo” a quanto ha detto Cinieri, “sono ancora messi male”.
Alimentazione sbagliata, poco movimento, fumo e alcol sono nemici da combattere. “Il consumo di alcol, ad esempio” continua il presidente della Fondazione Aiom, “persiste ma è più comune al nord che al sud, mentre la sedentarietà è più comune al sud nei giovani rispetto alle regioni del nord.

Sul fronte alimentare va invece segnalato che il consumo di frutta e verdura è bassissimo al sud e nelle isole. Eppure in queste zone si producono ampiamente frutta e verdura. Produciamo cioè prodotti salutari che non consumiamo e questo è un grave errore".

Ecco allora che vengono elargiti i consigli per uno stile di vita che diventi anche prevenzione contro i tumori.

Principi che oramai dovrebbero essere conosciuti da tutti ma che ancora in molti, troppi, non seguono forse sottovalutandole la valenza. Niente fumo, ridurre il consumo di alcol, alimentarsi seguendo una dieta mediterranea riducendo il consumo di carne rossa e aumentando quello delle verdure. “Infine” è la conclusione del Convegno:  “bandire la sedentarietà”.