L’asse intestino – polmoni – intestino

3 Feb, 2024

L’asse intestino – polmoni – intestino

intestino polmoni - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Negli ultimi tempi ricerche e studi hanno dimostrato e avvalorato l’importanza che svolge il microbiota nel nostro organismo

Il microbiota umano è ampiamente riconosciuto come un player importante di diverse patologie. Le popolazioni di microrganismi sono diverse da un soggetto all’altro, ma variano anche all’interno dello stesso individuo e possono facilmente essere influenzate da fattori ambientali, dieta o somministrazione di alcuni farmaci come gli antibiotici.

Ma, innanzi tutto cos’è il microbiota? Spesso confuso con il microbioma umano, rappresenta la totalità dei microrganismi presenti in un organismo vivente pluricellulare, che vivono in simbiosi con esso, dunque non danneggiandolo.

Differentemente dal microbiota, il microbioma rappresenta infatti l’intero patrimonio genetico del microbiota.

Questa definizione è spesso seguita da un aggettivo e, nel caso dell’uomo, il più appropriato è sicuramente “umano”. Perché include tutta la popolazione batterica che si trova all’interno e all’esterno del corpo umano.

Il microbiota è presente fin dalla nascita soprattutto se il parto avviene naturalmente. E proprio il passaggio attraverso il canale vaginale, mucosa ricca di specie batteriche benigne, e l’allattamento al seno forniscono al neonato un microbiota necessario per evitare le disbiosi infantili. E anche per garantire, oltre agli anticorpi, un’immunità necessaria per sopravvivere nei primi mesi di vita.

Un’immunità che prosegue nel corso dell’esistenza grazie a quel circa chilo e mezzo del nostro peso corporeo che è costituito da batteri, virus e miceti. Questi svolgono una funzione talmente importante da essere considerata essenziale alla sopravvivenza.

Ma la funzione del microbiota dipende da una condizione di equilibrio (eubiosi) che se alterata può portare a conseguenze estremamente gravi.

Poi però, quando si parla di microbiota si è abituati a pensare che tutte le finalità dei batteri siano correlate esclusivamente alla funzionalità intestinale. Nulla di più sbagliato.

L’intestino, e il microbiota che vive in lui in una condizione di simbiosi, dialogano con gli altri organi regolandone funzionalità e salute.

Esistono quindi degli “assi di collegamento”, che la letteratura scientifica così definisce, tra intestino, microbiota e organi periferici e fra questi: l’asse intestino-polmoni.

Un microbiota intestinale in buona salute produce molecole come peptidoglicani e SCFA in grado, tramite la circolazione sanguigna, di regolare la composizione del microbiota polmonare e la risposta immunitaria a livello delle vie aeree.

Ovvio allora, che la disbiosi del microbioma intestinale può aumentare le malattie polmonari proprio attraverso l’asse intestino-polmoni. Questo, infatti, agisce come mezzo di comunicazione tra il microbioma dell’intestino e il microambiente infiammatorio e immunitario dei polmoni.

Infatti, i soggetti che soffrono di malattie respiratorie hanno spesso anche sintomi gastrointestinali e un microbioma intestinale in netto disequilibrio rispetto agli individui sani.

L’esposizione per via inalatoria a tossine ambientali, come il fumo di sigaretta e l’inquinamento, può ridurre la diversità batterica e aumentare l’infiammazione nell’intestino.

Lo stato del microbiota intestinale è, quindi, profondamente legato alla salute dei polmoni e viceversa. Bisogna poi sottolineare che i polmoni non sono organi sterili, ma sede di un ricco patrimonio microbico.

La comunità microbica polmonare è costituita da una complessa varietà di  microrganismi. Questi sono presenti nel tratto respiratorio inferiore, in particolare sullo strato mucoso e sulle superfici epiteliali.

Questi microrganismi includono batteri, funghi, virus e batteriofagi. La parte batterica del microbiota è stata studiata in dettaglio e consiste in un nucleo di nove generi: Prevotella, Sphingomonas, Pseudomonas, Acinetobacter, Fusobacterium, Megasphaera, Veillonella, Staphylococcus e Streptococcus.

Oggi sappiamo che, le vie respiratorie, in passato considerate “sterili”, sono popolate da un vero e proprio microbiota. Questo è stato svelato grazie ai progressi nei campionamenti biologici e nelle tecniche molecolari, quali il sequenziamento genico. 

In condizioni fisiologiche tale microbiota polmonare è risultato simile a quello intestinale in termini di Phyla, essendo presenti Bacteroidetes, Firmicutes Proteobacteria. Per questo motivo si è iniziato a parlare di un “asse polmone-intestino”, in cui le alterazioni a carico del microbioma dell’uno condizionano il microbioma dell’altro.

Secondo alcune evidenze, l’interazione reciproca di tale “asse” sembra avere rilevanza nello sviluppo di patologie respiratorie, tra cui la broncopneumopatia cronico-ostruttiva (BPCO).

E’ stato ampiamente accettato che le infezioni del tratto respiratorio siano associate all’eziologia dell’esacerbazione acuta della malattia polmonare ostruttiva cronica (AECOPD). Ma tecniche più recenti hanno mostrato prove emergenti sull’importanza delle alterazioni della diversità e della composizione del microbiota stesso nella malattia.

Inoltre, il microbiota del tratto respiratorio contribuisce ai meccanismi della malattia. Più recentemente è stato rimarcato che interagisce con il microbiota intestinale in modo bidirezionale.