Microplastiche, danni anche ai polmoni. Cosa fare?

19 Apr, 2024

Microplastiche, danni anche ai polmoni. Cosa fare?

microplastiche danni per l'uomo - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Inquinamento da microplastiche, quali e quanti danni per la nostra salute?

La Società Italiana di Medicina Interna sottolinea l’importanza di porre maggiormente l’attenzione su questa problematica che rappresenta una minaccia per tutti. Ma che purtroppo non è adeguatamente tenuta in considerazione e che, silenziosamente, invade le nostre vite.

È invece necessario cercare di tutelarci dall’inquinamento da microplastiche e dai danni che possono insorgere a vari livelli e in vari organi.

La SIMI raccomanda, pertanto, una serie di comportamenti da mettere in atto per la protezione della salute, almeno individuale.

Le microplastiche procurano danni e, infatti, sono particolarmente insidiose anche perché sono in grado di accumulare sostanze tossiche. Ad esempio pesticidi, metalli pesanti e altri materiali inquinanti.

Sono, quindi, tossine che inquinano l’ambiente e, che, purtroppo, hanno accesso anche alla catena alimentare. E questo rappresenta una grave e diretta minaccia per la salute.

Diversi studi recenti hanno proprio rilevato come il cibo e l’acqua che troviamo quotidianamente sulle nostre tavole contengano allarmanti quantità di microplastiche. E, appunto, l'ingestione di microplastiche provoca danni a tutti gli organi e apparati.

Determina problemi gastrointestinali e del microbiota, riproduttivi e sul sistema immunitario, effetti cancerogeni, problemi neurologici e cardio-vascolari.

Quali sono gli effetti sull’apparato respiratorio? L’inalazione delle microplastiche sospese nell’aria possono causare danni quali irritazione e infiammazione delle vie respiratorie. Possono, quindi, peggiorare condizioni preesistenti, come asma e bronchite.
L’esposizione cronica alle microplastiche presenti nell’aria può compromettere la funzionalità respiratoria e accrescere la sensibilità alle infezioni.

“In un'epoca in cui la coscienza ambientale e i temi di One Health sono al centro del dibattito globale quello delle microplastiche resta un problema ancora largamente sottovalutato e misconosciuto, anche se profondamente impattante.

Queste minuscole particelle di plastica (le microplastiche hanno un diametro inferiore a 5 mm e le nanoplastiche inferiore a 1 micron) sono in genere invisibili a occhio nudo. Hanno invaso ogni angolo del nostro pianeta, comprese le acque di fiumi e oceani. E rappresentano una minaccia significativa per la salute dell’uomo, degli animali e di tutto l’ambiente. È dunque urgente mettere in campo azioni di consapevolezza e prevenzione”.

Questo ha dichiarato il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI).

“Microplastiche – ricorda il professor Sesti – sono state isolate persino nei vasi, all’interno delle placche di aterosclerosi e possono aumentare il rischio di infarti e di ictus.

Presenti anche nell’aria che respiriamo, possono essere inalate e arrivare profondamente nei polmoni. Causando, quindi, problemi respiratori e aggravando condizioni come asma e bronchite”.

“Dovremmo cercare di adottare – afferma il professor Nicola Montano, presidente eletto della SIMI – una serie di azioni individuali volte a limitare l’esposizione alle microplastiche, anche se è chiaro che servirebbero iniziative politiche di ampio respiro, coordinate a livello internazionale”.

“La consapevolezza del pubblico – conclude il Presidente Sesti - e l'educazione giocano un ruolo cruciale nel combattere l'inquinamento da microplastica.

Migliorando la cultura di tutela ambientale e la consapevolezza dei rischi, si possono prendere decisioni informate.
Mirate a ridurre il contributo delle singole persone all’inquinamento da plastica. Come? Adottando una serie di azioni volte a mitigare l’impatto delle microplastiche sulla loro stessa salute.

Mancare l’appuntamento con azioni di prevenzione e mitigazione del rischio – afferma il professor Sesti – potrebbe avere conseguenze terribili per le generazioni presenti e per quelle future”.

“La consapevolezza del pubblico – conclude il Presidente Sesti - e l'educazione giocano un ruolo cruciale nel combattere l'inquinamento da microplastica.

Migliorando la cultura di tutela ambientale e la consapevolezza dei rischi, si possono prendere decisioni informate.
Mirate a ridurre il contributo delle singole persone all’inquinamento da plastica. Come? Adottando una serie di azioni volte a mitigare l’impatto delle microplastiche sulla loro stessa salute.

Mancare l’appuntamento con azioni di prevenzione e mitigazione del rischio – afferma il professor Sesti – potrebbe avere conseguenze terribili per le generazioni presenti e per quelle future”.

Gli esperti della Società Italiana di Medicina Interna propongono quindi un decalogo di azioni che ciascuno può mettere in pratica.

Farlo contribuisce a tutelare se stessi e l’ambiente dalle microplastiche e dai danni che possono provocare, anche alle generazioni future.

  • Riduci il consumo di plastica monouso e optare per alternative riutilizzabili. Come bottiglie/borracce termiche in acciaio inossidabile, contenitori di vetro, borse della spesa (shopping) in tessuto.

  • Scegliere per l’abbigliamento le fibre naturali. Come cotone, lana, viscosa e canapa, e non materiali sintetici come poliestere, poliammide, polipropilene e nylon (molto diffusi soprattutto nella fast fashion perché economici). Questi, infatti, rilasciano microplastiche durante la produzione e il lavaggio.

  • Installa filtri contro le microplastiche nelle lavatrici per catturare quelle rilasciate dai tessuti durante i cicli di lavaggio, impedendo loro di entrare nel sistema idrico.In questo modo si rispetta di più l’ambiente ad ogni lavaggio.
Evita prodotti cosmetici contenenti microplastiche. Controlla dunque sempre l'elenco degli ingredienti in etichetta per assicurarti che non contengano PE (polietilene), PMMA (polimetil metacrilato), PET (polietilene tereftalato) e PP (polipropilene).
  • Consuma acqua filtrata. Investi in un sistema di filtrazione dell’acqua di alta qualità per rimuovere le microplastiche e altri contaminanti dall’acqua di rubinetto, o scegli acqua minerale e bibite in bottiglia di vetro. Evita invece quelle in bottiglie di plastica.

  • Previeni la contaminazione dei cibi con la plastica. Riduci al minimo l’acquisto di cibi confezionati in imballaggi e contenitori di plastica. Opta per alternative in vetro, acciaio inossidabile, silicone o sacchetti di carta. Anche in frigorifero, ridurre o eliminare l’uso di contenitori di plastica e pellicole.

  • Mangia alimenti freschi e integrali. Scegli alimenti freschi e integrali anzichè prodotti processati e confezionati. Questi ultimi, infatti, oltre ad esser meno salutari, potrebbero contenere livelli più alti di contaminazione da microplastica (per imballaggi di plastica e modalità di lavorazione).
Sostieni pratiche di pesca sostenibili. Acquistando prodotti ittici provenienti da fonti sostenibili, riducendo la probabilità di consumare pesce e frutti di mare contaminati da microplastiche.
  • Smaltisci correttamente i rifiuti. Pratica lo smaltimento responsabile dei rifiuti, separando la plastica quando possibile e gettandola nei bidoni designati; è un altro modo per evitare che la plastica inquini l’ambiente e contamini cibo e acqua.

È anche importante dare il buon esempio e sensibilizzare familiari, amici e colleghi di lavoro. Sugli effetti nocivi delle microplastiche e sui danni che ne derivano per la salute dell’uomo e dell’ambiente.