Obesità, un problema serio per l’apparato respiratorio

4 Mar, 2024

Obesità, un problema serio per l’apparato respiratorio

obesità e disturbi respiratori - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Il 4 marzo ricorre il World Obesity Day, la Giornata Mondiale dell’Obesità. Istituita nel 2015 dalla World Obesity Federation con l’obiettivo di invertire la crisi globale dell’obesità coinvolgendo organizzazioni, associazioni e cittadini, quest’anno riporta il tema: Everybody needs to Act.

In tutto il mondo, accanto alle istituzioni, sono scese in campo strutture e associazioni mediche. Questo per ricordare quanto l’obesità gravi sulla salute pubblica, sia in termini di vite che in termini economici.

Il Ministero della Salute ha diffuso i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:

L'obesità colpisce 800 milioni di persone, incidendo sulla qualità della vita e aumentando la probabilità di comorbidità. Inoltre raddoppia il rischio di ricovero in ospedale per Covid-19.

Inoltre:

– Il numero di persone obese nel mondo è triplicato a partire dal 1975.
– Negli ultimi 40 anni, in molti Paesi, si è osservato un aumento della prevalenza di sovrappeso/obesità, sia nei bambini che negli adulti.
– Nel 2019 erano 38 milioni i bambini di età inferiore ai 5 anni in eccesso ponderale
– Nel 2016 erano in sovrappeso o obesi oltre 340 milioni di bambini e adolescenti di età compresa tra 5 e 19 anni.
– Si stima che l’obesità infantile aumenti del 60% nel prossimo decennio, raggiungendo i 250 milioni entro il 2030.

Il Ministero ha anche voluto aggiungere i dati del 2019 del Sistema di Sorveglianza Okkio alla salute. Secondo questi dati, nel nostro Paese:

 I bambini (età 8-9 anni) in sovrappeso sono il 20,4%, quelli obesi il 9,4%, compresi i bambini gravemente obesi che rappresentano il 2,4%.
– Le bambine in sovrappeso e obese sono rispettivamente il 20,9% e l‘8,8%, mentre i maschi sono il 20,0% e il 9,9%.
Nel corso degli anni la percentuale di bambini in sovrappeso è diminuita (da 23,4 % nel 2008-9 a 20,4% nel 2019). L’obesità è, invece, rimasta sostanzialmente stabile in tutte le Regioni (9.3% nel 2016 e 9.4% nel 2019).

Sempre in Italia, nel 2018, sono stai rilevati i seguenti comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare (11, 13 e 15 anni). Questo secondo l'ultima pubblicazione dello studio HBSC - Health Behaviour in School-aged Children

La percentuale di ragazzi in sovrappeso in tutte le fasce di età è stabile rispetto alla precedente rilevazione del 2014. Più evidente tra gli 11enni maschi dal 19% al 19,9% e nelle ragazze tredicenni dall’11,9% al 12,8%.

– Si osserva un lieve trend in aumento dell’obesità, più evidente nei 13enni (dal 3,3% al 3,8% nei maschi e dall’1,3% all’1,6% nelle femmine).

Ci sono poi i dati del Sistema di sorveglianza PASSI nel periodo 2017-2020, relativi a peso e altezza. Per cui il 42,4% di adulti di età 18-69 anni sono in eccesso ponderale: 31,6% in sovrappeso e 10,8% obesi.

Fondamentale dunque considerare come l’obesità incida profondamente sullo stato della salute fisica. Si accompagna, infatti, ad importanti malattie croniche come ipertensione arteriosa, aterosclerosi cardiovascolare, coronaropatie. E ancora ictus, cardiomiopatie, cardiopatia ischemica, trombosi venosa profonda, tromboembolie polmonari.

Soffermiamoci sulle patologie dell’apparato respiratorio. Ormai è evidente che nelle forme di obesità grave la funzione respiratoria è spesso compromessa. Anche perché è stato calcolato che nel soggetto obeso il lavoro respiratorio aumenta di circa il 60% rispetto al soggetto normopeso.

L’obesità è spesso associata a notevoli disturbi respiratori e nelle obesità gravi tali malattie possono aumentare il rischio di mortalità. L’aumento adiposo al collo, al torace ma soprattutto l’aumento del grasso viscerale, più che del peso in toto, inducono notevoli problemi alla funzione respiratoria.

La respirazione è faticosa nel soggetto obeso. Infatti sia il cuore che i muscoli coinvolti nella respirazione devono lavorare molto di più a causa dell’eccesso di peso. Questo:

1) ostacola nei movimenti il diaframma (come conseguenza dell’accumulo di grasso addominale) 
2) comprime e riduce il calibro delle alte vie respiratorie (a causa dell’accumulo di grasso nella parte mediana del torace chiamata mediastino).

La conseguente riduzione della quantità di aria che circola nei polmoni provoca una riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue spesso accompagnata da un aumento dei livelli di anidride carbonica.

La riduzione di ossigeno peggiora quando la persona obesa si sdraia. Accade per l’effetto della compressione della massa adiposa addominale che comprime il diaframma.

Difatti, una patologia respiratoria tipica del paziente obeso è la sindrome da apnea ostruttiva durante il sonno (OSAS – Obstructive Sleep Apnea Syndrome). Si tratta di un comune disturbo caratterizzato da repentini episodi di ostruzione completa o parziale delle vie aeree superiori durante il sonno. Con conseguente aumentato sforzo respiratorio.

L’effetto meccanico del tessuto adiposo che si accumula nel collo dei soggetti obesi rende la respirazione più difficile fino a determinare dei veri e propri fenomeni di ostruzione respiratoria.

Uno studio australiano ha poi documentato che il tessuto adiposo di persone con obesità si accumula anche sulle pareti dei polmoni e delle vie aeree. Questo provoca un aumento dello spessore parietale e una maggiore infiammazione delle vie respiratorie che alimentano a loro volta l’asma.

Studi epidemiologici riportano che i soggetti con asma e sovrappeso od obesità hanno una forma asmatica più severa delle persone con asma in normopeso.

John G. Elliott e colleghi, del Sir Charles Gairdner Hospital di Nedlands e della University of Western Australia di Crawley, hanno avanzato un'ipotesi. Cioè che “vi sia un accumulo di tessuto adiposo all’interno delle vie aeree dei soggetti in eccesso di peso e che tale accumulo contribuisse alla patologia delle vie respiratorie”.

Tornando in Italia, il Ministero della Salute ha ben chiaro quale sia l’impatto dell’obesità e delle sue conseguenze in termini sociali.
E quanto ciò giustifichi la necessità di intraprendere interventi urgenti ed incisivi per contrastare la diffusione del fenomeno.
Per agire efficacemente è necessario anche il coinvolgimento attivo di settori della società esterni al sistema sanitario, sia istituzionali che della società civile.

Ecco, allora, che si cerca di correre ai ripari inserendo nel Piano Nazionale di Prevenzione – PNP – 2020-2025 (adottato con intesa Stato – Regioni 6 agosto 2020), normative e indicazioni al riguardo.

Mirano a rafforzare le azioni di prevenzione sinora intraprese, favorendone la connessione con il disegno strategico generale.  Evitando, così, interventi settoriali e frammentari. Ed hanno anche l’obiettivo di assicurare la precoce presa in carico dei soggetti in sovrappeso e/o obesi.