Sindrome Post Covid, il report dell’OMS Europa

30 Apr, 2024

Sindrome Post Covid, il report dell’OMS Europa

Sindrome Post Covid - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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L’OMS Europa, in un summary report appena pubblicato, fotografa le modalità di gestione del trattamento della Sindrome Post Covid (o Long Covid) in Italia e in altri Paesi Europei.

Nel nostro Paese i 124 centri, censiti dall’Istituto Superiore di Sanità, presentano una certa eterogeneità di cura.
Tra le criticità che il Report evidenzia c’è, in alcuni Centri italiani, l’assenza di servizi di riabilitazione e la scarsa attenzione all’aspetto nutrizionale o cognitivo dei pazienti presi in carico.
Non privo di criticità anche il collegamento tra strutture ospedaliere, servizi territoriali e medicina di base.

Nel mese di dicembre 2022 l’Istituto Superiore di Sanità ha rilasciato delle linee guida sul Long Covid. Questo allo scopo di uniformare l’approccio al trattamento della Sidrome Post Covid e, quindi, un modello di cura.

Queste linee guida rappresentano, oggi, un riferimento scientifico per il trattamento di questa sindrome anche a livello internazionale. E gli esperti clinici provvedono ad aggiornarle con continuità.

Nel nostro Paese, inoltre, le sfide relative al Long Covid riguardano sia la parte organizzativa che quella legata ai finanziamenti.
ll Report rileva, infatti, che un decreto ministeriale del 2021 aveva stanziato i fondi per la cura delle persone con sindrome da post Covid solo fino al 2023.
Ora, invece, ogni Regione ha una gestione autonoma.

A livello generale, dal report emerge che la maggior parte dei Paesi censiti sembra seguire la definizione data dall’Oms per la Pcc (post covid-19 condition). In particolare in relazione alla durata dei sintomi prima della diagnosi , cioè 12 settimane o più.

Inoltre, sempre  la maggioranza dei paesi coinvolti nel report sottolinea la necessità di effettuare una valutazione multidisciplinare dei pazienti sottoposti a screening o con sospetta Pcc. E anche l’opportunità di una formazione specifica per il personale medico finalizzata al riconoscimento e alla diagnosi della sindrome.

Considerando, comunque, che non esistono ancora test di laboratorio che confermino la sindrome da post covid. Oppure agenti capaci di portare ad una regressione dei sintomi.

Il report mostra una prevalenza elevata in molti Paesi anche se mancano ad oggi dati analitici. Nei Paesi, la prevalenza variava da circa il 5% in Israele a oltre il 17% in Italia.

Il documento ha, poi, riscontrato alcuni punti in comune tra i vari paesi per la gestione dei pazienti affetti da Sindrome Post Covid (Pcc).

Il primo punto di contatto è sicuramente l’assistenza primaria. Sono i medici di base/di famiglia ad occuparsi per primi del coordinamento e della gestione dei vari casi.
Quelli più complessi vengono, in un secondo step, affidati ad ospedali, dipartimenti e cliniche specializzate in Pcc e/o a medici specialisti, come pneumologi e neurologi.

Come già detto, l’approccio multidisciplinare svolge un ruolo essenziale nel trattamento della Pcc. E quindi i consulti, anche virtuali, avvengono in diversi Paesi.

È anche del tutto riconosciuto il fatto che il raccordo tra servizi ospedalieri e comunitari, anche la riabilitazione, è fondamentale nel percorso della PCC.

Devono, però, migliorare l’organizzazione dei servizi e la loro integrazione ed adattamento nei singoli sistemi sanitari.
Sicuramente, infatti, c’è molto da lavorare sui tempi di attesa per la riabilitazione e diversi altri servizi.
E anche sull’individuazione dei pazienti più vulnerabili e di trattamenti affidabili e comprovati.

Criticità riguardano le risorse, anche di personale, e i finanziamenti. Necessari entrambi al raggiungimento di tutti gli obiettivi di miglioramento delle cure.

L’Italia ha contribuito alla raccolta di informazioni sul Long Covid da parte dell’Oms attraverso i dati del Progetto CCM “Analisi e strategie di risposta agli effetti a lungo termine dell’infezione Covid-19 (Long Covid)”. Progetto finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Iss.

Il progetto ha anche coinvolto diversi centri clinici di Università, Ospedali e reti cliniche di Irccs, Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico. È in fase conclusiva ed i dati aggiornati saranno presentati il 22 maggio prossimo in un convegno organizzato da ISS e Fondazione Gemelli.

In generale i Paesi di tutto il mondo stanno ancora adattando i loro servizi sanitari per il trattamento dei pazienti con Sindrome Post Covid. I sistemi di sorveglianza non sono, però, ancora sufficientemente consolidati.
Pertanto non è possibile, per ora, una minuziosa rappresentazione della prevalenza della sindrome e di come i servizi soddisfino le esigenze dei pazienti.