Smaltimento dei farmaci scaduti

30 Gen, 2024

Smaltimento dei farmaci scaduti

farmaci scaduti - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Gli italiani, come è noto, sono gran consumatori di farmaci in primis antinfiammatori e antibiotici. La popolazione invecchia e il consumo aumenta ma, conseguentemente, cresce anche la quantità di medicinali che non utilizzati giungono a scadenza.

Ecco che allora si pone il problema del loro smaltimento perché è opportuno ricordare che si tratta di un rifiuto tossico che deve essere opportunamente smaltito per evitare contaminazioni pericolose per le persone e per l’ambiente.

Una recente ricerca di Assosalute si è focalizzata sulla gestione dei farmaci scaduti da parte dei cittadini.

Ne emerge che “1 italiano su 2 è consapevole dell’esistenza degli appositi contenitori (bidoni) per differenziare i farmaci (49%).  La farmacia rappresenta il punto di smaltimento dei farmaci scaduti (47%).
Eppure, oltre il 70% non sa cosa debba essere buttato nei contenitori”.

In molti, ad esempio, continuano “a gettare tutta la confezione (scatola e farmaco scaduti) nei contenitori: lo fa 1 italiano su 4, e l’errore che si commette più frequentemente è quello di buttare i contenitori di farmaci liquidi nella plastica o nel vetro dopo averli svuotati.

Rimane, inoltre, bassa la percentuale di coloro che sanno che i medicinali scaduti possono essere portati nelle isole ecologiche”.

Eppure sarebbe questa la soluzione valida per evitare i rischi all’ambiente visto i residui dei farmaci raggiungono gli impianti di depurazione, le acque superficiali, le acque potabili e di falda.

In queste acque si trovano molti farmaci di utilizzo comune, che possono essere dannosi sia per l’uomo sia per l’ambiente.

La comunità scientifica denuncia le possibili conseguenze di questo inquinamento chimico sia sul delicato equilibrio dell’ecosistema acquatico sia sulla salute dell’uomo.

Le molecole dei farmaci sono difficilmente degradabili e persistono a lungo (anche molti anni), accumulandosi. Per fortuna, le concentrazioni rilevate nell’ambiente sono molto lontane dal poter esercitare effetti tossici acuti. Questo non significa, però, che non ci siano rischi di lungo periodo.

Ovviamente a questi danni ambientali sono legati i rischi per la salute delle persone.

Per quanto riguarda l’acqua potabile la minaccia è improbabile visto che il problema viene arginato grazie a particolari interventi realizzati negli impianti di potabilizzazione.

Più gravi, invece, sono gli effetti derivanti dall’esposizione continua nel tempo, come per esempio l’aumento delle allergie o la minore efficacia degli antibiotici.
In particolare, i residui di antibiotici che finiscono nei fiumi combattono anche i batteri utili all’ecosistema acquatico. Inoltre, venendo a contatto continuo con gli antibiotici, i batteri diventano sempre più forti, il che facilita lo sviluppo di pericolosi ceppi resistenti al principio attivo.

Ecco allora un breve vademecum sul corretto smaltimento di farmaci scaduti o inutilizzati:
  • Imballaggio esterno: spesso è di carta e va smaltito con essa, così come il foglietto illustrativo.
  • Blister, tubi e bustine vuote: una volta utilizzato il farmaco la confezione va smaltita negli appositi contenitori a seconda del materiale di cui è fatta.
  • Gli integratori: non sono veri e propri farmaci dunque non vanno inseriti nei raccoglitori delle farmacie. Si può differenziare la scatola (nella carta), il blister (nella plastica) e l’integratore (nell’indifferenziata).
  • Blister e boccette: se contengono ancora il farmaco vanno smaltiti in farmacia. Siringhe, termometri, disinfettanti e simili: vanno smaltite secondo le regole di ogni Comune.

                                                                                                                                                                                                                                                                       Redazionale