Apnee notturne e diabete, qual è la relazione?

25 Feb, 2024

Apnee notturne e diabete, qual è la relazione?

apnee notturne e diabete - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Diversi studi hanno provato l’esistenza di una relazione tra apnee notturne e diabete mellito di tipo 2.

Il Diabete di tipo 2 si caratterizza per una condizione di resistenza all’insulina. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas di cui il nostro corpo ha bisogno per regolare i livelli di glucosio nel sangue e attivare diversi processi metabolici e cellulari.

Quando le cellule non riescono a utilizzare l’insulina nella maniera corretta, il glucosio finisce per accumularsi nel sangue a livelli dannosi. Si verifica così una condizione simile a quella di insulino-resistenza.

Spesso anche l’insulina nel sangue di questi pazienti è più alta del normale. Alta insulina ma inefficace nella sua azione è un apparente paradosso di questo tipo di diabete.

Il diabete mellito di tipo 2 non è una malattia autoimmune ma è causata da più condizioni o da stili di vita sbagliati (sedentarietà, abitudini alimentari scorrette, obesità). Presenta anche carattere di ereditarietà.

Per questi motivi, è una malattia che si può largamente prevenire. Questo se l’individuo interviene correggendo, ove possibile, queste condizioni.,

La terapia farmacologica, la dieta e un corretto stile di vita sono fondamentali. Possono, da soli o insieme, consentire di gestire la situazione e prevenire la malattia con molti anni di anticipo.

Il Diabete di tipo 2 è spesso associato ad obesità, pressione alta e disfunzioni cardiache.

Secondo recenti ricerche le apnee notturne sono presenti in più del 70% delle persone che soffrono di Diabete di tipo 2, contro un’incidenza nel resto della popolazione tra il 4 e il 10%.

Le apnee, inoltre, peggiorano la gestione del diabete, incrementando i livelli glicemici a digiuno e dopo pasto.

E’ dimostrato che l’ipossia intermittente, che si verifica in caso di apnee notturne, determina, attraverso il meccanismo dell’infiammazione, l’insorgenza di resistenza all’insulina.

Accade che lo stress che l’organismo deve affrontare per contrastare le apnee notturne comporta delle conseguenze. Vengono infatti attivate risposte ormonali in grado di far aumentare i livelli di glicemia e l’insulinoresistenza. Questi elevati livelli di glucosio, nel tempo, rendono più difficoltosa la gestione del diabete.

L’alterazione degli ormoni grelina e leptina influenzano, inoltre, l’appetito del paziente con carenza di sonno. La grelina aumenta, comunicando al suo cervello che ha fame. La leptina, invece, diminuisce impedendo al paziente di percepire il senso di sazietà.

Allo stesso tempo, poiché durante il giorno si avvertono stanchezza e sonnolenza, il paziente aumenta l’apporto calorico per mantenersi sveglio. E sceglie cibi molto grassi oppure ricchi di zuccheri.
D’altra parte, la mancanza di energie lo porta a muoversi meno peggiorando la sedentarietà.

Nel tempo è quindi più complicato mantenere un buon equilibrio glucidico e metabolico.

Tra sonno e diabete si instaura poi un circolo vizioso che è molto difficile spezzare. Se dormire poco e male aumenta il rischio di ammalarsi di diabete, lo stesso diabete, a sua volta, peggiora la qualità del sonno dei diabetici.

Quando la glicemia si alza, i reni tentano di abbassarne i livelli espellendo il glucosio tramite le urine.

Le frequenti minzioni costringono però il paziente a interrompere più volte il proprio riposo notturno. Questo provoca più stanchezza diurna e il mantenimento di comportamenti nocivi che già conosciamo. Secondo alcune statistiche, il 90% delle persone diabetiche riportano almeno un disturbo del sonno.

Sarebbe necessario rilevare e trattare le apnee notturne in anticipo per prevenire il diabete di tipo 2. Chi soffre di apnee durante il sonno dovrebbe, qualora non lo avesse mai fatto, controllare e tenere sotto controllare la glicemia.