Bronchite cronica e BPCO: che differenza c’è?

5 Feb, 2024

Bronchite cronica e BPCO: che differenza c’è?

bronchite cronica e BPCO - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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La bronchite cronica è una delle componenti della BPCO. La BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) è una malattia molto complessa che può presentarsi in diversi modi e con diversi gradi di gravità, dalla bronchite cronica all’enfisema polmonare. 

La bronchite cronica è una patologia respiratoria cronica i cui sintomi, tosse e catarro, sono presenti per almeno 2 mesi consecutivi per 2 anni consecutivi.

Qualunque individuo, soprattutto se esposto ad inquinamento per motivi professionali o se forte fumatore, che manifesti le due condizioni menzionate può considerarsi affetto da bronchite cronica. Questo è il primo livello, è la forma più semplice.

La diagnosi di bronchite cronica è esclusivamente clinica. Per la sua formulazione da parte del medico, il primo passo avviene sempre attraverso l’anamnesi, l’interrogazione del paziente, la storia clinica.
Bisogna tenere conto dei fattori di rischio a cui il paziente è sottoposto e al tempo stesso della sintomatologia e della sua progressione nel tempo.

Si manifesta fondamentalmente con tosse e catarro ed è priva di ulteriori limitazioni funzionali a livello respiratorio.

Si presenta in un certo momento della propria vita e non sappiamo come evolve, perché può farlo in diversi modi.

In questa fase è importante intervenire perchè queste manifestazioni di infiammazione dell’apparato respiratorio, nel caso in cui vi siano anche sovrapposizioni batteriche, hanno un riverbero su diversi organi ed apparati. Questa diagnosi non deve, pertanto, essere sottovalutata.

La bronchite cronica semplice può diventare nel tempo enfisema polmonare o bronchite cronica ostruttiva. In entrambi i casi si ha un danneggiamento della funzione respiratoria. Nel caso dell’enfisema con la distruzione degli alveoli, nel secondo caso con l’insorgenza dell’ostruzione bronchiale cronica, non reversibile, del broncospasmo cronico.
Un intervento tempestivo al primo presentarsi dei sintomi può rivelarsi fondamentale per frenarne la progressione e per migliorare gli stessi.

La sigla internazionale della BPCO è COPD (Chronic obstructive pulmonary disease) che vuol dire malattia polmonare ostruttiva cronica.

E i due cardini di questa condizione sono la bronchite cronica ostruttiva e l’enfisema polmonare, il cui il sintomo caratteristico è la dispnea (affanno sproporzionato allo sforzo) in seguito a distruzione del tessuto polmonare.

Nei pazienti con BPCO queste due patologie possono presentarsi associate o una delle due essere prevalente rispetto all’altra.

Nelle fasi iniziali della BPCO i sintomi sono così lievi da non allarmare il paziente, soprattutto se fumatore. La malattia, pertanto, evolve progressivamente senza che lo stesso se ne renda conto.

Proprio per questo motivo, se si è costantemente esposti a sostanze chimiche nocive o al fumo, è fondamentale sottoporsi a controlli periodici. Anche in assenza di sintomi, perché l’insorgenza della patologia e la mortalità aumentano con l’avanzare dell’età.

Questo tipo di precauzioni consente anche di prevenire le riacutizzazioni, cioè fasi di ripresa della malattia con peggioramento dei sintomi, in particolare un aumento delle difficoltà respiratorie.

Purtroppo le alterazioni del tessuto polmonare causa della malattia sono irreversibili. L’assunzione di un corretto stile di vita e la terapia farmacologia, però, possono alleviare i sintomi, rallentare la progressione della patologia e la comparsa di complicanze fatali.