Cosa rientra nella prevenzione primaria e in quella secondaria?

17 Gen, 2024

Cosa rientra nella prevenzione primaria e in quella secondaria?

prevenzione primaria e secondaria - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Prevenzione primaria, secondaria e terziaria sono tre livelli di prevenzione sanitaria. Ciascuno di essi prevede la messa in atto di azioni differenti.

La prevenzione sanitaria è un complesso di attività, azioni ed interventi che mira a ridurre la morbilità (la frequenza percentuale di malati in un determinato periodo e gruppo di persone), la mortalità o gli effetti provocati da determinati fattori di rischio o da una certa patologia (profilassi).

Il fine della prevenzione è promuovere la salute dell’individuo e della collettività. Evitare quindi la comparsa, controllare la diffusione e la progressione delle malattie e il verificarsi di danni irreversibili quando la patologia è in atto. Favorire il reinserimento familiare, sociale e lavorativo del malato e migliorarne la qualità della vita.

La prevenzione primaria è la principale forma di prevenzione. La maggior parte delle attività di promozione della salute sono di questo tipo. L’obiettivo è quello di evitare che una patologia si presenti in individui sani.

Comprende l’adozione di interventi, comportamenti e stili di vita in grado di evitare o ridurre all’origine l’insorgenza e lo sviluppo di una patologia o di un evento sfavorevole. Selezionando e trattando le condizioni di rischio che possono accrescere l’incidenza di una determinata patologia.

Alcuni esempi sono le campagne di sensibilizzazione, come quelle antifumo promosse dai governi, l’educazione alimentare nelle scuole, i vaccini. Promuovere e condurre uno stile di vita sano e anche lavarsi le mani rappresentano un tipo di prevenzione primaria. Nei primi anni di vita del bambino, genitori e maestri svolgono un ruolo di fondamentale importanza per lo sviluppo di una corretta educazione alla salute.

La bonifica di siti dalle sostanze nocive e la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro sono altri strumenti di prevenzione primaria.

La prevenzione secondaria riguarda solitamente individui che presentano un danno biologico già in atto. Hanno già contratto la malattia ma sono al primo stadio o risultano ancora asintomatici. Sono comunque entrati in contatto con sostanze patogene e/o risultano predisposti geneticamente.

Mira a guarire eventuali lesioni o disturbi prima che la malattia si manifesti clinicamente.
Lo strumento principale della prevenzione secondaria è la diagnosi tempestiva e precoce di una determinata patologia. Prevenzione secondaria e diagnosi precoce si ottengono con adeguati programmi di screening.

Lo screening consente di individuare la malattia e intervenire per tempo, accrescendo le opportunità terapeutiche e contrastando  il suo decorso nel modo più idoneo,  riducendo le conseguenze sfavorevoli.

Un esempio di prevenzione secondaria è l’esecuzione di pap test e mammografia nelle donne sane o il controllo della prostata negli uomini, allo scopo di prevenire varie forme di tumore.

La prevenzione secondaria può prevedere la ricerca di eventuali partner o conoscenti di una persona affetta da una malattia trasmissibile per via aerea (p.e. il covid-19) o per via sessuale (p.e. l’AIDS) e il trattamento di questi soggetti, qualora necessario, al fine di ridurre al minimo la diffusione della malattia.

La prevenzione terziaria, invece, consiste nella vera e propria terapia. Non si tratta proprio di prevenzione della malattia, ma prevenzione delle sue complicanze, delle probabilità di recidive e del decesso.

Nella prevenzione terziaria una malattia pregressa, solitamente di carattere cronico, viene trattata allo scopo di prevenire eventuali altri danni e complicanze.

La prevenzione terziaria ha, quindi, come obiettivo quello di tenere sotto controllo la progressione della malattia e di assicurare un decorso sereno al paziente.

Alcuni esempi di prevenzione terziaria sono le misure riabilitative e assistenziali volte al reinserimento familiare, sociale e lavorativo del malato e all’aumento della qualità della vita (ad esempio misure di riabilitazione motoria, supporto psicologico, ecc.).

Alla fine degli anni ’80 è stato poi introdotto un ulteriore tipo di prevenzione: la prevenzione quaternaria che consiste nel prevenire la “iper-medicalizzazione della vita”, nell’impedire cioè azioni sanitarie non necessarie e l’uso indiscriminato di risorse mediche in assenza di sintomi e/o fattori di rischio.