Prevenire i tumori: che esami fare se fumo?

26 Apr, 2024

Prevenire i tumori: che esami fare se fumo?

Prevenire i tumori - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Prevenire i tumori è ciò che tutti vorrebbero. E la prevenzione è, senz’altro, lo strumento più utile per cercare di evitare, il più possibile, un cancro. Oppure per diagnosticarlo per tempo, quando è maggiormente curabile

È importante, però, tenere sempre presente che il rischio è comunque ad personam ed è il risultato di diversi fattori. Non solo comportamentali, legati quindi allo stile di vita. Ma anche geneticiambientali (esposizioni anche accidentali o lavorative) e, addirittura, casuali.

Per prevenire i tumori occorre innanzitutto agire sui fattori di rischio modificabili, che sono ben noti. E parliamo, quindi, di mettere in atto una prevenzione primaria, con cui ridurre la probabilità della comparsa di un tumore.

Cioè, ad esempio, evitare o smettere di fumare, svolgere attività fisica, seguire un’alimentazione varia e bilanciata. E ancora ridurre o eliminare il consumo di alcolici, sottoporsi ad alcune vaccinazioni.

Ci sono, poi, coloro che hanno abitudini e comportamenti di un certo tipo, come chi fuma o chi beve. In questi casi parliamo di soggetti ad alto rischio.
In quanto tali, è necessario che facciano particolare attenzione ai controlli e agli esami per la diagnosi precoce.

In tema di come prevenire i tumori, allora, sentiamo spesso parlare di screening oncologico. Ma di cosa si tratta?

Con il termine screening si indica un protocollo di esami diagnostici applicati su vasta scala. Serve per identificare individui che soffrono di una patologia o sono a rischio di svilupparla.

Uno screening oncologico consiste, quindi, nell’eseguire periodicamente un esame che sia capace di individuare precocemente un cancro.

Riguarda persone che sembrano sane, nel senso cioè che non manifestano segni o sintomi sospetti in merito alla presenza di un tumore. Ma che per età e altri fattori hanno un rischio più alto di svilupparlo rispetto alla media.

In genere gli screening non servono a prevenire l’insorgenza del tumore, ma a individuare precocemente la malattia.

In Italia sono offerti gratuitamente alla popolazione gli screening per il tumore del seno e della cervice uterina e il cancro del colon-retto. Non è ancora attivo quello per il tumore del polmone, che potrebbe invece essere presente in futuro.

Considerato l’elevato numero di persone che si ammala di tumore del polmone e i risultati non soddisfacenti delle terapie, da tempo gli studiosi cercano di definire un protocollo che consenta una diagnosi tempestiva.

E, appunto, sulla diagnosi precoce del cancro polmonare, dopo una lunga diatriba sul piano scientifico, si è giunti alla seguente conclusione.

I pazienti fumatori a rischio di cancro del polmone, facendo ogni anno una TAC del torace ad alta risoluzione e a basso dosaggio, hanno una probabilità maggiore di identificare l'insorgenza di un tumore polmonare nelle fasi iniziali.

Il che vuol dire maggiori probabilità di risolverlo con la chirurgia e con terapie farmacologiche meno debilitanti.

È vero che la dose di radiazioni di una TC è superiore a quella di una radiografia. La TC, però, consente di visualizzare dettagli che in una immagine radiografica non sono rinvenibili. Ad esempio noduli polmonari di dimensioni molto ridotte.

Ripetiamo che si tratta di un esame che non devono effettuare tutti indiscriminatamente. Ma quei soggetti cosiddetti “ad alto rischio”, cioè coloro che hanno un’elevata probabilità di sviluppare il tumore e che possono trarre beneficio da una diagnosi precoce e tempestiva.

Nel caso del tumore del polmone sicuramente il fattore di rischio più rilevante è il fumo di tabacco. La diagnosi si verifica molto raramente prima dei 50 anni.

Per questo motivo il medico prescriverà l’esame in base al requisito di essere o essere stati forti fumatori. E di avere un’età superiore ai  55 anni, senza distinzione di sesso.
Cosa si intende per “forti fumatori”? Soggetti che abbiano fumato 30 “pack-year”.

“Pack-year” (“anno-pacchetto”) equivale al consumo di un normale pacchetto di sigarette (20 unità) al giorno per un anno.

30 “pack-year” significa consumare un pacchetto al giorno per 30 anni, oppure consumarne due al giorno per 15 anni ecc.

Il rischio di sviluppare un tumore del polmone, infatti, varia non solo in base alla quantità di sigarette consumate, ma anche in base al periodo di tempo nel corso del quale si è fumato.

Possono sottoporsi all’esame anche gli ex-fumatori che presentino queste caratteristiche e che abbiano smesso da meno di 15 anni.