Post Covid: come capire se ho i polmoni danneggiati?

13 Gen, 2024

Post Covid: come capire se ho i polmoni danneggiati?

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I sintomi specifici che coinvolgono l’apparato respiratorio nella fase post COVID di un certo numero di persone (parliamo di Long COVID) sono principalmente rappresentati da difficoltà respiratoria e tosse. Sebbene non siano casi frequenti, in alcune persone il COVID può avere conseguenze di varia entità sui polmoni.

Anche se la maggior parte di coloro che hanno contratto l’infezione da SARS-COV-2 non ha avuto sintomi respiratori gravi, quando il virus colpisce i polmoni vengono compromessi gli scambi gassosi.

Nelle forme più gravi, la polmonite da COVID, clinicamente classificata come polmonite interstiziale, può aggravarsi fino alla sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS). Questa è caratterizzata sia dal danno polmonare che dalla tempesta di citochine, le molecole infiammatorie rilasciate dal nostro sistema immunitario.

Il risultato dell’infezione polmonare COVID sui polmoni sono “cicatrici” nel tessuto polmonare. Esse contribuiscono a rendere difficoltosa la respirazione anche nel post COVID, dopo la guarigione dall’infezione acuta.

Il danno polmonare come conseguenza della polmonite COVID dipende da diversi fattori. Primo fra tutti la gravità della malattia, e poi le condizioni di salute preesistenti all’infezione.

Infatti, si è visto che patologie già presenti come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), tumori, malattie autoimmuni e stati di immunodeficienza possono aumentare il rischio di forme gravi di polmonite COVID.

Inoltre, la rapidità di un adeguato intervento medico al momento della comparsa della difficoltà respiratoria è fondamentale per il recupero polmonare post COVID.

Nelle forme più lievi, la guarigione da polmonite COVID è completa in circa 7-10 giorni senza conseguenze per i polmoni. Nei casi più gravi, invece, la guarigione polmonare è più lenta. Può richiedere anche 3-6 settimane e possono perdurare effetti a lungo termine.

In alcune persone, soprattutto anziani di sesso maschile con malattie pregresse, per le quali è stato necessario un ricovero in terapia intensiva o un lungo periodo di supporto ventilatorio, è stato documentato un incremento del 20% dello sviluppo di fibrosi polmonare. Si tratta di un’alterazione grave e irreversibile del polmone.
E’ una conseguenza rara, di cui ancora non si conoscono appieno i meccanismi di insorgenza, con quadri variabili di estensione e gravità.

Inoltre, nelle persone che hanno avuto forme più severe di polmonite da Sars-Cov-2, gli effetti nel post COVID possono essere diversi. Possiamo avere tosse cronica, fibrosi polmonare, alterazioni vascolari del distretto polmonare associate a difficoltà respiratorie (dispnea) e al perdurare di un’insufficienza respiratoria che richiede il proseguire dell’ossigenoterapia.

Il protrarsi di sintomi quali tosse e disturbi respiratori, associati o meno ad altri sintomi di Long COVID (stanchezza, dolore muscolare, mal di testa, affaticamento, ad esempio) richiede la valutazione di uno specialista per escludere eventuali danni polmonari.

Saranno necessari esami di approfondimento come, ad esempio, le prove di funzionalità respiratoria. Se confermata la presenza di danno d’organo sarà necessaria la somministrazione di terapie specifiche.