Chirurgia dell’enfisema: quando è possibile o consigliabile?

27 Gen, 2024

Chirurgia dell’enfisema: quando è possibile o consigliabile?

Enfisema polmonare domande frequenti - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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L’enfisema polmonare è una delle varianti della malattia ostruttiva delle vie aeree ma ha delle caratteristiche particolari. La sua definizione è anatomica, cioè si chiama enfisema polmonare quella condizione in cui si ha una dilatazione degli spazi aerei più periferici.

La definizione clinica è più complessa. Si tratta di una malattia che presenta tratti caratteristici rappresentati fondamentalmente dalla iperinflazione, dall’aumento del contenuto aereo del polmone e dalle conseguenze di questo fenomeno.

E l’enfisema è una perdita del tessuto alveolare determinata da un fenomeno specifico. Cioè la demolizione della struttura elastica ad opera di agenti ossidanti che stimolano la produzione di enzimi che si chiamano elastasi. Non controbilanciati da altri enzimi che si chiamano antielastasi.

Le anti elastasi non sono prodotte in quantità sufficiente, non hanno attività sufficiente. Per cui la struttura elastica del polmone viene ad essere compromessa. A questa condizione consegue, lentamente e progressivamente, una perdita di funzione respiratoria.

Molto importante nell’enfisema polmonare, più che nelle altre forme di insufficienza respiratoria, è la fisioterapia che assume un ruolo particolare. E’ inoltre necessario un adeguato supporto nutrizionale. E poi c’è la chirurgia.

La chirurgia dell’enfisema non riguarda tutti i tipi di enfisema ma solo quello che interessa alcune aree del polmone e che si chiama enfisema disomogeneo. Questo, a differenza dell’enfisema diffuso, ha trattamento particolare e indicazioni molto specifiche.

Immaginiamo l’enfisema disomogeneo come un enfisema a macchia di leopardo. Ci sono zone normali e zone, invece, con la manifestazione dell’enfisema. Le zone di polmone malato, quelle dove c’è l’iperinflazione polmonare, vanno a comprimere le zone dove il polmone è buono. 

In questi casi si rimuove la porzione di polmone malato o si esclude dal flusso aereo. Con un atto chirurgico dall’esterno sul torace o con un atto endoscopico dall’interno dei bronchi si esclude, quindi, l’area nella quale l’enfisema è rappresentato in maniera particolare. E il polmone "buono" si riespande.

Sono state messe a punto tecniche endoscopiche che abbastanza routinariamente utilizziamo.

Consistono nel posizionamento di valvole endobronchiali, che sono valvole unidirezionali. In fase espiratoria fanno uscire l’aria dalle zone enfisematose, non la fanno rientrare e piano piano queste zone enfisematose si decomprimono favorendo la riespansione del polmone. Quello che, prima, era schiacciato e impedito nella sua normale funzione.

In alcuni casi selezionati si può ricorrere alla chirurgia con un intervento di riduzione di volume.

L’intervento consente di eliminare le zone di polmone più colpite dall’enfisema. In questo modo la superficie di polmone sovra disteso si riduce. Migliora la funzionalità del tessuto polmonare residuo e del diaframma.

Effettivamente, quantomeno sulla qualità di vita, quindi sulla riduzione dell’affanno, queste metodiche danno un significativo vantaggio. 
Poi il paziente però deve essere assistito, deve essere seguito. E questo deve entrare in un protocollo di cura successiva.

La chirurgia dell’enfisema riguarda perciò l’enfisema disomogeneo che non va confuso con le bolle di enfisema. Queste, nel giovane, sono manifestazioni congenite di alterazione dello sviluppo embrionale del polmone. Vanno rimosse solo nei casi in cui diano episodi di pneumotorace.