Quanto è dannoso il fumo passivo? Quali rischi per i bambini?

19 Dic, 2023

Quanto è dannoso il fumo passivo? Quali rischi per i bambini?

Fumo passivo - domande frequenti Nicola Dardes pneumologo a Roma
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Il fumo passivo è, giustamente, l'incubo dei non fumatori. Facciamo chiarezza su alcuni punti.

L’esposizione al fumo passivo determina l’inalazione involontaria di sostanze cancerogene e di svariati componenti tossici e dannosi per la salute. Il fumo passivo contiene infatti più di 50 sostanze cancerogene, inalate dai non fumatori quasi nelle stesse quantità assorbite da chi fuma.

Secondo i dati di un rapporto pubblicato dal Surgeon General Office degli Stati Uniti, la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e cancro al polmone aumenta rispettivamente del 25-30% e del 20-30% per i non fumatori che siano esposti al fumo passivo in ambiente domestico o in ambiente lavorativo. 

E parliamo sia del fumo prodotto dalla combustione della sigaretta sia di quello prodotto dall’espirazione da parte del fumatore.

E poiché, ad esempio, l’organismo di bambini e adolescenti è ancora in via di sviluppo, i più vulnerabili rispetto agli effetti del fumo passivo sono proprio i più piccoli, che rischiano di sviluppare molte malattie respiratorie, come l’asma, e infezioni alle orecchie (otiti).

Peraltro molti genitori pensano che con fumo passivo si intenda soltanto l’aspirazione dell’aria dell’ambiente nel quale sono contemporaneamente presenti il fumatore e il bambino.

Oltre alla forma diretta, esiste anche il fumo passivo di terza mano. Questo deriva dalla riammissione, nell’aria e nell’ambiente, delle sostanze chimiche tossiche che possono essersi depositate sui mobili o su altri oggetti durante precedenti fumate fatte anche in assenza dei bambini.

Entrambi possono essere molto dannosi.

Quello diretto
porta, infatti, il bambino ad inalare un numero enorme di sostanze chimiche altamente nocive, quali nicotina, piombo, cadmio, arsenico, benzene e formaldeide.

Quello di terza mano comporta, oltre all’inalazione e al contatto con le sostanze soprariportate, anche l’assorbimento di una miscela di inquinanti residui che vengono reimmessi nella fase gassosa. Reagiscono poi con gli ossidanti ambientali e altri composti finendo per produrre sostanze cancerogene.  

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Altre  categorie particolarmente a rischio sono naturalmente anziani e persone con patologie già sviluppate come asma, bronchite cronica ed enfisema polmonare.

C’è da dire, peraltro, che anche i sistemi di ventilazione più all’avanguardia non sono in grado di eliminare completamente il fumo passivo: soltanto la soluzione rappresentata da ambienti smoke-free, liberi cioè da fumo e nicotina, può assicurare ai non fumatori una protezione totale.