Pneumotorace spontaneo: come si risolve?

6 Giu, 2024

Pneumotorace spontaneo: come si risolve?

Pneumotorace spontaneo
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Innanzitutto diciamo che lo pneumatorace spontaneo si determina in tutte quelle condizioni nelle quali si ha una rottura spontanea del foglietto pleurico che riveste il polmone. E, quindi, in parole semplici, quando la superficie del polmone subisce una lacerazione.

Esistono condizioni congenite nelle quali si hanno delle piccole bolle sub pleuriche, al di sotto della pleura o all’interno del polmone, ma molto in superficie, appunto verso la pleura. Una volta sotto pressione si lacerano e si genera, così, lo pneumotorace.

Parliamo di pneumotorace spontaneo primario se non esiste una patologia polmonare sottostante. In caso contrario lo pneumotorace spontaneo si definisce secondario ed è più grave rispetto alla forma primaria.

Cosa molto importante è cercare di prevenire le recidive. Evitare, soprattutto i giovani, uno sforzo fisico particolarmente intenso. Sollevare pesi, ad esempio, comporta una inspirazione forzata, a glottide chiusa, che provoca una distensione dei polmoni e la possibilità che la superficie della pleura si laceri.

Altro fattore a cui prestare attenzione sono i viaggi aerei. In fase di atterraggio si determina, infatti, una variazione di pressione che può portare a una lacerazione.

E, appunto, dopo uno pneumotorace spontaneo trattato è consigliabile, almeno per sei mesi, non fare un viaggio aereo.

Gli sport che sono controindicati sono quelli che determinano una variazione di pressione. Quindi per esempio le immersioni subacquee o andare in altissima montagna.

Lo pneumotorace spontaneo si risolve da solo nei casi più lievi. Oppure, in quelli più seri, a seguito di un drenaggio toracico. E quando lo pneumotorace è trattato le recidive sono anche minori.

In alcuni casi ancora più gravi potrebbe essere necessario ricorrere ad interventi chirurgici come il talcaggio pleurico o addirittura la pleurectomia. Generalmente questo accade dopo la seconda o la terza recidiva. 

Occorre, poi, valutare se la patologia sottostante, che generalmente è una patologia bollosa del polmone, è monolaterale o bilaterale. Perché, ovviamente, se è bilaterale il rischio è maggiore in quanto può accadere che vi sia una rottura delle bolle bilaterale.

Cosa importante: il rischio è maggiore in chi soffre di asma, perché il broncospasmo provoca la distensione delle bolle.

Naturalmente il fumo di sigaretta, con la sua azione ossidativa, andando a deteriorare la struttura elastica del polmone, è un fattore di rischio da evitare.

Come al solito la prevenzione è lo stile di vita per la salute in generale e anche per quella respiratoria.