Polisonnografia, l’esame per la diagnosi di apnee notturne

13 Feb, 2024

Polisonnografia, l’esame per la diagnosi di apnee notturne

polisonnografia esame - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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La polisonnografia (o studio poligrafico del sonno) è un esame fondamentale per diagnosticare e curare tempestivamente diverse patologie. Cioè quelle respiratorie, cardiache e neuromuscolari che si nascondono dietro a un riposo notturno poco efficiente.

A volte, infatti, si possono verificare anomalie e disturbi di diversa natura che ne condizionano negativamente la qualità.

Questo sta a significare che se, pur avendo dormito, non ci si sente riposati è possibile che si soffra di un disturbo del sonno.

La polisonnografia è un esame che consente di:
quantificare e delineare il numero degli episodi di apnea (interruzioni dell’attività respiratoria). Questi possono avere infatti caratteristiche differenti;
individuare al meglio la patologia di cui il paziente soffre. Per proporre, quindi, un trattamento mirato e personalizzato;
stabilire se sia necessario procedere con ulteriori successivi controlli (visita neurologica, visita cardiologica, holter pressorio, ecc). Questi sono utili a scongiurare conseguenze dannose per la salute e/o l’insorgenza di altre patologie associate.

Il corretto inquadramento di un problema del sonno necessita pertanto di un team medico multidisciplinare.

Non esiste una terapia standard per tali disturbi. I risultati dell’esame polisonnografico consentono di valutarne la natura e pianificare la terapia più opportuna. La definizione del percorso terapeutico dipende, soprattutto, dalla corretta interpretazione dei risultati dell'esame e dall'esperienza del personale medico coinvolto.

In genere la polisonnografia è un esame che il medico prescrive quando, in base a un esame obiettivo preliminare, sospetta che il paziente soffra di un disturbo del sonno.

Tuttavia, anche in presenza di un disturbo già diagnosticato, l’esame ha una sua utilità. Contribuisce, infatti, a far chiarezza su eventuali trattamenti e terapie necessarie a ripristinare normali condizioni di salute.

Spesso non viene realmente compresa l’importanza che il sonno riveste nella vita di ciascuno. 

Questo porta ad ignorare o sottovalutare le conseguenze per la salute, a volte anche serie. I principali disturbi legati al riposo notturno possono provocare insonnia, sindrome delle apnee notturne, la narcolessia. E jet lag, sindrome delle gambe senza riposo, bruxismo, sonnambulismo, russamento e disturbi del ritmo circadiano.

Uno dei disturbi trattato con maggior frequenza, perché particolarmente diffuso nella popolazione, è senza dubbio la sindrome delle apnee notturne o sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

Nota anche con l’acronimo OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), è una condizione che comporta interruzioni temporanee nella respirazione durante il riposo notturno e un forte russamento.

Queste interruzioni sono dovute all’ostruzione parziale o totale delle prime vie aeree. Ogni pausa può durare pochi secondi o anche quasi un minuto.

La sindrome delle apnee notturne è una patologia cronica che compromette la qualità del sonno. Chi ne soffre accusa perdita di concentrazione, colpi di sonno durante la guida, sonnolenza diurna e depressione.

Pertanto, se non adeguatamente affrontata, questa patologia può avere diverse conseguenze, anche gravi.

Per fare diagnosi di tale disturbo il medico si avvale innanzitutto dei sintomi e dei segni clinici che il paziente riferisce. A livello strumentale il principale esame in grado di accertare il sospetto diagnostico è la polisonnografia.

La polisonnografia è un esame che consiste nella misurazione, durante il sonno notturno per almeno alcune ore, del flusso aereo a livello del naso e della bocca. Ma anche del livello di ossigeno nel sangue, della frequenza cardiaca, della mobilità respiratoria toracica e addominale e della postura nel sonno.

Talvolta l’esame si integra con informazioni più complete. Queste sono ottenibili con lo studio dell’attività elettrica del cervello (EEG), dei movimenti oculari (elettrooculografia o EOG), dell’attività muscolare (elettromiografia o EMG) degli arti.

Oltre che per prevenire le conseguenze della Sindrome delle apnee notturne, è importante effettuare l’esame anche in altri casi. E cioè in caso di diabete, obesità, bronchite cronica ostruttiva ed enfisema polmonare. In presenza di ipotiroidismo, patologie vascolari, delle cavità nasali, del palato molle o del faringe. Anche in caso di alterazioni dell’anatomia mandibolare.

Ricordiamo che un sonno disturbato può essere il sintomo di patologie già esistenti. Ma anche il presupposto per l’insorgenza di altri disturbi, anche seri, che necessitano di essere diagnosticati e curati con tempestività.