Asma da temporale, sapere previene il rischio

6 Mar, 2024

Asma da temporale, sapere previene il rischio

Asma da temporale - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Il fenomeno dell’ asma da temporale è stato osservato in varie parti del mondo.

Vediamo di cosa si tratta. L’asma da temporale è un evento che rappresenta un rischio per la salute dei pazienti con allergia ai pollini. In particolare nei periodi in cui si ha dispersione nell’atmosfera di significative quantità di questi allergeni.

E nell’area mediterranea ciò si verifica soprattutto in primavera da marzo a fine giugno.

I fattori climatici come le temperature, l’umidità, la forza del vento, i temporali etc., possono influenzare le componenti chimiche e biologiche dell’atmosfera e la loro interazione con le vie aeree causando sintomi clinici respiratori.

Peraltro, sono sempre più numerose le evidenze scientifiche sul fatto che i cambiamenti climatici incidono non solo sulla qualità dell’aria ma anche su quella dell’acqua (mari, oceani, fiumi, ghiacciai, etc.). E anche sulle catene alimentari e il terreno.

Le variazioni climatiche sono caratterizzate da eventi meteorologici che comportano un aumento della produzione e della emissione di CO2 antropogenico in atmosfera. Come conseguenza di questo incremento, le piante allergeniche producono più polline.

Inoltre le variazioni climatiche inducono una maggior frequenza di fenomeni atmosferici estremi come temporali, cicloni, inondazioni ed uragani.

Questi eventi climatici possono incrementare la frequenza e l’intensità delle manifestazioni asmatiche allergiche. In particolare i temporali durante le stagioni polliniche, insieme con l’esposizione agli inquinanti chimici e biologici.

L’interazione tra fattori scatenanti ambientali, caratteristiche degli allergeni anemofili, inquinamento atmosferico e malattie allergiche respiratorie come l’asma è complessa. Ed è costantemente oggetto di studi sperimentali ed epidemiologici.

I temporali incidono, quindi, negativamente sulla salute dei soggetti affetti da asma bronchiale allergico e rinite allergica, peggiorando la loro sintomatologia. Oggi la scienza ha dimostrato con sufficiente certezza quali siano in gran parte i meccanismi che sono alla base dell'asma da temporale

Da una parte, infatti, l’improvviso sbalzo termico, la maggiore viscosità dell’aria e il rilascio di particelle, come la polvere, hanno un effetto irritativo sulle vie aeree.
Anche se, allo stesso tempo, le grandi piogge possono aiutare a tenere basse le concentrazioni di alcuni inquinanti la cui azione irritativa sull’apparato respiratorio è molto acuta e dannosa.

D’altra parte durante i temporali si verifica un processo definito “frammentazione del polline”. In sostanza, a causa di uno shock osmotico indotto dall’assorbimento di acqua piovana, i pollini possono esplodere.

La rottura dei granuli provoca il rilascio di particelle veicolanti allergeni di dimensioni molto ridotte (microparticolato).

Queste particelle sono disperse nell’aria attraverso la ventosità. In particolare, a causa delle loro dimensioni ridotte, scatenano attacchi asmatici talvolta anche gravi.

Questo perché possono penetrare con l’aria inalata più in profondità nelle vie aeree fino alle più sottili diramazioni bronchiali.

Anche alla luce di quanto descritto, appare urgente la necessità di misure di educazione pubblica atte a prevenire e ridurre l’inquinamento atmosferico e le variazioni climatiche.

Tali sforzi vanno messi in atto ai massimi livelli e in tempi ragionevolmente brevi per mitigare il fenomeno dei cambiamenti climatici. E, tra le altre cose, ridurre la frequenza attualmente in crescita delle crisi di asma bronchiale allergico.

Allo stesso modo, l’informazione su questi eventi estremi e, potenzialmente, infausti è fondamentale per un’adeguata prevenzione e terapia di queste emergenze.