Asma nei bambini e negli adulti: sintomi e cure

16 Nov, 2023

Asma nei bambini e negli adulti: sintomi e cure

Asma Come riconoscerla e come curarla
Home » Patologie respiratorie » Asma bronchiale » Asma nei bambini e negli adulti: sintomi e cure

Professor Dardes, cosa significa asma?

Asma è un termine generico, bisogna distinguere l’asma bronchiale e l’asma cardiaco.
Asma vuol dire mancanza di respiro, accorciamento del respiro ed è maschile. Non è femminile,  è lo asma.

E fondamentalmente in pneumologia si parla di asma bronchiale. Spesso i pazienti vengono da me dicendo “io ho l’allergia perché mi manca il fiato”. In realtà hanno l’asma e bisogna vedere se si tratta di asma allergico oppure no.

C'è correlazione tra asma e allergia?

C’è correlazione, ma non tutti gli allergici sono asmatici e non tutti gli asmatici sono allergici.

L’asma a che età si manifesta? Colpisce anche i bambini?

Colpisce i bambini in maniera particolare.
Ha un andamento bimodale, tecnicamente si dice così, cioè ha un picco nell’età prescolare e scolare, poi si attenua e poi ricompare. Certe volte regredisce addirittura spontaneamente. In genere asma e allergia nel bambino sono di frequente correlate.

Col termine asma noi identifichiamo una serie di manifestazioni cliniche, di sintomi che vanno dalla semplice oppressione di respiro o tosse secca all’asma grave e, quindi, talvolta può essere non diagnosticata nel bambino perché bronchite e asma vengono confuse. Chi è il Prof. dardes

Dal momento che potrebbe non essere in grado di esplicare i propri sintomi, come capire se un bambino soffre di asma? Da che cosa deve farsi insospettire un genitore?

Generalmente la mamma o il papà se ne accorgono.
I sintomi dell’asma tipici del bambino sono mancanza di respiro la notte, respiro sibilante, tosse dopo lo sforzo fisico o comparsa di affanno con respiro sibilante dopo una corsa.

L’asma negli adulti si manifesta con gli stessi sintomi o ce ne sono di differenti?

Li possiamo trovare anche negli adulti. Se vogliamo definire i sintomi di questa malattia, partiamo da un vago senso di oppressione toracica, per cui la prima cosa che il paziente dice è quella di essere stressato.

Mi scusi Professore, perché questo legame fra l'oppressione al petto e il definirsi stressato? Esiste correlazione tra asma e stress?

L’oppressione toracica, cioè il respiro lievemente difficoltoso, è determinata dal fatto che il broncospasmo, lo spasmo dei bronchi periferici, modifica l’elasticità del polmone e rende la respirazione leggermente più difficoltosa.
La correlazione con lo stress la fa il paziente. Ci sono manifestazioni delle malattie psicosomatiche che hanno come organo bersaglio l’apparato respiratorio. 

Torniamo agli altri sintomi

Si parte, come ho detto prima, da un vago senso di oppressione toracica e si arriva a:
tosse persistente, non associata a produzione di catarro, mancanza di respiro con percezioni di sibili al mattino, mancanza di respiro nel corso della notte, crisi asmatiche notturne.
Poi invece si passa a manifestazioni più costanti di gravità variabile. Si va da una riduzione della capacità a compiere l’esercizio fisico fino ad avere il fiato corto costantemente.
Una delle caratteristiche tipiche è poi la percezione soggettiva di sibili e quando il medico appoggia il fonendoscopio sul torace del paziente (quella che gli eruditi chiamano auscultazione) sente il respiro fischiante.

Quali sono le cause dell’asma? Cosa può determinare l'insorgere di questa malattia respiratoria?

Questa domanda mi viene frequentemente posta anche dai pazienti. L’asma ha cause all’origine e cause scatenanti.
Volendo semplificare e attenendosi alla sua definizione, l’asma bronchiale è una malattia caratterizzata dalla limitazione al flusso aereo determinata dalla staratura dei meccanismi di regolazione dell’infiammazione.
L’infiammazione dell’organismo animale è regolata da un acceleratore e da un freno. Nell’asmatico si ha un eccesso di azione pro infiammatoria e una riduzione dell’attività antinfiammatoria.

Per l’asma si può parlare di ereditarietà?

Sì, in alcuni casi ci sono famiglie, soprattutto nell’asma allergico, che hanno una linea ereditaria che si caratterizza proprio per la presenza di questa patologia. 

E i fattori di rischio per lo sviluppo della malattia?

A parte i soliti, cioè inquinamento atmosferico e fumo, i fattori di rischio sono correlati alla genetica.
Cioè, io rischio maggiormente di essere asmatico se ho una distribuzione del patrimonio genetico in questo senso. Più che di fattori di rischio noi dobbiamo parlare di fattori scatenanti. Asma e umidità sono fortemente correlate per cui, per esempio, se sono un asmatico che vive in montagna o in un clima secco, la manifestazione di asma arriverà più tardi perché non ho fattori scatenanti quale l’umidità atmosferica.

Quindi l'asma è legata alla variabilità del tempo.
Non parliamo di cambiamenti climatici ma di temporali, per esempio.

Sì, come no. Esiste proprio l’asma da temporale. Ci sono dei pazienti che sanno già di essere asmatici e che respirano peggio.
Una domanda che il medico fa o dovrebbe fare è se la sintomatologia è costante oppure se peggiora o migliora in presenza di sole o di cielo nuvoloso.
Ci sono  manifestazioni di crisi asmatiche vere e proprie associate ai temporali perché aumenta la viscosità dell’aria e questa viscosità funge da stimolo. Un’aria più leggera, meno umida, meno viscosa, passa meglio e stimola meno i recettori che sono lungo le vie bronchiali.

Naturalmente è necessario che i recettori siano ipereccitati dalla condizione di infiammazione cronica che è propria dell’asma bronchiale.

Come viene diagnosticata l’asma? E’ possibile una diagnosi precoce?

Sì, fortunatamente nell’asma bronchiale è possibile la diagnosi precoce all’insorgenza dei primi sintomi.
Ci sono dei test tipici che sono la spirometria con le sue varianti, i test di provocazione bronchiale o di reversibilità.
I primi sono delle spirometrie fatte ripetutamente a seguito della somministrazione di un farmaco che si chiama Metacolina, che è un agente che segue la via del nervo vago. Quindi si vede come si riduce la funzione respiratoria a seguito della somministrazione delle microdosi di metacolina. Se, invece, le vie aeree sono chiuse, si usano i broncodilatatori e si vede se questa condizione di ostruzione bronchiale è irreversibile o meno.

Una diagnosi precoce consente di vivere normalmente?

Assolutamente sì. Un discorso a parte si deve fare per i casi di asma grave, che sono una minoranza, sia pur significativa, ma sempre una minoranza.
Ritengo sia molto importante dare un messaggio. Chi sa di soffrire d’asma, soprattutto nella giovane età, nell’età infantile o nell’età adulta non deve usare i farmaci cosiddetti reliever, cioè i farmaci sintomatici, in eccesso.
Sono descritti i casi di pazienti asmatici che sono andati incontro a morte perché hanno cercato di governare la propria sintomatologia abusando di broncodilatatori. Spruzzavano broncodilatatori e continuavano a farlo finché sono arrivati troppo tardi in pronto soccorso. Non voglio spaventare nessuno, sono condizioni serie che il medico specialista è in grado di identificare.
E allora in questo caso si devono dire due cose:
1) non abusare di broncodilatatori
2) tenere l’adrenalina monodosata in tasca o nella borsa, perché in caso di crisi grave si somministra l’adrenalina e si va al pronto soccorso.

Lei ha parlato adesso di asma fatale. Ha a che vedere con l'attacco d'asma o è altro?

No, no. La crisi asmatica perlopiù non è fatale, ci sono degli attacchi d’asma in condizioni particolari che possono essere fatali.
E poi c’è un altro tipo di asma che è quella definita dipendente da corticosteroidi. Cioè ci sono pazienti che non riescono a controllare l’asma se non utilizzano il cortisone. E allora in questi pazienti c’è l’indicazione a terapie avanzate.

Chi soffre di asma può fare sport? Se sì, quale è consigliato?

Si deve fare sport.  E’ un problema del medico quello di consentire al paziente di fare attività sportiva.
Chi fa sport agonistico deve dichiarare che è asmatico perché alcuni farmaci, come i broncodilatatori betadrenergici, agendo sul muscolo, sono considerati dopanti.
L’unico sport che viene considerato pericoloso sono le immersioni subacquee, il diving. Perché se viene la crisi asmatica e si è a 30 m sott’acqua con le bombole, si corre un rischio elevato.

Chi soffre di asma può andare in montagna?

Pensi che a Misurina, vicino Cortina, sul lago di Misurina, c’era proprio un istituto per la cura dell’asma dei bambini.

Esiste l'asma da sforzo?

Come no! Esiste l’asma da sforzo e anche quello da riso, nel senso di risata.
E’ quella condizione in cui la iperventilazione, abbassando la temperatura dell’aria nella trachea, costituisce uno stimolo efficace per i recettori, che si chiamano recettori di irritazione, e questi innescano la reazione asmatica.

Cosa fare in caso di crisi asmatica?

Beh, intanto chi lo sa la previene utilizzando, prima, i broncodilatatori.  
Poi, se un paziente segue una terapia costante, che è volta proprio a controllare, ci sono i farmaci, definiti controller, che sono gli steroidi per via inalatoria.
Se è regolarmente seguito e segue una terapia regolare, l’asma da sforzo va via.

Per cui, Professore, c'è un'escalation di sintomi. Può succedere che, a chi non ha mai sentito niente, venga come prima cosa proprio un attacco d'asma?

Sì sì, anzi è la norma, spesso è la norma.

Come minimo, ci si spaventa parecchio in quel momento.

La prima volta sì ma bisogna fare attenzione, perché noi abbiamo una collezione di casi di embolia polmonare o di pneumotorace perché qualcuno aveva consigliato di assumere un broncodilatatore.
Ecco, voglio dire che la diagnosi va fatta e, possibilmente, non al telefono.

Mi scusi se insisto. In quel momento lì, io che non sono ancora andato dal medico, non posso andare e ho una crisi asmatica, cosa devo fare? Respirare in un determinato modo?

Si va al pronto soccorso. Se è la prima volta che compaiono questi sintomi, e sono anche violenti, è possibile che non sia asma. Questo è molto importante.
Se invece lo è, un broncodilatatore può aiutare, ma la via maestra è quella del pronto soccorso, possibilmente qualificato.

L'inquinamento ambientale influisce ?

Certo, molto dipende anche dall’inquinamento ambientale. 

L'asma può scomparire con l'andare avanti del tempo?

Sì, ci sono degli individui che dopo l’adolescenza la vedono scomparire. 

In un adulto è più difficile. C’è l’asma transitorio, ci sono quegli individui che hanno un’asma lieve e che, a seguito di una bronchite acuta, virale, batterica che sia, manifestano l’asma.  Se non è ben curata questa poi si mantiene.
Loro avevano il rischio di essere asmatici. Se la malattia si manifesta ed è ben curata, scompare.
I latini dicevano “semel asmaticus semper asmaticus”, cioè “una volta asmatico asmatico per sempre”, ed avevano ragione.
Il rischio, cioè, di avere la crisi asmatica permane però poi dipende dalla gestione, dall’esposizione ai fattori ambientali.

Per cui io devo comunque continuare sempre a farmi controllare.
Quanto tempo durano le cure per l’asma?

Beh, noi non teniamo i pazienti in cura per anni.
Nel nostro centro, per esempio, la durata media del follow-up, cioè del periodo di assistenza di un paziente, una volta fatta la diagnosi, è tra i 12 e i 18 mesi.
Dopodiché il paziente è talmente addestrato, è talmente istruito che viene una volta ogni tre anni.