Bronchite cronica: cause, sintomi e come curarla

4 Dic, 2023

Bronchite cronica: cause, sintomi e come curarla

Bronchite cronica
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Professor Nicola Dardes oggi parliamo di bronchite cronica, una delle più diffuse malattie dell'apparato respiratorio. Prima però sarà utile sapere come funzionano i polmoni.

La bronchite cronica non è una malattia banale ed è sicuramente necessario approfondirne gli aspetti.
Per quanto riguarda l’apparato respiratorio, possiamo dire che è costituito fondamentalmente di due porzioni: le vie cosiddette di conduzione, nelle quali l’aria passa, e la zona di scambio dove sono gli alveoli. L’atto respiratorio si fa con i muscoli respiratori, di cui il principale è il diaframma, che fa espandere i polmoni, che sono elastici e, creando una depressione, fa entrare l’aria dall’atmosfera, dall’ambiente e va nelle nel distretto alveolare. Voglio dire una cosa che riguarda il fumo.

Noi dobbiamo immaginare le vie respiratorie come un idrante che manda un flusso che a un certo punto finisce e crea un lago. Quel lago che ristagna è il distretto alveolare, dove il fumo fa danni.

Stavamo parlando di bronchite, cosa succede quando c'è la bronchite nei polmoni?

Nei polmoni non succede niente perché la bronchite è una malattia dei bronchi.
E poi dobbiamo distinguere la bronchite acuta che è una malattia banale e la bronchite cronica, che invece è una malattia che può essere veramente molto seria.
La bronchite, per sua definizione, è un’infiammazione della mucosa, quindi del rivestimento interno dei bronchi. Le cause della bronchite acuta sono, normalmente, batteri o da virus e questa forma di bronchite si risolve spontaneamente oppure, ove necessario, con l’uso di antibiotici. Il discorso della bronchite cronica è più complesso.

E quali sono le cause della bronchite cronica?

Fondamentalmente le cause della bronchite cronica sono due: il tabagismo, cioè l’abitudine al fumo di sigaretta o di sigaro o di pipa e l’inquinamento atmosferico.
Esistono forme di bronchite cronica di origine professionale: chi per per ragioni di lavoro è esposto ad inquinanti atmosferici e ambientali e non viene adeguatamente schermato dai sistemi di protezione, può contrarre la malattia. Chi è il Prof. dardes

Come si diagnostica la bronchite cronica?

Alla diagnosi di bronchite cronica si giunge come sempre in tutte le diagnosi, cioè non con le analisi ma con la competenza e col cervello.
Il paziente riferisce determinati sintomi e sta al medico stabilire se questi sono sintomi di bronchite cronica oppure no.

E quali sono questi sintomi che mi devono indurre a venire da lei?

Qui c’è una prima cosa da sfatare. Il fumatore che ha tosse e catarro tutte le mattine dice che è normale, che sta bene, che ha solo la tosse e il catarro. Invece ha la bronchite cronica.
Quindi tra i sintomi della bronchite cronica il primo è la presenza di tosse e catarro per almeno due mesi consecutivi, per due anni consecutivi. Questo succede generalmente nella stagione invernale.

Può avere la bronchite cronica anche il non fumatore e chi non è sottoposto, come lei diceva prima, ad inquinamento particolare per motivi di lavoro?

Non è stata ancora identificata una causa di bronchite cronica. Generalmente c’è una causa esterna. Poi però tra tanti fumatori o tra tante persone esposte all’inquinamento atmosferico, alcuni contraggono la bronchite cronica e altri no. C’è un termine tecnico che identifica questa condizione ed è il fenotipo, cioè come il codice genetico ha costruito il singolo individuo. Per cui alcuni sono più predisposti a questa patologia e altri meno. 

Se non si è fumatori e non si è sottoposti ad inquinamento, si potrebbe sapere di un’eventuale predisposizione ad ammalarsi di bronchite cronica con un esame genetico?

La genetica è cosa assai complessa, il fenotipo lo scopriamo a posteriori, non prima.

I sintomi della bronchite cronica tendono a peggiorare con il tempo?

Dipende dal fenotipo e qui veniamo al problema. Ci sono persone che continuano ad avere tosse e catarro per tanto tempo e la sintomatologia non evolve.
In altri individui invece, la sintomatologia evolve verso l’insufficienza respiratoria cronica che poi si può riacutizzare quando compaiono episodi di bronchite acuta.

Da quello che lei dice, sembra di poter affermare che la bronchite cronica è pericolosa anche perché non sempre siamo in grado di capire o vogliamo capire se ne siamo affetti.

Eh, sì. Questo perchè la causa principale di bronchite cronica è il fumo di sigaretta e il fumo di sigaretta è una dipendenza. Come accade per altre dipendenze, si tende a rimuovere il problema o a conviverci.
In alcuni individui affetti da bronchite cronica si ha un declino progressivo della funzione respiratoria, che però è un declino insidioso, perché spesso viene compensato.
Quindi il paziente fino a che non si ritrova ad avere il fiato corto, finché non ha l’affanno da sforzo, non se ne rende neanche conto. Però il problema emerge facendo un esame della funzione respiratoria. Il più semplice si chiama spirometria e consente di vedere se c’è un danno respiratorio.

Siamo quindi arrivati alla diagnosi di bronchite cronica e lei ha parlato di esame spirometrico. Quali altre indagini diagnostiche si possono e si devono effettuare?

La bronchite cronica in realtà è una malattia complessa.

Quindi dire qual è l’esame da fare forse è difficile. Come al solito, il medico competente per fare questo tipo di diagnosi, sa che ci sono delle cose di base da accertare.
Per esempio, è utile effettuare una TAC del torace senza mezzo di contrasto per vedere se c’è anatomicamente una componente enfisematosa.
È importante vedere se l’ostruzione bronchiale, ove presente, sia reversibile, quindi la spirometria deve essere fatta prima e dopo un broncodilatatore.
Se la spirometria è normale è utile fare un test di stimolazione e vedere se c’è facilità di insorgenza del broncospasmo.

Si possono fare anche analisi del sangue?

E qui veniamo al problema dell’infiammazione e apriamo veramente il grande scenario della bronchite cronica.
Dobbiamo parlare di radicali liberi e stress ossidativo.  
Il polmone, infatti, è il più grande detonatore per lo stress ossidativo. Quando il polmone viene infiammato produce delle sostanze che si chiamano radicali liberi che vanno a colpire diversi distretti dell’organismo. Una cosa molto utile è, quindi, andare a misurare lo stress ossidativo. Perché, quali sono le conseguenze dello stress ossidativo? Possiamo, per esempio, avere un paziente con la bronchite cronica senza un grande deficit respiratorio. Poi scopriamo che è cardiopatico e che ha la Cardiopatia ischemica, la stenosi delle coronarie. Questo è un regalo dello stress ossidativo, cioè del polmone che fa da detonatore per i radicali liberi.

Come guarire, o meglio, si guarisce dalla bronchite cronica?

Il danno anatomico, una volta che si è generato nei bronchi, non si ricostituisce. 

Altra cosa è contrastare i danni di questa patologia rimuovendo, per prima cosa, i fattori che la generano e quindi smettere di fumare. E poi tenere sotto controllo i fattori di rischio, tra i quali il principale è l’infiammazione e l’altro è il broncospasmo.

E’ possibile affermare che prima si individua il problema e più facile è rallentarne il progredire?

Guardi, qualunque farmaco che noi utilizziamo (i broncodilatatori di  un tipo e del secondo tipo, cioè broncodilatatori adrenergici,  gli anticolinergici, i cortisonici inalatori,  i mucolitici, l’utilizzo ragionato degli antibiotici in certe fasi) è meno potente del danno da stress ossidativo o danno chimico da fumo o da inquinamento atmosferico.

Quindi relativamente a come curare la bronchite cronica, il primo passo è modificare lo stile di vita, poi si interviene con i farmaci e naturalmente la qualità di vita migliora.
Una cosa molto importante per la cura della bronchite cronica è la gestione della terapia antibiotica. La terapia antibiotica ha un senso perché la gran parte delle riacutizzazioni che portano un peggioramento della funzione respiratoria e della bronchite cronica è determinato dalle infezioni respiratorie. Di conseguenza, dare continuamente antibiotici, come noto a tutti, non ha senso.
Ha senso, invece, il ricorso precoce alla terapia antibiotica quando ci sono sintomi di riacutizzazione bronchitica.

E’ opportuno che chi ha la bronchite cronica faccia il vaccino antinfluenzale e quello antipneumococcico?

Il vaccino antinfluenzale e il vaccino antipneumococcico hanno un’indicazione assoluta per chi è affetto da questa malattia. La terapia antibiotica precoce è, come dicevo, molto importante quando ci sono sintomi di riacutizzazione della bronchite cronica.
Il paziente stesso li riconosce perché sono aumento dell’affanno, aumento o cambiamento delle caratteristiche del catarro che diventa giallo. Altro elemento fondamentale, ovviamente, è la febbre. E ancora il senso di spossatezza.
Quando uno di questi elementi è presente in un paziente che sa di avere la bronchite cronica, lui deve sapere che ha una riacutizzazione, quindi deve rivolgersi al medico per la gestione della terapia antibiotica.

Per la bronchite cronica esistono rimedi chirurgici?

La chirurgia della bronchite cronica strictu sensu non esiste, esiste la chirurgia dell’enfisema bolloso o dell’enfisema disomogeneo ma entriamo in un capitolo che è nel grosso calderone della bronchite cronica e che ha caratteristiche estremamente specifiche.

Possiamo dire che purtroppo la malattia è progressiva, anche se lentamente. Quali sono le complicazioni più gravi a cui si può andare incontro?

E’ progressiva a seconda del fenotipo, a seconda di come è costruito l’individuo.
Quando la bronchite cronica è progressiva, la principale causa di peggioramento, oltre alla non astensione dall’abitudine al fumo di sigaretta o l’esposizione agli inquinanti ambientali, è rappresentata dalle infezioni delle basse vie respiratorie.
E qui dobbiamo fare due distinzioni. Una cosa sono gli episodi acuti e quindi la bronchite acuta o peggio la polmonite. Una seconda cosa, e questa è di abbastanza recente acquisizione, è la colonizzazione da parte di patogeni delle basse vie respiratorie. Vediamo cosa accade nel caso della bronchite cronica. I batteri, che sono presenti nelle vie respiratorie, a un certo punto richiamano globuli bianchi, i quali producono una sostanza, un enzima che si chiama Elastasi.
Questo enzima  demolisce piano piano le fibre elastiche
e porta quindi al peggioramento della struttura sia del polmone ma anche della parete dei bronchi. E questo è alla base della progressività.

E in questo caso immagino che non sia facile la convivenza con questa malattia. Secondo lei è necessario anche un supporto psicologico per accettare una condizione di vita che può essere invalidante?

La comunità scientifica ha preso un orientamento in questo senso.
E’ noto che la bronchite cronica correla con la depressione e con l’ansia per meccanismi comportamentali e relazionali e anche proprio per il danno da stress ossidativo sul neurone, sul tessuto cerebrale.
Diciamo che il supporto psicologico lo dà soprattutto una buona riabilitazione quando serve o il supporto psicologico serve per cercare, per esempio, di modificare lo stile di vita. Modificare lo stile di vita passa attraverso la gestione dell’ansia e della depressione, perché se io mi innervosisco facilmente, e ogni volta che mi innervosisco accendo una sigaretta, non va bene. È praticamente impossibile che io smetta di fumare, quindi devo modificare dei meccanismi precedenti.