Sintomi di embolia polmonare: sai riconoscerli?

17 Apr, 2024

Sintomi di embolia polmonare: sai riconoscerli?

Sintomi di embolia polmonare - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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L’embolia polmonare (EP) è una condizione clinica di emergenza.

Per spiegare cos’è un’embolia polmonare, diciamo che essa si caratterizza per la formazione di un embolo, o coagulo, all’interno dell’arteria polmonare o di uno dei suoi rami. Questo va ad ostruire parzialmente o totalmente il vaso o i vasi sanguigni interessati, compromettendo la corretta circolazione del sangue nei polmoni. E non solo in essi.

L’embolo, nella maggior parte dei casi, è un coagulo di sangue originato nelle vene degli arti inferiori, in una condizione definita come tromboembolismo venoso (TEV).

In caso di trombosi venosa profonda (TVP), si ha formazione di un coagulo di sangue in una gamba. Questo può provocare dolore o gonfiore all’arto con una sensazione di calore al tatto.
Quando un frammento di questo coagulo si stacca e ostruisce un vaso sanguigno nei polmoni, si può verificare un’embolia polmonare.

Più raramente l’embolo ha origine, invece, dall’accumulo di altri materiali, come grasso o aria. Anche in questi casi si registra un’occlusione dell’arteria polmonare.

Gli emboli di dimensioni maggiori ostruiscono totalmente l’arteria polmonare principale. Quelli di dimensioni minori ostruiscono le arterie periferiche. Questi provocano più facilmente infarto polmonare ed emorragia intra-alveolare.

Ed, appunto, l’infarto polmonare è spesso motivo di peggioramento delle condizioni nei pazienti colpiti da embolia polmonare.

I rischi per la salute legati a questa condizione riguardano in particolar modo i pazienti con disturbi pregressi di natura polmonare o cardiovascolare. Pertanto, se si hanno uno o più sintomi di embolia polmonare, è necessario intervenire tempestivamente tramite ricovero in una struttura adeguatamente attrezzata.

L’ostruzione del flusso sanguigno determinata dall’embolia non consente l’irrorazione degli alveoli e quindi gli scambi gassosi. Si ha riduzione della pressione parziale di ossigeno nelle arterie e ipossiemia.

L’embolia polmonare determina anche il rilascio di mediatori infiammatori che provocano anche ipocapnia e alcalosi respiratoria. Questa è la riduzione della concentrazione di anidride carbonica nel sangue dovuta a iperventilazione.

Quali sono i sintomi di embolia polmonare?

Possono includere:

  • dolore acuto alla schiena o al petto (con o senza febbre)
  • improvvisa mancanza di fiato (dispnea, da moderata a grave)
  • tosse
  • emottisi (tosse con sangue)
  • capogiro, senso di svenimento
  • gonfiore, rossore o dolore a una gamba
  • fibrillazione atriale
  • aritmia
I sintomi di embolia polmonare non si manifestano necessariamente tutti insieme. In presenza di uno o più di essi è necessario rivolgersi con urgenza a un medico.

I pazienti con tromboembolismo venoso possono manifestare anche altri sintomi di natura cardio-polmonare-vascolare. Ad esempio edema del polpaccio, sofferenza diffusa agli arti inferiori, eritemi e vene giugulari del collo eccessivamente pulsanti.

Alla domanda su come si guarisce da un’embolia polmonare cosa rispondiamo? Che se l’embolia viene individuata subito, ci sono maggiori probabilità di un recupero completo.

Tuttavia, parliamo di una grave emergenza medica che comporta rischi diversi per persone diverse. Ha, infatti, un impatto sui polmoni, sul cuore e sul sangue. quindi nel trattamento vengono coinvolti medici esperti in questi diversi organi e sistemi.

Sapere cosa provoca un’embolia polmonare può essere d’aiuto al medico per la definizione del miglior trattamento. Purtroppo non sempre è possibile. Vediamo, allora, perchè viene un'embolia polmonare.

Alcune cause comuni sono:

  • – Interventi chirurgici a ossa e articolazioni a seguito dei quali si possono formare coaguli di sangue che possono raggiungere i polmoni.
  • – Le donne in gravidanza e le donne che hanno appena partorito sono più a rischio. Rischiano maggiormente quelle ricorse alla fecondazione in vitro (FIV).

Il rischio aumenta per chi ha subito traumi, come una frattura ossea, o per chi è affetto da alcuni tipi di cancro.

Alcuni fattori non provocano direttamente embolia polmonare, ma possono aumentarne la probabilità. Ad esempio l’età, il sovrappeso, il fumo, livelli alti di colesterolo o attività fisica nulla.

Corre un rischio maggiore chi ha già avuto un’embolia polmonare o una trombosi venosa profonda.
E chi è affetto da molto tempo da patologie come disturbi cardiaci o problemi di pressione sanguigna o trombofilia (una condizione per cui il sangue tende a coagulare più facilmente).

E ancora chi assume una terapia ormonale sostitutiva orale (in pillole) o la pillola combinata (estrogeni e progesterone). Anche restare fermi a lungo può aumentare il rischio di formazione di coaguli di sangue.

È importante adottare degli accorgimenti per ridurre i rischi per il futuro e curare le patologie sottostanti. Alcune azioni possono essere d'aiuto. Come smettere di fumare, mantenere un corretto peso forma, mangiare in modo salutare e aumentare il livello di attività fisica.

Una volta riconosciuti uno o più sintomi di embolia polmonare, la diagnosi di tale condizione spetta naturalmente al medico specialista. Che sarà in primis lo pneumologo o, in alternativa, il cardiologo o il medico specializzato nella gestione delle emergenze.

E avviene, normalmente, in diverse fasi. La prima delle quali è una visita pneumologica con anamnesi ed esame obiettivo.
L’anamnesi consiste in un colloquio approfondito con il paziente.
Il fine è raccogliere tutte le informazioni (sintomi, storia clinica, stile di vita, esami precedenti) utili ad inquadrare al meglio la sua condizione.

Con l’esame obiettivo il medico procede ad ispezionare con cura la regione toracica del paziente alla ricerca di segni di indolenzimento o di infiammazione. La palpazione, la percussione e l’auscultazione contribuiscono a definire la difficoltà respiratoria in atto.

Il passo successivo consiste nel prescrivere una serie di esami di approfondimento. Ad esempio esami di laboratorio.

Esami del sangue. Con essi, oltre al semplice emocromo, si valutano alcuni marker sierici, come la troponina e il D-dimero. Questi, infatti, possono indicare, rispettivamente, un problema di sofferenza cardiaca o il verificarsi di un processo trombotico acuto.
Emogasanalisi. Si tratta di un esame fondamentale per la valutazione dello stato della funzionalità polmonare. 

Come esami strumentali la TC con contrasto ovvero Angiografia polmonare tomografica computerizzata (CTPA) è l’esame gold standard per i pazienti con sintomi di embolia polmonare.

Tale tecnica permette di visualizzare con precisione le arterie polmonari. E consente, quindi, di individuare il punto dell’ostruzione.

A causa del liquido di contrasto, l’angio-TC è un esame che non tutti possono effettuare. Ad esempio, non è eseguibile su persone con insufficienza renale.

L’alternativa è, allora, la scintigrafia polmonare. Questa tecnica permette di valutare il rapporto di ventilazione/perfusione nei casi in cui la CTPA sia controindicata o non risolutiva.

Bassi livelli di ossigeno nel sangue possono essere indicativi di un’embolia polmonare. Quindi la loro misurazione può avvenire, oltre che con un esame del sangue, con la pulsossimetria. Si tratta di un test semplice e indolore e viene eseguito applicando un sensore sulla punta del dito.

Una radiografia al torace può consentire di escludere altre patologie che potrebbero essere la causa dei sintomi riferiti di embolia polmonare.

Il medico può anche procedere con un’ecografia per individuare un’ eventuale trombosi venosa profonda. Oppure ancora eseguire un ecocardiogramma per valutare le condizioni del cuore.

Come curare un'embolia polmonare dipende da caso a caso. Dipende dalle condizioni del paziente nel momento in cui si rivolge al medico, da quanto sia chiara la diagnosi e dal livello di gravità dell'embolia.

In base a queste valutazioni il medico può decidere di somministrare un farmaco trombolitico. Questo per sciogliere i coaguli di sangue presenti nel corpo.

Il paziente può anche ricevere una terapia per un eventuale calo improvviso di pressione. Alcuni soggetti necessitano di ulteriori esami e trattamenti, a seconda di quale sia la causa più probabile dell’embolia polmonare.

La terapia con farmaci anticoagulanti aiuta a prevenire la formazione di coaguli, riducendo le probabilità di successivi episodi di embolia polmonare.

Tuttavia la loro assunzione può avere conseguenze in altre circostanze. Infatti rende più difficoltosa la coagulazione del sangue anche quando è richiesta (come nel caso in cui ci si taglia).

È importante conoscere gli effetti degli anticoagulanti e sapere come comportarsi in situazione di emergenza. Tutto ciò risulta particolarmente importante per le donne in gravidanza o che pensano ad una gravidanza. Oppure se sono previsti trattamenti medici o dentistici.

Sarà il medico o i medici a valutare e monitorare i trattamenti, già in corso o previsti. Questo è fondamentale per evitare problemi di interazioni con altri farmaci.

La terapia di "riperfusione” consente di ripristinare un aadeguato flusso sanguigno. Comprende trattamenti farmacologici (ad esempio trombolitici) o chirurgici.

Questa condizione può portare a conseguenze drammatiche, come l’insufficienza cardiaca destra e lo shock cardiogenico.

Pertanto, ripetiamo, una diagnosi tempestiva e una terapia riperfusiva possono salvare la vita del paziente. E anche scongiurare le complicazioni più gravi.

C’è anche da dire che i familiari di primo grado (genitori, fratelli o figli) di chi ha avuto un’embolia polmonare corrono un maggior rischio di esserne colpiti.  Esserne consapevoli può facilitare le scelte più idonee, in accordo con il medico, atte a ridurre il rischio per il futuro.