Pneumotorace, occhio a traumi e incidenti…anche domestici!

13 Dic, 2023

Pneumotorace, occhio a traumi e incidenti…anche domestici!

Pneumotorace - Prof. Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Professor Dardes, ci spiega che cos'è lo pneumotorace?

Lo pneumotorace è la presenza anomala di aria all’interno della gabbia toracica. Mi spiego meglio: i polmoni stanno all’interno della gabbia toracica come la camera d’aria sta a contatto con il copertone. Quando c’è una condizione, cioè una lesione o della camera d’aria, quindi del polmone, o della parete del torace, si ha l’ingresso di aria dall’atmosfera all’interno di questa intercapedine.  Quello che succede è che l’aria entra dall’atmosfera e sgonfia il polmone, sgonfia la camera d’aria.

Quali sono le cause che lo determinano?

Le cause che lo determinano sono molteplici. Fondamentalmente, dobbiamo distinguere due tipi di pneumotorace: quello spontaneo e quello traumatico. Per esempio i traumi della strada determinano frattura delle coste e si può avere una lacerazione del polmone. Questo perché la costa entra e lacera la superficie pleurica e conseguentemente il polmone.

Allora l’aria entra dalla trachea ma non si ferma agli alveoli perché trova uno spazio vuoto e va a riempire il polmone. Parliamo anche di traumi dello sci, traumi da caduta. Ci capita di vederlo negli anziani. Fortunatamente non spesso ma lo pneumotorace può verificarsi anche negli incidenti domestici.

Lo pneumatorace spontaneo si determina in tutte quelle condizioni nelle quali si ha una lacerazione spontanea del foglietto pleurico che riveste il polmone e quindi, semplificando, della superficie del polmone.
Ci sono delle condizioni congenite nelle quali si hanno delle bolle proprio sub pleuriche, al di sotto della pleura o all’interno del polmone ma molto in superficie verso la pleura. Queste bolle, andando sotto sotto pressione, si lacerano e si genera lo pneumotorace.

Ci sono anche dei fattori di rischio?

Nelle condizioni congenite no, il rischio è intrinseco al fatto che si nasce in questo in questo modo.
Poi c’è l’enfissema bolloso. Questo è una particolare variante della malattia ostruttiva delle vie aeree, anche qui ci possono essere delle bolle che si lacerano in superficie. La cosa importante da sapere è che il paziente sente un dolore paragonabile ad una pugnalata, improvvisa mancanza di respiro e questi sono i segni tipici dell’insorgenza dello pneumotorace.
Quando ciò accade si deve recare al pronto soccorso. Il medico che ascolta il torace sentirà l’aria che ventila normalmente il polmone sinistro. Invece ci sarà il silenzio respiratorio nel polmone destro, o viceversa. Questo è il segno tipico dello pneumotorace. 

Se supera una determinata entità deve essere drenato. Si infila un tubo di drenaggio e si fa uscire l’aria.
Una cosa che succede, prevista e controllata, è lo pneumotorace cosiddetto iatrogeno (dal greco “iatro”, cioè medico), quindi generato dal medico. Ci sono delle manovre, di cui la più frequente è la biopsia, nella quale si sa che si induce uno pneumotorace, generalmente è piccolo e si riassorbe da solo.

Lei ha detto che si può sentire questo dolore improvviso. ma prima di quel dolore possono esserci delle avvisaglie?

Generalmente non ci sono, a meno che un paziente non abbia l’enfisema bolloso,  quindi sa già di avere l’insufficienza respiratoria.
Quando succede nel giovane, l’esordio è questo: dolore intenso, mancanza di respiro e insufficienza respiratoria.
Poi c’è una variante particolare, pericolosa, che è lo pneumo torace iperteso, o a valvola. Ma queste sono delle condizioni particolari che riguardano più una audience medica, diciamo.

Al di là della forma traumatica, le altre forme sono possibili da prevenire.

La cosa importante è prevenire le recidive. Perché se tu non sai di avere un problema non puoi prevenirlo. Generalmente l’evento scatenante, soprattutto nei giovani, è uno sforzo fisico intenso. Chi solleva pesi fa una ispirazione forzata a glottide chiusa, i polmoni si distendono e, a quel punto, si può lacerare la superficie della pleura.

Un’altra condizione è il viaggio aereo, perché la depressurizzazione e ripressurizzazione, in corso di atterraggio, determinano una variazione di pressione che può determinare una lacerazione. Infatti, dopo uno pneumotorace spontaneo trattato, è consigliabile almeno per sei mesi non fare un viaggio aereo.

Gli sport che sono controindicati sono quelli che determinano una variazione di pressione, quindi per esempio le immersioni subacquee o andare molto in altitudine.

E poi, oltre a queste accortezze, che tipologia di cure ci sono?

Quello spontaneo si risolve o da solo o a seguito del drenaggio. Una volta che si è posizionato all’interno del torace un tubo di drenaggio, si crea un’irritazione della pleura e questa reazione infiammatoria tende a far aderire il polmone alla parete, quindi le recidive sono anche minori.

Quando lo pneumotorace è trattato ci sono degli interventi chirurgici per le forme gravi che sono il talcaggio pleurico o addirittura la pleurectomia. Non ne facciamo mai al primo episodio, ma di solito dopo la seconda o la terza recidiva.
Poi bisogna valutare se la patologia sottostante, che generalmente è una patologia bollosa del polmone, è monolaterale o bilaterale. Naturalmente, se è bilaterale il rischio è maggiore, perché può accadere che si rompano bilateralmente le bolle.

Colpisce ugualmente uomini e donne o c'è una prevalenza in uno dei due sessi?

Il sesso maschile, i ragazzi. E non c’è una spiegazione.

Una volta affrontato, lei ha detto bisogna comunque tenere delle attenzioni. Ma lo stile di vita sarà poi tendenzialmente normale?

Non si deve fumare e questo va da sé. Cosa importante è che il rischio è maggiore in chi soffre di asma perché il broncospasmo determina la distensione delle bolle. Andare a deteriorare la struttura elastica del polmone con l’azione ossidativa del fumo di sigaretta, sicuramente aumenta il rischio.
Quindi la prevenzione è lo stile di vita. Che dovrebbe essere una prevenzione un pò per tutta la salute respiratoria.

Mare o montagna?

La bassa pressione barometrica che ha l’altissima montagna non va bene. Mare o montagna è indifferente.

C'è qualche influenza sulle aspettative di vita con una patologia del genere?

Ci sono delle patologie progressive, la displasia bollosa del polmone, però è una variante particolare.
Ha un’evoluzione progressiva di danno del polmone, in qualche misura è assimilabile all’enfisema giovanile, ma normalmente la cosa più frequente che succede è che per un’alterazione dello sviluppo embrionale si formano delle bolle di aria subpleuriche.
Nell’età adolescenziale, o giovane adulta, si ha la rottura delle bolle sub pleuriche.
C’è un primo, un secondo episodio di pneumotorace, e poi o tutto si ferma lì o si fa il talcaggio pleurico. Si tratta di una tecnica endoscopica, una tecnica toracoscopica che consente l’adesione del polmone alla parete.

È una malattia ereditaria?

Se deriva dal deficit di Alfa-1 antitripsina sì. Però è una variante particolare, altrimenti no.