Pneumotorace spontaneo primario, un improvviso dolore al torace

11 Feb, 2024

Pneumotorace spontaneo primario, un improvviso dolore al torace

pneumotorace spontaneo primario - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Per pneumotorace spontaneo primario (PSP) si intende il primo episodio di pneumotorace. Ovvero il collasso di un polmone, in una persona che non soffre di patologie polmonari.

Il termine pneumotorace indica il collasso di uno o entrambi i polmoni causato dall’ingresso di aria nella cavità pleurica. La cavità pleurica è lo spazio tra i due strati della pleura, un tessuto che delinea e circonda i polmoni.

Il termine “primario” si riferisce al fatto che non è associato a condizioni patologiche preesistenti note; “spontaneo” invece indica che non vi è alcuna causa nota.

Il sintomo più comune tra le persone con pneumotorace spontaneo primario è un improvviso dolore al torace.

A volte il dolore può essere più intenso durante la respirazione.

Alcune persone, ma non tutte, hanno anche difficoltà a respirare. Alcune persone inoltre sviluppano tosse, mentre altre hanno dolori alle spalle o un dolore acuto tra le scapole.
Nella maggior parte dei casi questi sintomi non durano a lungo e peggiorano molto raramente.

Blebs e Bullae? Blebs e/o bullae si riscontrano frequentemente nelle persone con PSP.

Le blebs sono piccole vesciche piene d’aria, che si possono formare sulla superficie del polmone. Le bullae (o bulla, al singolare) sono piccole sacche d’aria che si possono formare nel tessuto polmonare.

Alcuni esperti sospettano che la causa dello pneumotorace spontaneo primario possa essere la rottura di blebs e bullae. Questa rilascerebbe aria nella cavità pleurica. Su quest’ipotesi si stanno effettuando ulteriori ricerche.

Il PSP viene comunemente diagnosticato tramite una semplice radiografia del torace

Ma alcuni medici potrebbero in alcuni casi essere in grado di capire se vi sia stato un PSP semplicemente ascoltando il torace.

Se il medico necessita di immagini più dettagliate del polmone, in alcuni casi può anche essere richiesta una tomografia computerizzata (TAC).

I trattamenti dello pneumotorace spontaneo primario sono aspirazione con ago o drenaggio toracico.

L’aspirazione prevede l’inserimento di un piccolo tubicino nel torace (dopo aver trattato l’area con un anestetico locale). Poi l’estrazione dell’aria nella cavità pleurica avviene tramite una siringa.

La procedura può essere eseguita in ambito ambulatoriale (non è necessario trascorrere la notte in ospedale) e richiede circa 30 minuti.
Dopo l’esecuzione dell’aspirazione, il medico eseguirà una radiografia al torace per verificare se la procedura abbia avuto successo.

In tali casi, dovreste essere in grado di tornare a casa. Il medico fisserà una visita di controllo in ambulatorio.

Il drenaggio toracico consiste nell’inserimento di un tubo nel torace per drenare l’aria dalla cavità pleurica. La pelle viene sedata con un anestetico locale e vengono somministrati farmaci contro il dolore o per rilassare il paziente. Se non vengono offerti, il paziente può richiederli. Generalmente è possibile utilizzare un tubo sottile.

Dopo l’inserimento, il tubo viene fissato in posizione con un piccolo punto e collegato a un drenaggio di tipo waterseal oppure a una valvola.
Entrambi i sistemi permettono all’aria di uscire dalla cavità toracica ma non di rientrarvi. Questo permette al polmone di riespandersi.

Se il drenaggio è posizionato con valvola, è possibile tornare a casa. Per i drenaggi tipo water-seal invece potrebbe essere necessario trascorrere la notte in ospedale.
A volte il polmone impiega diversi giorni per riespandersi completamente. Quando il drenaggio toracico viene rimosso, il punto utilizzato per fissare il tubo viene usato per chiudere la piccola ferita che rimane.