Russamento: quando iniziare a preoccuparsi

10 Dic, 2023

Russamento: quando iniziare a preoccuparsi

Russamento - Prof. Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Professor Nicola Dardes, russamento e apnee notturne sono due disturbi del sonno di cui soffrono molte più persone di quello che si possa immaginare.

Effettivamente russamento e apnee notturne sono due condizioni molto diffuse. Chi è che non ha in famiglia delle situazioni aneddotiche del papà, dello zio, del nonno che hanno problemi respiratori nel sonno? Il russamento, in particolare, è una alterazione della respirazione nel corso del sonno che non sempre, però, rappresenta una patologia vera e propria. chi è il Prof. Dardes

Iniziamo proprio spiegando la differenza tra russamento e apnee notturne

Per capire la differenza tra russamento e apnee notturne bisogna avere un minimo l’idea di come avviene la respirazione durante il sonno. La respirazione è un movimento che noi facciamo spontaneamente, molto coordinato, perché con l’atto inspiratorio si contraggono tutti i muscoli del collo, si allargano le corde vocali e questo consente al diaframma di espandersi bene e di far entrare l’aria. 

Quando compiamo un atto respiratorio, in condizioni di veglia controlliamo la contrazione coordinata di questi muscoli. Nel sonno, invece, questo può non avvenire. Per esempio, si ha una riduzione dello stato di contrazione dei muscoli della faringe, per cui la faringe, cioè la gola, si chiude e l’aria passa con maggiore difficoltà e con un moto vorticoso.

La condizione di maggiore alterazione è quella nella quale si ha il russamento. Nel russamento questo rilasciamento è maggiore e il palato molle, quello che viene comunemente identificato con l’ugola, sbatte contro la parete posteriore del faringe e fa rumore. Quando il fenomeno della riduzione del tono muscolare dei muscoli della gola è particolarmente accentuato allora si può ottenere addirittura, in fase inspiratoria, la chiusura del canale e questo determina l’insorgenza delle apnee notturne, chiamata anche sindrome da apnee ostruttive del sonno.

Torniamo però un attimo al russamento per far capire perché si russa quando si dorme. Professore, ci spiega perchè si comincia a russare?

Russare durante il sonno dipende da molteplici fattori. Ci sono, ad esempio, persone che russano perché hanno una riduzione, geneticamente determinata, del tono muscolare del faringe nel corso della notte. Tant’è vero che una delle domande che si pone al paziente russatore è se il papà russava, se il fratello russa ecc.. Chi è il Prof. dardes

Scusi Professore, ma non si chiede mai se anche la mamma russa?

Certamente, perchè si tratta di un fenomeno che coinvolge entrambi i sessi. Quindi sì, anche le donne russano, certo.

I casi familiari profilano una condizione congenita, legata alla fisiologia dell’atto respiratorio nel corso del sonno, ma le cause del russare sono anche, per esempio, sovrappeso e obesità.
Nell’obesità si ha un accumulo di grasso dietro alla parete posteriore della faringe. Questo accumulo di grasso riduce il canale attraverso il quale c’è il flusso aereo e, quando il tono si riduce ulteriormente, le pareti della faringe fanno vela creando rumore. Così come si ha una condizione nella quale la lingua, la base della lingua, si ribatte verso la parete posteriore.

Quindi le cause del russamento notturno sono molteplici  e, per questo, vanno valutate nel corso di una visita. E’ semplice farlo con l’ispezione del paziente o mediante la fibrolaringoscopia.

Professor Dardes, è vero che anche le bevande alcoliche, se assunte in eccesso, e alcuni sedativi possono influire sul russamento?

E’ verissimo, sia per l’alcol che per i sedativi, anche se per questi bisognerebbe fare alcune precisazioni.
Nel caso dell’alcol, che è l’esempio più diretto, esso determina una riduzione dell’attività elettrica celebrale, globale.
Riducendosi l’attività, quindi la capacità di mandare impulsi da parte dei nervi che provengono dall’encefalo, si ha una riduzione dello stato di contrazione dei muscoli. Così in fase inspiratoria, come dicevo prima, i muscoli fanno vela e creano questo rumore.

Alcune donne "in attesa" dicono di soffrire di russamento. Russare in gravidanza è una condizione temporanea determinata proprio dal particolare stato oppure tenderà a continuare?

Quando succede di russare durante la gravidanza i motivi fondamentalmente sono due.

Il primo è che le modifiche ormonali che avvengono in gravidanza determinano una condizione di ritenzione idrica e quindi si accumula acqua nel grasso che sta localizzato posteriormente al faringe. Di conseguenza c’è una spinta verso l’interno della parete, quindi il canale si riduce, come abbiamo detto in precedenza.
Il secondo motivo è che l’utero, aumentando di volume, interferisce con il movimento del diaframma. Di conseguenza si ha una inspirazione difficoltosa che, associata alla perdita di tono e all’accumulo di liquidi, crea questo fenomeno del russamento.

Si può smettere di russare, Professore?

Volontariamente no, non c’è possibilità.

Cosa si può fare allora per provare a non russare più?

Si può fare qualcosa, però bisogna accedere a un percorso diagnostico che consente di identificare quali sono le cause del russamento.

Intanto la prima cosa da fare è andare dal medico che, normalmente, fa l’ispezione diretta del cavo orale, del faringe e delle fosse nasali.
Poi con un piccolo strumento, il fibrolaringoscopio, che è una fibra ottica molto sottile, si entra nel naso e si vede l’anatomia e la funzione delle prime vie respiratorie.

L’esame principale, però, che determina e stratifica il rischio connesso con il russamento e il rischio di patologia, è la polisonnografia. L’esame polisonnografico consiste nella registrazione degli eventi respiratori durante il sonno.

Una volta fatta la diagnosi, condurre uno stile di vita più sano, perdere i chili in eccesso possono rappresentare una buona terapia anti russamento. Ma queste azioni ci porteranno effettivamente a smettere di russare o comunque a farlo di meno?

Sì, il russamento notturno si riduce se si rimuovono tutte le cause che determinano una riduzione degli impulsi da parte del centro respiratorio sui muscoli della respirazione.

Quindi si consiglia di evitare l’alcol e ridurre l’obesitàTra i rimedi per non russare la notte c’è da considerare anche il dormire da un lato piuttosto che dall’altro.
Ci sono, infatti, dei tipi di russamento che sono strettamente correlati con la posizione in cui si dorme. E’ ciò che si determina per esempio nel corso della polisonnografia, in cui si riduce il russamento.

Può capitare di russare per un raffreddore dovuto ad un'influenza o per un'allergia.
In questi casi cosa bisogna fare?

Queste sono condizioni assolutamente benigne e non preoccupanti. Basta un qualunque decongestionante nasale per il raffreddore o una adeguata terapia inalatoria per il trattamento della sindrome allergica. Quello che lei stava profilando è l’ipertrofia dei turbinati determinata appunto dall’allergia.

Le condizioni preoccupanti sono quelle che portano all’insorgenza della sindrome da apnee notturne del sonno.

Le apnee notturne sono pericolose perché determinano una perdita di ossigenazione durante il sonno e la conseguente attivazione dei meccanismi di difesa dell’organismo animale e quindi umano. Questi sono rappresentati dalla infiammazione a bassa intensità. La perdita di ossigenazione durante il sonno, al di là del rumore, determina a valle una serie di modificazioni che poi portano a patologie in altri distretti.

Per i disturbi del sonno come russamento e apnee notturne esistono rimedi chirurgici?
E quando è possibile intervenire in tal senso per curare il russamento notturno?

E’ possibile intervenire, ma il bisturi è sempre l’ultima opzione. Nel senso che, prima di arrivare a fare procedure chirurgiche che, fortunatamente, oggi sono mini invasive rispetto a trent’anni fa, parliamo dell’utilizzo del laser e di altre metodiche non demolitive, si tentano le altre vie come quella farmacologica e le abitudini igienico-alimentari. Il discorso, come vedremo, riguarda il russamento e non le apnee notturne.

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