Apnee ostruttive del sonno: lesioni vascolari

29 Mag, 2024

Apnee ostruttive del sonno: lesioni vascolari

Apnee-ipopnee ostruttive del sonno
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La sindrome delle apnee-ipopnee ostruttive del sonno (OSAHS) è il disturbo respiratorio e del sonno più diffuso.

Questa sindrome può indurre gravi complicazioni cardiovascolari e cerebrovascolari e l’ipossia intermittente contribuisce in modo determinante a questo danno.
La patologia vascolare è strettamente associata al deterioramento degli organi bersaglio, segnando un punto focale nella ricerca attuale.

Uno studio globale ha riferito che quasi un miliardo di persone in tutto il mondo sono affette da sindrome delle apnee-ipopnee ostruttive del sonno (OSAHS). Alcuni paesi hanno tassi di prevalenza superiori al 50%.

I pazienti che soffrono di questa condizione spesso presentano collassi faringei ricorrenti e pause respiratorie durante il sonno. Questi derivano dalla perdita del tono muscolare del dilatatore faringeo dopo essersi addormentati.

Episodi ricorrenti di ipossia e ritenzione di anidride carbonica provocano un sonno frammentato e frequenti risvegli. Nonché fluttuazioni significative della pressione intratoracica. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2019 sono stati segnalati 523 milioni di casi di malattie cardiovascolari. I decessi riferibili a malattie cardiovascolari sono aumentati da 12,1 milioni nel 1990 a 18,6 milioni nel 2019.

Le lesioni vascolari, esemplificate dalle malattie cardiovascolari, rappresentano un notevole onere medico per la società. La capacità della sindrome delle apnee-ipopnee ostruttive del sonno di causare lesioni vascolari (soprattutto lesioni cardiovascolari) è presente in numerosi studi.

È stato riportato che l’aterosclerosi, la resistenza all’insulina, la dislipidemia, il diabete mellito di tipo 2 e l’ipertensione polmonare sono fortemente associati alla OSAHS. Il sistema vascolare costituisce la più grande rete di vasi all’interno del corpo umano ed è disperso in vari organi.

I vasi sanguigni possono rispondere a stimoli esterni per mantenere l’omeostasi funzionale

L’omeostasi vascolare consiste nel controllo del tono vascolare, nella prevenzione della formazione di trombi, nella regolazione dell’infiammazione. E anche nella preservazione dell’integrità della barriera e nella modulazione della crescita vascolare per garantire una funzione vascolare ottimale.

Alterazioni metaboliche come cambiamenti nel metabolismo del glucosio e dei lipidi, risposte infiammatorie disregolate e interruzioni nel sistema neuroendocrino possono comportare conseguenze. Portare, cioè, a una secrezione anormale di molecole di segnalazione che possono regolare le cellule endoteliali, come l’ossido nitrico (NO).

Questa interruzione può compromettere la barriera vascolare, provocando successivamente una cascata di patologie vascolari

Nel corso della sindrome delle apnee-ipopnee ostruttive del sonno, l’ipossia intermittente, il sonno frammentato e l’attivazione del sistema nervoso simpatico possono portare direttamente a lesioni vascolari.

Allo stesso tempo, attraverso le alterazioni dei livelli metabolici sistemici e l’aumento dello stress ossidativo e dell’infiammazione la OSAHS può provocare uno squilibrio nell’omeostasi vascolare, portando direttamente o indirettamente a conseguenze fisiopatologiche avverse.

Queste conseguenze includono una ridotta dilatazione vascolare, l'interruzione della normale coagulazione e la formazione di trombi. E risposte infiammatorie vascolari, disfunzione delle cellule endoteliali e muscolari lisce, con conseguente rottura della barriera vascolare.

A livello sistemico, la OSAHS può esercitare effetti dannosi sul sistema cardiovascolare (arterie coronarie, aorta, arterie polmonari), sul sistema vascolare cerebrale, sulle arterie uterine e sul microcircolo (vasi retinici e vasi renali).

Fonte: Medscape