Apnee ostruttive del sonno: cosa si rischia?

10 Dic, 2023

Apnee ostruttive del sonno: cosa si rischia?

Apnee ostruttive del sonno - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Professore, occupiamoci di apnee notturne, chiamate anche apnee ostruttive del sonno...ma come si fa a capire
se si soffre di semplice russamento o se si va in apnea notturna?

Nelle forme lievi, solitamente è il partner ad accorgersi della presenza di apnee ostruttive del sonno e della necessità di contattare il medico.

Se si è soli come ci si accorge di avere le apnee notturne?

Se si è soli, uno dei primi segnali è il risveglio privo di senso di appagamento da sonno. E questo ha una sua spiegazione fisiopatologica perché quando si genera l’apnea, quindi l’interruzione del flusso aereo, quindi l’interruzione del respiro, se questa si protrae per più di 30 secondi si ha una perdita di ossigenazione.

La perdita di ossigenazione viene percepita dal cervello il quale, se posso fare un esempio un pochino fumettistico, dice “qui stiamo affogando, attenzione” e quindi si risveglia.
Si passa, pertanto, dal sonno profondo al sonno superficiale. La gran parte delle volte che si entra nel sonno riposante compare la perdita di ossigenazione e si ha il risveglio, quindi si salta la fase del sonno rem che è il sonno che riposa e ci si sveglia più stanchi di quando si è andati a dormire. È molto importante tenere a mente che ci può essere un fenomeno di correlazione tra depressione e disturbi del sonno. Questo è  emerso da uno studio condotto in Germania sui malati di un centro di neuropsichiatria con diagnosi di depressione. Di questi 3 su 10 avevano, in realtà, la sindrome da apnea notturna e non la depressione.

Allora, paradossalmente, in caso di apnee ostruttive del sonno, si possono individuare più i sintomi diurni che quelli notturni. E quali sono questi sintomi, oltre a quelli che ha accennato?

Si, esatto. Il principale è l’ipersonnia, cioè l’eccesso di sonno, e questo il medico lo valuta secondo delle scale.
Per esempio nel nostro centro per i disturbi del sonno utilizziamo la scala di Epworth che pone una serie di domande. .
Al termine del test, se si raggiunge un certo punteggio, allora la probabilità di avere la sindrome da apnee notturne è elevata. Quindi, per esempio, se si raggiunge un punteggio intorno a 8 consigliamo di chiamarci per una visita.

Come faccio, nella pratica, a sapere se soffro di apnee notturne? Qual è il primo sintomo che dovrebbe farmi venire da lei, la prima cosa che dovrebbe quantomeno insospettirmi?

Un sonno non riposante, il sonno interrotto e la sonnolenza diurna.

Parlando di apnee ostruttive del sonno, ci sono delle persone più a rischio?

Sì, coloro che soffrono di bronchite cronica ostruttiva, i forti fumatori quindi, e gli obesi. E poi ci sono persone che hanno patologie strutturali, per esempio la retrognazia, che è quello che comunemente viene detto mento sfuggente.
Questi hanno un’alta probabilità di avere di avere la sindrome da apnee notturne.

E poi chi soffre di patologie croniche infiammatorie o associate a formazione di polipi delle prime vie respiratorie, quindi delle fosse nasali e del faringe.

E poi, per esempio, i bambini con le adenoidi ipertrofiche. Queste, poi, passano nel tempo, ma per farsi un’idea di quello che succede diciamo che il problema delle apnee notturne nei bambini con adenoidi o tonsille ipertrofiche non è irrilevante.
Per esempio, infatti, tanti disturbi dell’apprendimento sono correlati al cattivo sonno di cui essi soffrono. Di solito sono i genitori ad accorgersi di questi problemi e deve essere poi il medico a porsi il problema sul perché.

Ci spieghi il percorso da seguire. Si viene da lei per capire da cosa dipende il russare. Ancora non si sa se si soffre solo di russamento o di un'apnea notturna...quali sono gli esami da fare?

Il primo, naturalmente, è la visita del medico. La medicina si fa con il cervello del medico, non con le analisi.
Quindi, in un colloquio con il medico si fanno emergere gli elementi più correlati ai rischi connessi con l’insufficienza respiratoria notturna transitoria.
Questi rischi sono fondamentalmente rappresentati dall’età, dal rischio di ictus e di patologie cardiovascolari. 

A questo punto il primo passaggio è indagare se c’è sonnolenza diurna e quale sia la condizione dell’apparato cardiovascolare, se è presente ipertensione arteriosa e un rischio coronarico. Bisogna verificare eventuali deficit cognitivi e questi poi vanno stratificati in rapporto all’età del paziente.

Una volta orientatisi sulla diagnosi, si deve “pesare” il rischio e l’entità del fenomeno, effettuando fondamentalmente la polisonnografia, la fibrolaringoscopia, la fibroscopia o fibrolaringoscopia.
Quindi l’endoscopia delle prime vie respiratorie e, quando si ritiene necessario, una risonanza magnetica o la TAC del massiccio facciale.

Chi soffre di apnee notturne può guarire?

Guarire è una parola grossa. Il russamento, ad esempio, se non è connesso a fenomeni cardiovascolari importanti, ci lascia abbastanza indifferenti. Le apnee ostruttive del sonno, invece, normalmente da un certo valore in poi sono connesse a rischi cardiovascolari importanti.
E allora in quel caso bisogna quantomeno abbassare il numero di apnee. Facendo la polisonnografia si rilevano molti indici tra cui il numero di apnee per ora. E si chiama indice di apnea o Apnea Index.

Quanto durano le apnee notturne? O meglio, a quante apnee per ora si può arrivare?

Fino a 5 apnee la condizione è normale. Da 5 a 15 parliamo di  Sindrome da Apnea notturna lieve e il paziente non deve essere trattato, ma deve essere osservato e seguito nel tempo. Da 15 a 30 parliamo di  Sindrome da Apnea notturna moderata. Sopra le 30  la  Sindrome da Apnea notturna è considerata grave.

In caso di sindrome da apnea notturna ostruttiva complessa il trattamento non è legato al singolo atto chirurgico o alla singola medicina o al singolo presidio. Si deve fare un percorso, che va stabilito caso per caso.
Curare le apnee notturne vuol dire prima di tutto migliorare le condizioni generali dell’organismo, e queste si migliorano con la dieta, smettendo di fumare, smettendo di bere e muovendosi molto perché l’esercizio fisico, quello che gratifica e che non stressa, è molto importante.

Poi è fondamentale mettere sotto controllo i fattori di rischio, quindi la pressione alta va abbassata, la bronchite cronica ostruttiva, se presente, va curata.
Poi ci sono le diverse opzioni per il trattamento delle apnee notturne come quella chirurgica. Si tratta di microchirurgia eseguita con la radiofrequenza o col laser.
E’ un intervento molto accettabile per il paziente perché si fa addirittura ambulatorialmente. Questo però non sempre  è sufficiente.

In questi casi la soluzione c’è ma passa attraverso un’altra via che è quella di dormire con la cpap. Si tratta di una maschera facciale che esercita una pressione continua nelle vie respiratorie, assicurando una corretta respirazione durante il sonno.

Quello che viene applicato nella nostra quotidianità è sempre un approccio combinato.

Apnee ostruttive del sonno

Ultimamente si vedono sui social, in generale, pubblicità di macchine per respirare durante il sonno, cerotti, spray nasali. Ci si può fidare oppure non ci si deve assolutamente fidare di una automedicazione che poi comporterebbe un'auto diagnosi?

Le macchine per respirare mentre si dorme devono essere prescritte da un medico, da uno dei centri specializzati nella cura dei disturbi del sonno.
Per esempio non abbiamo parlato dei dispositivi endorali che tirano in avanti la mandibola e anche in questo caso ci deve essere qualcuno che conosce il mestiere e lo sa fare.
Si può togliere il rumore legato al russare con uno spray nasale, ma non si risolve il problema. 
Chiaramente una volta scoperto che russamento e apnee notturne sono patologie diffuse, si è aperto un mercato che propone determinati prodotti…ma la medicina è un’altra cosa.