Niente patente per chi soffre di apnee notturne

6 Feb, 2024

Niente patente per chi soffre di apnee notturne

Patente apnee notturne - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Sono trascorsi dieci anni da quando l’Unione Europea emanò una direttiva sulla sicurezza dei trasporti.  La sonnolenza venne aggiunta alle malattie neurologiche già considerate fattore di rischio primario per incidenti stradali.

L’Italia recepì questo invito ed il Ministero della Salute istituì un Tavolo di esperti. Questo per produrre un Documento di Indirizzo sulla prevenzione e la diagnosi dell’Osas, con particolare riguardo alla valutazione della sonnolenza.

Ma ancora oggi, spesso, chi soffre di questo disturbo non lo sa e non è nemmeno a conoscenza di quali esami deve effettuare.

Parlando di Osas, Obstructive Sleep Apnea Syndrome, si parla della sindrome delle apnee ostruttive del sonno o apnee notturne. Un disturbo respiratorio del sonno caratterizzato da un collasso intermittente completo o parziale delle vie aeree, con conseguenti episodi di apnea ed ipopnea.

Le pause respiratorie causano effetti avversi acuti. Tra questi abbiamo desaturazione ossiemoglobinica, variazioni della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, aumento dell’attività simpatica, arousal corticali (microrisvegli) e frammentazione del sonno.

Secondo recenti studi a soffrire di questa patologia è il 15% della popolazione over 40. I sintomi principali sono il russamento, i frequenti risvegli in cui si ha la sensazione di soffocare, la gola secca e l’eccessiva sonnolenza diurna.

Ed è proprio questa condizione che ha determinato la decisione di non concedere la patente a chi è affetto da apnee notturne. Perché la frammentazione del sonno si ripercuote sulle attività quotidiane come, appunto, la guida.

Le ricerche effettuate hanno dimostrato l’associazione tra sindrome da apnee ostruttive del sonno e aumentato rischio di incidenti alla guida. Con un rischio da 2 a 7 volte maggiore di incorrere in un incidente automobilistico.  

Perchè niente patente a chi soffre di apnee notturne? Perchè questi pazienti, anche in assenza di sonnolenza documentata, presentano un allungamento dei tempi di reazione. Da cui può conseguire un impatto con un ostacolo o un altro autoveicolo.

Si sono confrontati i tempi di reazione tra pazienti che sperimentano le apnee notturne e soggetti normali. Ed è stato osservato che i primi percorrono mediamente a 130 km/h (velocità massima consentita sulle autostrade italiane), 22 metri in più prima di iniziare a frenare.

In alcuni ambiti professionali, in particolare tra gli autisti professionisti ed i camionisti, è stato riscontrato poi che il sommarsi di più fattori di rischio comporta una maggiore prevalenza di disturbi respiratori nel sonno rispetto alla popolazione generale.

Inoltre, bisogna considerare la monotonia di questa attività. Ed il fatto che la guida si prolunghi spesso per molte ore in situazioni poco stimolanti, come la guida in autostrada ed in ore notturne.

Queste condizioni espongono più facilmente questa categoria professionale ad un maggiore rischio di sonnolenza alla guida, all’aumento dei tempi di reazione e, di conseguenza, ad incidenti stradali.

L’indicazione generale per prevedere questo rischio è quella di un’accurata informazione in tal senso a tutti i pazienti. In particolare a chi percorre alla guida un elevato numero di chilometri all’anno è consigliabile avviare la diagnosi e il trattamento previsto, oggi pienamente efficace.

E comunque, chi ha dei dubbi perché riscontra anche solo uno dei sintomi notturni o diurni è opportuno che si rivolga allo specialista che consiglierà come primo esame la polisonnografia.

  • Dal risultato emergerà o meno se si soffre di apnee notturne e, in caso positivo, sarà lo stesso specialista a stabilire quale protocollo diagnostico seguire. Ricordiamo, quindi, i sintomi:
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  • notturni, nei quali rientrano: russamento, pause respiratorie, sonno frammentato da frequenti risvegli risvegli con sensazione di soffocamento;
  • diurni, tra cui troviamo: stanchezza al risveglio, scarsa concentrazione con deficit di memoria, mal di testa mattutini, disturbi dell’umore
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