Versamento pleurico, cosa può significare?

21 Mag, 2024

Versamento pleurico, cosa può significare?

versamento pleurico - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Un versamento pleurico è una raccolta anomala di liquido presente nello spazio pleurico. Solitamente la causa è un’eccessiva produzione di liquido e/o un ridotto assorbimento linfatico (problema nel drenaggio).

È la manifestazione più comune della malattia pleurica. La causa (l’origine) va dai disturbi cardiopolmonari e/o dalle condizioni infiammatorie sistemiche alla malignità di altri stati patologici sottesi.

In un paziente sano lo spazio pleurico (cavità) è uno spazio “virtuale” inserito tra la pleura (o foglietto pleurico) parietale e la pleura (o foglietto pleurico) viscerale. La pleura parietale riveste esternamente i polmoni dividendoli dalla parete toracica, mentre la seconda avvolge la superficie interna del polmone.

Nelle persone sane, le cavità pleuriche destra e sinistra sono separate dal mediastino anteriore e posteriore.

I foglietti pleurici parietale e viscerale sono sempre aderenti. Scorrono l’uno contro l’altro grazie alla presenza di una sottile pellicola di liquido pleurico. Questo funge da lubrificante e si colloca, appunto, nello spazio tra di essi.

Il liquido è necessario per permettere ai polmoni di eseguire i normali movimenti dei muscoli durante la respirazione senza che ci sia attrito.

Il volume di liquido lubrificante viene mantenuto attraverso un delicato equilibrio tra pressione idrostatica e oncotica e drenaggio linfatico periferico. Il versamento pleurico può derivare dalla rottura di questo equilibrio naturale tra i due meccanismi.

Il liquido che si accumula può avere caratteristiche diverse. Può essere plasma, sangue o pus, a seconda della causa che ha dato origine alla condizione.

Le cause del versamento pleurico possono essere diverse. La maggior parte, però, è da riferire a insufficienza cardiaca congestizia, polmonite, tumore maligno o embolia polmonare.

Altre condizioni e/o patologie che possono provocarlo sono: tubercolosi, asbestosi con mesotelioma. E ancora traumi toracici, malattie autoimmuni e patologie epatiche come la cirrosi.

La formazione di un versamento determina un appiattimento o inversione del diaframma. A questo si aggiunge una dissociazione meccanica della pleura viscerale e parietale. E una eventuale malattia polmonare restrittiva che un test di funzionalità polmonare potrà misurare.

La malattia polmonare restrittiva fa riferimento a condizioni che limitano l’espansione polmonare. Con conseguente riduzione del volume polmonare e della capacità polmonare totale.

I versamenti pleurici sono generalmente classificati come trasudati o essudati. Questo in base al meccanismo di formazione e alle caratteristiche del liquido pleurico.

I trasudati derivano da uno squilibrio delle pressioni oncotica e idrostatica. Gli essudati, invece, sono il risultato di processi infiammatori della pleura e/o di un ridotto drenaggio linfatico. 
Accade anche che il liquido pleurico abbia caratteristiche miste (di trasudato ed essudato).

La pressione idrostatica è il meccanismo responsabile della filtrazione, quindi della fuoriuscita del liquido dai capillari verso la cavità pleurica. Quella oncotica, invece, è il meccanismo che richiama il liquido verso l’interno dei capillari, quindi è responsabile del riassorbimento del liquido pleurico.

La prognosi del versamento pleurico cambia in base alle cause sottostanti a tale condizione. Tuttavia, come sempre, una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo consentono una percentuale decisamente minore di complicanze.

Un’anamnesi approfondita dei pazienti con versamento pleurico può, ovviamente, essere d’aiuto per stabilirne l’origine.

È importante anche un’anamnesi professionale, compresa l’eventuale esposizione all’amianto. Questa potrebbe, infatti, predisporre il paziente al mesotelioma o al versamento pleurico benigno associato all’amianto. 

Anche i sintomi del versamento pleurico sono variabili e spesso dipendono dalla patologia sottostante. Quelli più comuni sono dispnea progressiva, tosse e dolore toracico pleuritico.

La dispnea può essere causata dalla condizione che determina il versamento pleurico (ad esempio malattia polmonare o cardiaca) o dal versamento stesso.

La tosse nei pazienti con versamento pleurico è spesso lieve e senza espettorato. In caso contrario si potrebbe pensare ad una polmonite sottostante o ad una lesione endobronchiale.

In caso, invece, di dolore toracico, che può essere lieve o grave, è maggiore la probabilità di un’infezione pleurica, un mesotelioma o un infarto polmonare.

Sintomi come sudorazioni notturne, febbre, emottisi (tosse con sangue) e perdita di peso dovrebbero, ad esempio, suggerire la tubercolosi. L'emottisi aumenta anche la possibilità di tumori maligni.

A livello clinico i riscontri fisici sono assenti se il versamento è inferiore ai 300 ml. Se la quantità è superiore, si rilevano ottusità alla percussione toracica  e suoni respiratori diminuiti o impercettibili.

Dopo l’anamnesi, la valutazione dei sintomi e l’esame fisico, alcuni esami diagnostici possono confermare la presenza di un versamento pleurico.

La radiografia del torace è uno dei principali e può mostrare la presenza del liquido tra i polmoni e la parete toracica. Può essere, però, necessaria anche la tomografia computerizzata (TC) o l'ecografia toracica per ottenere immagini più dettagliate del torace.

Con la toracentesi si esegue l’aspirazione con ago di una piccola quantità di liquido pleurico che viene, poi, analizzato per determinare la causa del versamento.

A volte possono essere necessari ulteriori test diagnostici, come la biopsia pleurica, per definire meglio la natura del versamento.

Il trattamento di un versamento pleurico dipende dalla causa sottostante e dalla severità della condizione.

La toracentesi, che abbiamo menzionato in precedenza, è una procedura che consente il drenaggio del liquido pleurico e, quindi, un miglioramento dei sintomi.

Cosa accade in caso, invece, di versamento pleurico abbondante o persistente? Potrebbe essere necessario ricorrere alla pleurocentesi. Si tratta del posizionamento di un tubo toracico per un drenaggio continuo del liquido pleurico.

Se la causa del versamento è un'infezione, si può ricorrere alla terapia farmacologica e alla somministrazione di antibiotici.

Nei casi più gravi potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico.

Attraverso una procedura chiamata decorticazione pleurica o pleurodesi il chirurgo rimuove la membrana esterna della pleura o attacca le due pleure per evitare che si formino nuovi versamenti.