Professor Nicola Dardes, il parere sulla salute del Pontefice

3 Dic, 2023

Professor Nicola Dardes, il parere sulla salute del Pontefice

La salute del Pontefice - Prof. Nicola Dardes Pneumologo a Roma
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Nei giorni scorsi il Professor Nicola Dardes, intervistato dalla vaticanista Franca Giansoldati, ha spiegato come si guarisce, di norma, dall’infiammazione polmonare che ha colpito il Papa, specificando inoltre che la broncopolmonite o l’infezione ai polmoni si prende «generalmente dal contagio inter-umano».

Oltre al dovuto riposo, il Professore ha indicato in antibiotici, cortisone e aerosol la terapia adeguata da mettere in atto.
Infatti la copertura antibiotica risulta essenziale per evitare la sovrapposizione batterica, anche nel caso di infezione virale.  

Il consiglio dei medici, che seguono il Pontefice, di non farlo partecipare alla Cop28 a Dubai è stato, secondo il Professor Dardes, senz’altro opportuno perché in casi come questi è necessario essere molto prudenti e molto pazienti, evitare stress e tante ore di volo.

«In genere i pazienti con un quadro analogo dopo un po' guariscono ma devono stare a riposo.
Ho avuto diversi pazienti manager e anche politici, che nonostante fossero stati colpiti da broncopolmoniti hanno voluto ugualmente rispettare i propri impegni lavorativi, facendo viaggi aerei e strapazzandosi, poi quando sono tornati erano tutti in condizioni disastrose”.

Ad ogni modo, pur trattandosi di un paziente cosiddetto “complesso”, il Professor Dardes ha definito la situazione di Papa Francesco non drammatica, assolutamente non rischiosa per la sua stessa vita.

Ha, peraltro, precisato che la manifestazione di sintomi quali respiro corto e pesante, con la presenza di qualche sibilo, rientra nella normalità del quadro clinico riferito all’infiammazione in corso.

Cosa vuol dire il Professor Nicola Dardes?

In particolare vuol dire che tutto l’albero tracheo bronchiale è infiammato e che potrebbe verificarsi una reazione asmatica. Tuttavia il Professore, basandosi sui dati forniti dal Vaticano, ha anche escluso, con la quasi certezza, il rischio di complicazioni.

Ha concluso, poi, l’intervista affermando che la guarigione, in questi casi, è subordinata all’attesa che i farmaci facciano il loro corso.