Microbiota intestinale e polmoni, la connessione c’è

30 Gen, 2024

Microbiota intestinale e polmoni, la connessione c’è

microbiota intestinale e polmoni - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Per sottolineare la relazione tra microbiota intestinale e polmoni, è utile ricordare che il microbiota intestinale è stato protagonista anche al Congresso della European Respiratory Society svoltosi lo scorso anno a Milano.

E, peraltro, sono sempre più numerosi gli studi che spiegano in che modo i batteri commensali (non patogeni) dell’intestino sono collegati ad altre funzioni dell’organismo, inclusa la respirazione.

Niki Ubags, del Servizio di pneumologia dell’Ospedale CHUV di Losanna, in Svizzera , in occasione del Congresso ha fatto una sintesi delle connessioni dimostrate tra patologie respiratorie e manifestazioni intestinali.

“Diversi studi hanno collegato l’asma alla dismicrobiosi intestinale e alla presenza di segni di infiammazione nella mucosa. La broncopneumopatia cronica ostruttiva, a sua volta, si accompagna a una alterazione dell’integrità della barriera intestinale” ha spiegato Ubags.

“Nella fibrosi cistica, oltre a un microbiota alterato, la presenza di una disfunzione del regolatore della conduttanza transmembrana della fibrosi cistica (CFTR, una proteina di membrana) altera anche l’ecosistema intestinale.

Infine sappiamo che le infezioni respiratorie come l’influenza (ma anche il Covid) si accompagnano a lesioni intestinali mediate dalla migrazione di linfociti dal polmone alla mucosa intestinale”.

Questa relazione tra intestino e polmone dipende anche dalla dieta, che influenza la composizione del microbiota.

“Nelle persone obese o con un’alimentazione ricca di grassi è comune osservare una disbiosi intestinale. Questa mantiene uno stato di perenne infiammazione che porta, a sua volta, a una mancata regolazione del sistema immunitario. Gli ultimi studi di base sembrano confermare che altri fattori legati all’obesità  influiscono sulla funzione polmonare. Ma anche il microbiota alterato può giocare un ruolo importante”.

La disbiosi intestinale è una condizione di squilibrio nella composizione e nella funzione della “flora batterica”, cioè del microbiota. Ossia l’insieme di microrganismi che vivono all’interno del nostro intestino.

Ubags ha mostrato i risultati di ricerche che hanno analizzato il microbioma fecale in pazienti obesi con asma e senza asma.

Questi risultati dimostrano che esistono alterazioni distinte della composizione del microbioma nei pazienti obesi con asma. E anche nei pazienti che sono solo obesi ma non soffrono di asma. In ambedue i casi, comunque, la disbiosi porta a difficoltà respiratorie.

“Molti obesi hanno sintomi asmatici in presenza di alterazioni del microbiota e di un aumento della interleuchina 6 (IL-6) nei polmoni. E che si riducono dopo la chirurgia bariatrica” continua l’esperta.

"In sostanza, molte patologie respiratorie hanno una componente ‘intestinale’ che può essere collegata ad alterazioni del microbiota. La patologia stessa può talvolta essere spiegata attraverso l’interazione tra microbioma e sistema immunitario. Sia nel polmone sia nell’intestino".

Cosa significa tutto ciò dal punto di vista clinico? “Al momento attuale stiamo cominciando a capire questi meccanismi di interferenza reciproca. E’ ancora presto per tradurli in indicazioni terapeutiche.

Possiamo però dire che l’obesità ‘pesa’ sui polmoni non solo per ragioni meccaniche ma anche per alterazioni metaboliche. Infine possiamo dire che la corretta alimentazione è importante anche nelle malattie respiratorie“.

In un’altra sessione del Congresso, l’attenzione è stata rivolta ai bambini. Infatti uno studio ha dimostrato come i piccoli che hanno nell’intestino comunità di batteri più mature hanno meno probabilità di sviluppare sibili respiratori o asma di natura allergica.

Yuan Gao, ricercatrice presso la Deakin University di Geelong, in Australia, ha presentato lo studio. E ha dichiarato: “Il microbiota è un elemento fondamentale per la crescita dei bambini. Le nostre ricerche nell’ambito del Barwon Infant Study hanno dimostrato che un microbiota intestinale più maturo a un anno di età è associato a una minore probabilità di sviluppare allergie alimentari e asma nell’infanzia. Ciò sembra dovuto alla composizione complessiva del microbiota intestinale piuttosto che a specifici batteri” continua Gao.

Il Barwon Infant Study (BIS), in corso in Australia, ha preso in esame 1074 bambini nel periodo tra il 2010 e il 2013. Per questo studio sono stati analizzati i batteri presenti nei campioni fecali raccolti un mese, sei mesi e un anno dopo la nascita.

Sono state effettuate visite al compimento dell’anno e dei quattro anni. I ricercatori hanno chiesto ai genitori se i figli avessero sviluppato respiro affannoso o un asma allergico nei 12 mesi precedenti.

Hanno poi eseguito test cutanei per una decina di allergeni alimentari e dell’aria, come la polvere. In un sottogruppo casuale di 323 bambini, il team ha sequenziato il DNA. Con lo scopo di identificare e caratterizzare il microbiota intestinale, calcolando il “microbiota per età z-score” (MAZs). Cioè una stima matematica della maturità del microbiota intestinale dei bambini.

I meccanismi con cui il microbiota intestinale maturo contribuisce a prevenire le malattie legate alle allergie non sono ancora del tutto chiari.

“Data la complessità delle origini e dello sviluppo del microbiota intestinale e del sistema immunitario del neonato, è probabile che l’effetto protettivo sia il risultato di comunità di batteri che agiscono in modi diversi, piuttosto che di un singolo meccanismo” ha spiegato Gao.

Comprendendo in che modo il microbiota intestinale migliora il sistema immunitario speriamo di trovare nuovi modi per prevenire le malattie allergiche come l’asma. Per esempio, potremmo trovare modi per far progredire la maturazione del microbiota intestinale nei primi anni di vita. Il che porterebbe a un minor numero di bambini asmatici”.

Per il futuro lo stesso team di ricercatori ha intenzione di reclutare 2000 bambini in Australia e Nuova Zelanda nell’ambito dello studio clinico ARROW. Questo per verificare se la somministrazione di una miscela di batteri inattivati può proteggere i più piccoli dalla bronchiolite o dall'asma, potenziando la risposta immunitaria alle infezioni virali.

Erol Gaillard è segretario del gruppo sull’allergia e l’asma pediatrica della European Respiratory Society. E anche professore associato di allergologia presso l’Università di Leicester, nel Regno Unito. Ha così commentato: “Le malattie legate alle allergie, come l’asma e l’eczema, sono tra le condizioni più comuni che colpiscono i bambini e sono in aumento in molte parti del mondo.

Le famiglie più piccole, in cui i bambini sono meno esposti a fratelli e sorelle e ai germi che inevitabilmente portano con sé, e un’alimentazione meno varia in età precoce potrebbero esserne la causa. Lo studio di Gao e colleghi conferma che aumentare la maturità del microbiota intestinale potrebbe avere un effetto significativo sull’incidenza delle allergie infantili».