Nuova terapia per tumore al polmone resecabile

4 Apr, 2024

Nuova terapia per tumore al polmone resecabile

terapia tumore al polmone - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Anche la Commissione Europea ha approvato per la prima volta una terapia anti-PD-1/L1. Si tratta del farmaco pembrolizumab, per il  tumore al polmone non a piccole cellule resecabile. Questa forma tumorale è ad alto rischio di recidiva negli adulti.
Negli Stati Uniti era stato approvato ad Ottobre 2023.

Il PD-L1 è una proteina presente sulla superficie di alcune cellule dell'organismo. E può trovarsi su quella di alcune, non tutte, cellule tumorali. Queste possono sfruttarla per sfuggire al sistema immunitario, che è appunto il sistema di difesa del nostro organismo.

Nello specifico di quanto approvato, Pembrolizumab potrà essere impiegato, insieme con chemioterapia a base di platino, come trattamento prima della resezione chirurgica (definito “neoadiuvante”). Successivamente potrà essere somministrato in monoterapia come trattamento dopo la chirurgia (“adiuvante”).

L’approvazione della Commissione Europea arriva dopo il parere positivo del Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP). Questo, avvenuto nel mese di febbraio 2024, ha fatto seguito ai risultati dello studio di Fase III KEYNOTE-671.

Questi hanno evidenziato che l’utilizzo di pembrolizumab, prima e dopo l’intervento chirurgico, ha comportato un importante miglioramento in termini di sopravvivenza globale. Il rischio di morte, infatti, si è ridotto del 28% rispetto a una terapia per tumore al polmone a piccole cellule resecabile di stadio II, IIIA o IIIB a base di placebo.

Cioè trattamento con placebo e chemio prima della chirurgia . E placebo dopo la resezione chirurgica, indipendentemente dall’espressione di PD-L1.

Nei pazienti trattati con pembrolizumab è migliorata la sopravvivenza libera da eventi (EFS). La riduzione del rischio di recidiva, progressione o morte è stata del 41% rispetto al regime chemioterapia-placebo.
La EFS mediana ha registrato un miglioramento di circa 2,5 anni rispetto al regime chemioterapia-placebo.

“Nonostante i progressi registrati nello stadio metastatico, il carcinoma polmonare continua a rappresentare la principale causa di morte per cancro in Italia. Confermando, quindi, la necessità di trattare i pazienti negli stadi precoci di malattia. In questi casi, infatti, è veramente possibile ottenere i migliori risultati terapeutici ed avere obiettivi di cura ambiziosi"

Questo spiega Silvia Novello, Ordinario di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Torino e Responsabile Oncologia Polmonare all’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano.  E continua: “L’approvazione del regime a base di pembrolizumab costituisce un’importante pietra miliare per la terapia in pazienti con diagnosi di tumore al polmone non a piccole cellule resecabile, ma comunque con rischio di recidiva, indipendentemente dall’espressione di PD-L1. 

Offre, infatti, una nuova opzione terapeutica che ha mostrato, nello studio di Fase 3 KEYNOTE-671, di poter contribuire a prolungare la vita. 

Il regime a base di pembrolizumab rivoluziona letteralmente i paradigmi di trattamento di questa neoplasia in stadio precoce. Aiutando ad aumentare significativamente le possibilità di cura. Auspichiamo che tutti i pazienti eleggibili che si troveranno in questa condizione di malattia possano avere accesso e beneficiare di questo trattamento quanto prima anche in Italia”.

.Attualmente, nell’Unione europea, il farmaco pembrolizumab è approvato per sei indicazioni nella terapia del tumore al polmone non a piccole cellule e per 27 in linea più generale.

Con questa approvazione è possibile commercializzare il farmaco anche per questa opzione terapeutica. Questo in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Irlanda del Nord.

“L’approvazione di oggi della prima terapia anti-PD-1/L1 come parte di un regime terapeutico in Europa per il trattamento neoadiuvante seguito da quello adiuvante del NSCLC resecabile sulla base dei risultati positivi di sopravvivenza globale dimostra i nostri continui progressi nel trattamento degli stadi precoci del tumore del polmone”

Questo è quanto dichiara Marjorie Green, Vicepresidente senior e Direttore di oncology, global clinical development, Merck Research Laboratories.

“Siamo impazienti di sfruttare questo risultato per cercare di ottenere ulteriori approvazioni di questo regime in tutto il mondo. E anche di collaborare con la comunità oncologica per contribuire alla diagnosi precoce del tumore del polmone, una necessità urgente”.