Tubercolosi, aumentano i casi di resistenza ai farmaci

21 Mar, 2024

Tubercolosi, aumentano i casi di resistenza ai farmaci

tubercolosi - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Il 24 Marzo si celebra la Giornata mondiale della tubercolosi. Come ogni anno, in occasione di questo appuntamento, Oms Europa/Ecdc hanno presentato il nuovo Report.

Si tratta del Rapporto sulla sorveglianza e il monitoraggio della tubercolosi da parte dell’Ufficio regionale dell’Oms Europa e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

Dal rapporto emerge che dal 2020 al 2022, in concomitanza con la pandemia da Covid-19, in Europa si sono verificati per tubercolosi 7mila decessi in più rispetto alle previsioni degli esperti basate sulle stime precedenti al 2020.

Questo incremento della mortalità è dovuto alle interruzioni nei servizi di diagnosi e trattamenti che, inevitabilmente, sono avvenute durante il periodo pandemico.

Però, ciò che preoccupa maggiormente è il continuo aumento della prevalenza della tubercolosi resistente ai farmaci. Questo emerge dal nuovo Rapporto.

Afferma il direttore dell’Ecdc, Andrea Ammon: “All’indomani della pandemia di Covid 19 abbiamo ancora molta strada da fare per raggiungere gli obiettivi di eliminazione della tubercolosi. Il rafforzamento tempestivo della prevenzione, dei test e delle cure sono elementi chiave nella lotta contro la tubercolosi.

Qualsiasi ritardo si traduce in ulteriori sofferenze e decessi. I Paesi devono agire ora e l’Ecdc rimane impegnato a collaborare e sostenere i paesi dell’Ue/See nei loro sforzi per porre fine all’epidemia di tubercolosi”. Kluge (Oms/Europa): “Le autorità nazionali rafforzino i programmi di test per la Tbc e applichino le più recenti linee guida dell’Oms”

I dati più recenti evidenziano una Regione europea in fase di ripresa. Anche se sta ancora subendo le conseguenze della pandemia di Covid-19 per ciò che riguarda test, diagnosi e cura della tubercolosi.

I numeri mostrano un aumento del numero di diagnosi rispetto all’anno precedente. Nel 2022, 38 dei 53 Stati membri dell’Oms/Europa hanno evidenziato un aumento dei casi di tubercolosi.

Il numero totale complessivo ha superato i 170mila casi (rispetto agli oltre 166mila casi del 2021). Di questi oltre 36mila sono stati segnalati nell’Ue/See (rispetto agli oltre 33.500 del 2021).

“È probabile che questi numeri in aumento – spiega una nota dell’Ecdc – siano un’indicazione positiva. Del fatto cioè che, in molti paesi, i servizi per la tubercolosi si stanno riprendendo dalle interruzioni della pandemia di Covid-19. E, quindi, più persone vengono diagnosticate e curate. È anche probabile che rifletta il ritardo delle diagnosi dovute alla pandemia”.

Il dato preoccupante che emerge dal Report è che nei paesi dell’UE/SEE, in media, solo per 6 trattamenti su 10 la cura per la tubercolosi ha avuto successo con l’utilizzo di farmaci di prima linea. Mentre complessivamente nella regione europea 7 trattamenti su 10 per la tubercolosi hanno curato l’infezione dei pazienti con questi farmaci.

Si tratta dei tassi più bassi dell’ultimo decennio. Questi stanno ad indicare possibili problemi con la compliance al trattamento e nel monitoraggio dei risultati.

Se correttamente pianificato ed eseguito, infatti, il trattamento dovrebbe avere successo in circa 9 pazienti su 10 infettati da ceppi che rispondono agli antibiotici rifampicina e isoniazide.

Ci sono anche segnali che indicano come la gestione della co-infezione da TBC e HIV non sia ideale. Infatti solo il 48% dei pazienti con tubercolosi e HIV, nella regione europea dell’Oms, e il 54% nell’Ue/See che hanno iniziato il trattamento per la tubercolosi nel 2021 sono stati curati.

Per quanto riguarda la prevalenza dell’HIV nei casi di tubercolosi i dati non forniscono un quadro sufficientemente completo. Viene sottolineata, pertanto, la necessità di sforzi costanti dei vari paesi per migliorare la segnalazione della co-infezione da HIV. E anche delle informazioni sull’adozione della terapia antiretrovirale per l’HIV tra i pazienti affetti da tubercolosi.

Eliminare la tubercolosi è possibile. “Monitorare i progressi verso gli obiettivi del nuovo piano d’azione per la tubercolosi per la regione europea dell’Oms 2023-2030 è difficile a causa della comunicazione limitata o assente di alcuni indicatori", avvertono Oms Europa ed Ecdc.

Solo 20 dei 30 indicatori descritti nel piano d’azione sono stati monitorati e valutati utilizzando i dati di sorveglianza di routine. È evidente la necessità che tutti i paesi della regione, compresi quelli dell’Ue/See, si concentrino sul miglioramento dei dati. Devono renderli più rappresentativi e completi e utilizzare fonti diverse per integrare le informazioni di sorveglianza esistenti”.

Per velocizzare le azioni necessarie alla presa presa in carico della tubercolosi, l’Oms e l’Ecdc forniscono una serie di raccomandazioni. Intensificare le azioni per individuare e trattare attivamente i casi di tubercolosi non diagnosticati. Occorre, pertanto, potenziare i test e render disponibili opzioni di trattamento preventivo a coloro che ne hanno necessità. Ed è auspicabile mirare alla piena attuazione di regimi di trattamento aggiornati, brevi e orali.