Stress ossidativo e polmoni infiammati, sono guai!

8 Mar, 2024

Stress ossidativo e polmoni infiammati, sono guai!

stress ossidativo e polmoni - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Lo stress ossidativo ha un ruolo cruciale nell’insorgenza e nella cronicizzazione di diverse malattie che interessano i polmoni, come la BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva) e l’FPI (Fibrosi Polmonare Idiopatica).

All’interno del nostro organismo avvengono costantemente reazioni chimiche, che richiedono ossigeno e che sono essenziali per produrre l’energia necessaria a svolgere anche le funzioni vitali più elementari. Durante tali processi si generano però anche i cosiddetti radicali liberi.

I radicali liberi sono molecole instabili in quanto contengono uno o più elettroni non appaiati all’interno della loro struttura elettronica. A causa di questa caratteristica, possono essere molto reattivi e interagire con altre molecole per tentare di raggiungere una configurazione elettronica più stabile.

Questo processo di reazione può rivelarsi molto dannoso o molto utile, in base al contesto in cui avviene.

Quando si verifica uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità dell’organismo di neutralizzarli attraverso antiossidanti endogeni (prodotti dal corpo) ed esogeni (assunti attraverso l’alimentazione) si parla di stress ossidativo.

L’eccesso di radicali liberi può causare danni alle cellule e contribuire all’insorgenza di diverse malattie.

Può essere dovuto all’esposizione a inquinanti ambientali, domestici, professionali, virus e batteri. Il principale fattore di rischio è, comunque, il fumo di sigaretta: ogni boccata comporta l’inalazione di circa 19 miliardi di radicali liberi, una fonte di ossidazione importante.

Lo stress ossidativo espone i polmoni ad un possibile danno. Questo perchè riduce la capacità del sistema immunitario di resistere alle aggressioni esterne di virus e batteri. La prima decisione da prendere sarebbe smettere di fumare.

E il legame tra stress ossidativo e infiammazione cronica?  Il primo può contribuire allo sviluppo della seconda, e viceversa.

Stress ossidativo e stato infiammatorio sono fenomeni distinti ma fortemente correlati.

Le due condizioni si alimentano a vicenda. Si crea, cioè, una sorta di circolo vizioso per il quale l’infiammazione determina l’accumulo di radicali liberi e il concomitante indebolimento delle difese antiossidanti che aggrava la condizione di stress ossidativo.
Allo stesso tempo, l’instaurarsi della condizione di stress ossidativo induce la necrosi cellulare. Questa stimola la produzione dei mediatori chimici dell’infiammazione e intensifica il processo infiammatorio

Le due condizioni sono, perciò, responsabili di tante malattie croniche, non solo respiratorie ma anche cardiovascolari o metaboliche.

Vediamo un esempio della relazione tra stress ossidativo e polmoni. E le conseguenze che possono verificarsi

Possiamo avere un paziente con la bronchite cronica ma che non ha un grande deficit respiratorio. Poi andiamo a scoprire che ha la cardiopatia ischemica, la stenosi delle coronarie.

Questo è un regalo dello stress ossidativo e dei polmoni, perché il polmone è il più grande detonatore per lo stress ossidativo. Infatti, quando viene infiammato produce i radicali liberi che vanno a colpire diversi distretti dell’organismo.

Una cosa molto utile e consigliabile è, quindi, misurare annualmente lo stress ossidativo. Ed è semplice farlo perché parliamo di un normale prelievo di sangue.

È possibile prevenire riacutizzazioni ed esacerbazioni in alcune malattie polmonari ed in particolare nella BPCO, attraverso l’utilizzo di antiossidanti.

Tra i fattori scatenanti le esacerbazioni della BPCO vi sono le infezioni virali. Queste causano uno sviluppo dello stress ossidativo e, come abbiamo visto, mettono in moto un circolo vizioso che porta all’aumento dell’infiammazione e della severità stessa dell’infezione.

Il nostro principale antiossidante è il glutatione, prodotto dal fegato, ma che si riduce fisiologicamente dopo i 45 anni e in presenza di stress. Un suo deficit può significare un maggiore rischio di danno polmonare. Per questo risulta importante riprodurlo e aumentarne le riserve endogene.

Sia per contrastare l’azione ossidante sia per incrementare le capacità di difesa del sistema immunitario. Le molecole antiossidanti come il glutatione possono bloccare il vortice di eventi legati al processo infiammatorio. E , quindi, potenzialmente prevenire anche il rischio di riacutizzazione.

In taluni casi, per ridurre il numero delle riacutizzazioni della BPCO, può essere indicata l’N-acetilcisteina (NAC). Si tratta di una molecola che deriva da un amminoacido naturale e che ha la capacità di rigenerare il glutatione.

Fattori che possono aumentare la produzione di radicali liberi sono una dieta povera di nutrienti essenziali e ricca di grassi saturi e zuccheri, l’esposizione eccessiva ai raggi UV. E ancora lo stress cronico, l’inquinamento atmosferico e l’assunzione di alcune sostanze tossiche come il fumo di sigaretta.

Per favorire la neutralizzazione dei radicali liberi e, quindi, una risposta più efficace alle infezioni è, perciò, fondamentale acquisire buone abitudini.

Scelte di vita sane contribuiscono a gestire lo stress ossidativo e  potrebbero avere un impatto positivo anche sulla gestione dell’infiammazione cronica.