Fare un Check up polmonare: quando è necessario? E per chi?

20 Dic, 2023

Fare un Check up polmonare: quando è necessario? E per chi?

chec up polmonare - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Professor Nicola Dardes, si parla molto, giustamente e sempre più spesso, di prevenzione a tutela della nostra salute. Fare un check up periodico è, quindi, fondamentale per raggiungere questo obiettivo?

Si apre un tema enorme perché, in realtà, è vero che la prevenzione passa attraverso una serie di valutazioni, ma fare un check up rappresenta spesso un danno sia per l’individuo che per il sistema sanitario nazionale.
Perché dico questo, cosa succede? Se un individuo non ha rischi o sintomi particolari, si sottopone a una serie di esami che sono predefiniti sulla base di protocolli dettati dal sistema della sanità integrativa, cioè i fondi aziendali, le assicurazioni o alcune di esse, eccetera.
E’ chiaro che da qualunque esame può emergere una piccola alterazione. Ma la domanda è: che rilevanza ha questa alterazione?
Il punto è che nessuno si prende la responsabilità di dire che l’alterazione è irrilevante.
Quindi al paziente succede di entrare in una spirale di indagini che, una volta che si sono sfilati i fondi integrativi o le assicurazioni, hanno un costo importante per il sistema sanitario nazionale. Il quale si ritroverà a pagare una serie di accertamenti che perlopiù porteranno al nulla. Questo può apparire non politicamente corretto, ma è la realtà.
Ci sono alcuni esami indiscutibili come il check-up senologico per prevenire il tumore della mammella, il check up ginecologico per prevenire tumori dell’apparato genitale femminile, l’esame per il dosaggio del PSA.

Professore, che cos'è il dosaggio del PSA?

Il dosaggio del PSA è un indicatore del rischio di tumore della prostata nell’uomo adulto. Fare un check up preventivo con gli esami menzionati ha un senso.

Hanno un senso determinato da un'età avanzata o hanno un senso a prescindere?

C’è una stratificazione per età che ogni medico dovrebbe sicuramente conoscere e il paziente non può fare da sé.
La medicina fai da te non esiste. Quindi alla domanda “quali esami fare per un check up” ci sarà un medico che, a chi ha più di 60 anni, dirà quali controlli sono necessari per prevenire il tumore alla prostata. Alla donna in età fertile prescriverà gli accertamenti relativi al tumore della mammella o al carcinoma dell’ovaio, ecc… Chi è il Prof. dardes

C'è differenza fra check up e screening?

Lo screening è di massa, cioè si prende tutta la popolazione.

 Il check-up, invece, è , dalla traduzione inglese, un controllo, una verifica dello stato di salute. Per alcune cose ha senso e per altre no.
Ad esempio, fare un’ecografia epatica, quindi un esame al fegato, in un individuo senza nessuna sintomatologia, senza nessun rischio particolare perché magari non ha neanche l’abitudine di bere alcol, che senso ha?

Parliamo di ciò che la riguarda, lei è Pneumologo e Internista. Secondo le stime dell'Istituto Superiore di Sanità le malattie respiratorie croniche rappresentano in Italia la terza causa di morte con più di 16.000 decessi l'anno. La situazione è andata poi peggiorando dopo il Covid. La salute dei polmoni sta assumendo un'importanza sempre maggiore. In questo caso quando e chi dovrebbe fare uno screening polmonare?

Quello che dice l’Istituto Superiore di Sanità è un dato incontrovertibile che riguarda l’Italia e tutto il mondo occidentale. Non abbiamo notizie precise, invece, di altre zone come India, Cina ecc… Però la sostanza è che le patologie respiratorie croniche sono la terza causa di mortalità nel mondo occidentale: parliamo di infarto, cancro e bronchite cronica ostruttiva o in generale insufficienza respiratoria.
Da questo a dire che il check-up respiratorio indiscriminato abbia un senso ci passa un oceano. Si deve partire dal rischio del paziente.

Professore, partiamo da questo, allora. Si devono considerare l’età, come dicevamo prima, i sintomi, uno stile di vita poco sano e rischioso. In questi casi è bene farsi un controllo da lei, un check up completo per valutare lo stato di salute dei polmoni?

Aparte il controllo da me, quello che conta sono due elementi, lo stile di vita e le esposizioni, anche accidentali, o le esposizioni lavorative.
Quello che può essere accertato è la bronchite cronica ostruttiva o l’asma bronchiale e, quando si ha una sintomatologia sfumata o peggio, il cancro del polmone.
Sulla diagnosi precoce del cancro ai polmoni c’è stata una lunga diatriba sul piano scientifico.
Si è giunti alla conclusione che i pazienti fumatori a rischio di cancro del polmone, facendo ogni anno una TAC del torace ad alta risoluzione, hanno una probabilità maggiore di identificare l’insorgenza di un tumore polmonare nelle fasi iniziali e quindi di risolverlo con la chirurgia.
Per quello che riguarda invece l’asma bronchiale e la bronchite cronica, sono fondamentali la spirometria con tutte le varianti connesse e la visita del medico.
Un individuo allergico già lo sa di essere allergico e quindi non deve fare uno screening.
Una cosa di cui si parla poco, invece, è lo stress ossidativo e il microbioma, quindi il controllo della reazione infiammatoria a bassa intensità che coinvolge sia le patologie respiratorie che le altre patologie di altri distretti.
Anche la valutazione gastrointestinale è, perciò, molto importante nelle patologie respiratorie croniche. Allo stesso modo lo è la misura dello stress ossidativo che si fa con un semplice esame del sangue.

Quando viene effettuata, invece, la risonanza magnetica nucleare del torace?

Mai, la risonanza magnetica nucleare del torace per le patologie respiratorie non ha nessuna indicazione, così come la pet TAC.
Sono indicazioni particolari, di secondo livello. Non esiste un’indicazione specifica.
Quindi il check-up, sia esso respiratorio, sia esso di qualunque altra condizione, deve avere sempre un medico alle spalle, non un qualcuno che offre questa serie di esami di screening, perché spesso non hanno senso. E’ il dottore quello che conta.