Riabilitazione respiratoria per una migliore qualità di vita

25 Gen, 2024

Riabilitazione respiratoria per una migliore qualità di vita

Riabilitazione respiratoria - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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La riabilitazione respiratoria è un percorso terapeutico multidisciplinare mirato a ridurre la disabilità e i sintomi causati da patologie, soprattutto croniche, che interessano l’apparato respiratorio.

La malattia respiratoria colpisce l’individuo che ne è affetto su numerosi fronti. La progressione della difficoltà respiratoria (dispnea) conduce il paziente a ridurre sempre più l’attività motoria. Aumenta la rigidità articolare di arti superiori e torace, la debolezza e il decadimento muscolare generale. Il paziente sviluppa quindi disabilità, perdita dell’autonomia, limitazione nelle attività quotidiane. Insomma assiste spesso ad un calo drastico della propria qualità di vita.

Si mette in moto una spirale negativa che si consolida nel tempo sfociando in isolamento sociale, ansia e depressione. E proprio da queste considerazioni nasce l’esigenza di un approccio multidisciplinare.

Questi pazienti necessitano, infatti, del supporto di diverse figure professionali: medici specialisti, personale infermieristico, fisioterapisti, psicologi, nutrizionisti.

La riabilitazione respiratoria non va, quindi, considerata solamente come rieducazione dell’apparato respiratorio nel senso di distretto polmonare e muscoli associati.

Poichè la maggior parte delle patologie respiratorie sono croniche, l’intervento riabilitativo si basa principalmente sull’educazione comportamentale del paziente.  Lo scopo è quello di gestire al meglio l’impatto che la patologia produce lungo il suo decorso e prevenire le recidive.

E' di fondamentale importanza modificare il proprio stile di vita, come smettere di fumare, seguire un'alimentazione equilibrata e fare regolarmente attività fisica.

Ciascun programma di lavoro viene aggiornato e totalmente personalizzato secondo le linee guida redatte dalla European Respiratory Society e la American Thoracic Society.

Gli obiettivi generali della riabilitazione respiratoria sono:

  • Ridurre la difficoltà a respirare (dispnea) tramite il miglioramento della ventilazione, della mobilizzazione delle secrezioni, dello scambio gassoso, della funzione dei muscoli respiratori.
  • Migliorare la qualità della vita, in relazione allo stato di salute, tramite l’aumento dell’autonomia, delle attività di vita quotidiana e una maggior tolleranza allo sforzo fisico.
  • Prevenire la progressione della patologia e le riacutizzazioni
  • Prevenire l’insorgenza di complicanze
  • Ridurre la mortalità precoce
  • Ottimizzare la performance anche mentale, oltre che fisica
  • Favorire il reinserimento sociale 
Questa tipologia di pazienti spesso intraprende un percorso riabilitativo ad uno stadio già avanzato della malattia. Anche i pazienti più gravi traggono vantaggi dal programma di riabilitazione. Ma è chiaro che avviare il programma in fase precoce rende più efficaci le strategie preventive per arrestare la progressione della malattia.

Alcuni pazienti arrivano a questo percorso riabilitativo già nella fase dell’insufficienza respiratoria conclamata e spesso già in ossigeno terapia 24/24 ore.

In queste situazioni non si può parlare di guarigione ma di miglioramento clinico (attenuazione dei sintomi, riduzione delle riacutizzazioni e dei ricoveri ospedalieri, miglioramento della qualità della vita).

Anche per i pazienti colpiti da Covid-19 che abbiano avuto difficoltà respiratorie, o siano stati intubati, la riabilitazione respiratoria può essere fondamentale.

Grazie a questa terapia, infatti, il paziente può iniziare a recuperare una buona elasticità polmonare unitamente al corretto uso del diaframma e della muscolatura intercostale della gabbia toracica.

Le patologie che rappresentano per lo pneumologo il principale campo di applicazione delle tecniche di riabilitazione respiratoria sono soprattutto le malattie respiratorie ostruttive croniche che vengono indicate con la sigla BPCO. Tali patologie causano un’ostruzione delle vie aeree e del flusso respiratorio. Sono caratterizzate da perdita di elasticità polmonare con aumentata distensibilitá. Per questo motivo si avranno maggiori difficoltà nella fase espiratoria.  Parliamo, ad esempio, di bronchite cronica ostruttiva, asma bronchiale cronico, enfisema polmonare e le patologie caratterizzate da tosse e catarro quasi perenne (sindromi bronchiectasiche). Bpco ed enfisema polmonare sono malattie importanti che iniziano con un danno polmonare e che alla fine compromettono anche il cuore.

Un ulteriore campo di applicazione è costituito dalle malattie polmonari restrittive, caratterizzate da difficoltà inspiratorie. In questi casi si ha riduzione dei volumi polmonari, conseguente riduzione dei flussi e, quindi, dispnea. Solo alcune di queste sono postumi di interventi di chirurgia toracica, pneumotorace, spondilite anchilosante, obesità.

Le tecniche disponibili vanno calibrate sul singolo paziente in base alla diagnosi ed alle eventuali comorbilità.
L’obiettivo è anche quello di insegnare al paziente tecniche semplici che poi possa proseguire a utilizzare da solo a domicilio, anche con l’uso di strumenti idonei.

Tra le metodiche più utilizzate ci sono: utilizzo di aerosol terapia in caso di secrezioni dense; educazione alla tosse per potenziare l’espettorazione; Ossigenoterapia.

E poi, ad esempio, esercizi:
– di mobilità articolare per torace e arti superiori per migliorare la flessibilità dei muscoli intercostali agevolando, quindi, la respirazione
– di potenziamento muscolare
respiratori per l’attivazione e il rinforzo del diaframma, principale muscolo deputato all’inspirazione.

Vi sono casi in cui la fisioterapia respiratoria è controindicata. Alcuni esempi sono: asma ed embolia in fase acuta scompenso cardiaco emottisi.