Apnee notturne e problemi di memoria, uno studio

7 Mar, 2024

Apnee notturne e problemi di memoria, uno studio

apnee notturne e problemi di memoria - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Secondo uno studio preliminare che sarà presentato ad Aprile al congresso dell’American Academy of Neurology che si terrà a Denver, chi soffre di apnee notturne ha il 50% in più di probabilità di avere problemi di memoria e difficoltà nell’organizzazione del pensiero.

I ricercatori americani volevano determinare l’impatto dell’apnea notturna sulle funzioni cognitive. Sottolineano che lo studio ha messo in evidenza una correlazione certa, ma non ha determinato se la sindrome da apnee notturne sia causa di un declino cognitivo.

Tale patologia è, per definizione, la ricorrenza di interruzioni del respiro, quindi di apnee, nel corso del sonno profondo. Determinano un grado di perdita di ossigenazione transitoria che è variabile in rapporto alla loro gravità. In Italia ne soffre circa il 20% della popolazione generale senza differenze tra i sessi.

«L’apnea notturna è un disturbo comune che è spesso sottodiagnosticato, anche se in realtà sono disponibili trattamenti». Questo il commento dell’autore dello studio Dominique Low, neurologo del Boston Medical Center in Massachusetts.
«Il nostro studio ha scoperto che i partecipanti con sintomi di  apnee notturne avevano maggiori probabilità di avere problemi legati alla memoria».

I partecipanti alla ricerca sono stati 4.257. Questi hanno compilato un questionario basato su informazioni inerenti qualità del sonno, problemi di memoria e di pensiero.

In tema di sonno, ai partecipanti è stato chiesto se russavano, ansimavano o avevano pause respiratorie notturne. In ambito di memoria e pensiero, le domande poste ai partecipanti hanno riguardato la difficoltà di ricordare, i periodi di confusione, la difficoltà di concentrazione o i problemi nel prendere decisioni.

Tra tutti i partecipanti, 1.079 hanno riportato sintomi di apnee notturne. Tra quelli sintomatici, 357 persone, cioè il 33%, hanno segnalato problemi di memoria o di organizzazione del pensiero rispetto a 628 persone, ovvero il 20% delle persone senza sintomi di apnee notturne.

Sono stati eliminati da questo studio sulle apnee notturne fattori che potrebbero influenzare problemi di memoria e pensiero (come età, sesso e istruzione). 

Dopo aver fatto ciò, i ricercatori hanno scoperto che le persone che affermavano di soffrire di apnee notturne avevano maggiori probabilità di soffrire anche di problemi di memoria o di organizzazione del pensiero.

Precisamente, più o meno il 50% in più rispetto a persone con problemi di memoria, ma senza sintomi di apnee notturne.

“Questi risultati evidenziano l’importanza della diagnosi precoce dell’apnea notturna. Trattamenti efficaci come le macchine CPAP (pressione positiva continua delle vie aeree) sono prontamente disponibili. Un sonno di qualità, combinato con una dieta sana, esercizio fisico regolare, impegno sociale e stimolazione cognitiva, può in definitiva ridurre il rischio di disturbi del pensiero e della memoria, migliorando la qualità della vita di una persona”. Ha concluso così Dominique Low, colui che ha condotto lo studio.

Una diagnosi precoce permette un accesso più rapido alle terapie ed una loro maggiore efficacia.

In chi è sovrappeso e ha una sindrome di grado lieve può essere sufficiente perdere peso. Il trattamento dell’obesità, quando è presente, è una delle opzioni di trattamento disponibili.
Dormire in posizione laterale può essere  di grande aiuto, in alcuni casi di grado lieve anche risolutivo.

Il trattamento più diffuso ed efficace è la ventilazione meccanica a pressione positiva continua, la cosiddetta CPAP. Si tratta di una maschera che «spinge» aria evitando il collasso delle vie aeree. Va prescritta dal medico che deve individuare la pressione d’aria adeguata e la maschera più adatta.

Importante è «addestrare» il paziente per alcuni giorni, dando la giusta motivazione. Per ottenere tutti i benefici la CPAP deve, comunque, essere indossata almeno 4-5 ore a notte.

Bisogna sottolineare che i dati dello studio provengono da un questionario e che i partecipanti hanno riferito i loro sintomi autonomamente, senza la valutazione di professionisti.

Pertanto saranno necessari ulteriori studi per approfondire e spiegare meglio l’associazione tra apnea notturna e problemi di memoria.