Attacchi di asma, legame con obesità addominale

3 Mag, 2024

Attacchi di asma, legame con obesità addominale

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L’asma è una patologia respiratoria cronica che presenta sintomi quali respiro sibilante ricorrente, mancanza di respiro e tosse, con infiammazione e ostruzione delle vie aeree .

Gli attacchi d’asma sono caratterizzati dall’improvvisa insorgenza o dal peggioramento dei sintomi e derivano da una diminuzione del flusso d’aria espiratorio.
L’attacco d’asma rappresenta il rischio più concreto di mortalità e complicanze croniche correlate alla patologia. Sono diversi i fattori che contribuiscono all’esacerbazione dell’asma.  Tra questi i farmaci, l’obesità, la durata dell’asma, il fumo, lo stato socioeconomico, la rinite allergica.

L’asma non controllato può impedire il normale svolgimento delle attività quotidiane e compromettere il benessere fisico, emotivo e sociale. La gestione dei fattori di rischio modificabili diventa essenziale per migliorare il controllo dell’asma e, quindi, la qualità di vita del paziente.

Uno scarso controllo dell’asma aumenta, invece, la probabilità di riacutizzazioni. Nonostante i continui sforzi in tal senso, il tasso di controllo dell’asma è rimasto, però, insoddisfatto.

D’altra parte, l’obesità rappresenta un ulteriore grave problema di salute pubblica in tutto il mondo. Colpisce, infatti, circa il 30% della popolazione mondiale. La misura antropometrica prevalente per tale condizione è l’indice di massa corporea (BMI).
Questa misura è ampiamente utilizzata per valutare il rischio di ulteriori condizioni e patologie legate all’obesità.

Precedenti ricerche hanno confermato un legame tra aumento dell’indice di massa corporea (BMI) e asma. E che il BMI può influenzare la storia del controllo dell'asma.

Il BMI riflette, però, solo l’obesità generale. Indipendentemente, cioè, dalle variazioni nella distribuzione del grasso corporeo e nella composizione muscolare.

L’obesità addominale, o anche obesità centrale, è un eccessivo accumulo di grasso a livello addominale ed è associata a una maggiore prevalenza di asma.

Ma l’associazione tra obesità addominale e attacchi di asma non è stata ben studiata e rimane poco chiara. Pertanto, un nuovo studio ha cercato di chiarirla.

Lo studio è stato pubblicato online il 25 aprile 2024 su BMC Public Health . L’autore principale era Xiang Liu, MD, dell’ospedale municipale di Qingdao, Qingdao, Cina.

Gli studiosi hanno analizzato i dati del National Health and Nutrition Examination Survey relativi a 5.530 adulti con asma negli Stati Uniti.
Di cui 2378 maschi e 3152 femmine e divisi in gruppi in base al fatto che abbiano avuto o meno attacchi di asma.

L’età media dei partecipanti era di 43 anni, mentre la circonferenza vita media era di 98,9 cm e il BMI medio era di 28,50. 

In generale, i pazienti che hanno riferito di attacchi di asma avevano una circonferenza della vita decisamente più alta rispetto a quelli che non ne avevano avuti (mediana, 102,6 cm vs 97,3 cm, P < 0,001).

Coerentemente, nel gruppo con attacchi d’asma, il BMI era molto più alto rispetto al gruppo senza attacchi d’asma (30,4 kg/m2 vs  0,27,8 kg/m2 , P <  0,001).

L’associazione positiva tra  circonferenza della vita e probabilità di attacco d’asma era significativa nei modelli non aggiustati, minimamente aggiustati e completamente aggiustati (odds ratio, cioè rapporto di probabilità, rispettivamente 1,07, 1,06 e 1,06).

Per ogni aumento di 5 cm della circonferenza della vita corrispondeva una probabilità 1,06 volte maggiore di un attacco d'asma.

Questo dopo un aggiustamento completo per obesità, età, sesso, razza/etnia, istruzione, rapporto di reddito di povertà, abitudine al fumo e sindrome metabolica definiti dal BMI.

La relazione tra l’aumento della probabilità di attacchi d’asma e l’aumento della circonferenza della vita è rimasta solida all’interno di vari sottogruppi.  Comprendendo cioè genere (maschio o femmina), età (< 45 o ≥ 45 anni) e fumo (mai fumatori, ex fumatori e attuali). 

Per convalidare ulteriormente l’associazione tra circonferenza della vita e attacco d’asma nell’adulto è stato utilizzato un criterio più rigoroso per definire un attacco d’asma.

Nello specifico, solo i partecipanti che hanno avuto un episodio di asma e che hanno richiesto una visita al pronto soccorso o in un centro di cure urgenti a causa dell’asma sono stati classificati come aventi un attacco d’asma.

“Il nostro studio sottolinea il ruolo critico delle misurazioni della circonferenza della vita nelle valutazioni sanitarie di routine degli individui con diagnosi di asma. Evidenziandone l’inclusione come aspetto essenziale delle valutazioni sanitarie complete”, hanno sottolineato i ricercatori.

“I nostri risultati suggeriscono che la circonferenza della vita è un potenziale fattore di rischio per attacchi d’asma."

“L’associazione tra circonferenza vita più elevata e aumento del rischio di attacchi d’asma suggerisce che la circonferenza vita può essere un indicatore importante per identificare gli adulti a maggior rischio di riacutizzazioni asmatiche.

La relazione tra la circonferenza della vita e le riacutizzazioni dell’asma rappresenta un motivo convincente per integrare le strategie di gestione del peso nei piani di cura dell’asma. Tali approcci potrebbero fungere da intervento a duplice scopo, migliorando potenzialmente gli esiti dell’asma e affrontando al tempo stesso la più ampia sfida di salute pubblica rappresentata dall’obesità.”

Così concludono gli autori dello studio.

Fonte: Medscape Medical News e BMC Public Health