Fumo passivo di e-cig e vaporizzatori, il pericolo c’è

16 Feb, 2024

Fumo passivo di e-cig e vaporizzatori, il pericolo c’è

fumo passivo di e-cig - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Il fumo passivo di prodotti del tabacco, e-cig e vaporizzatori è quello che viene inalato involontariamente dalle persone che si trovano a contatto con i fumatori. Ed è il principale inquinante degli ambienti chiusi.
Il fumo che contamina l’ambiente comprende sia quello generato dall’espirazione del fumatore che quello prodotto dalla combustione di sigarette, sigari, pipe o qualunque altro prodotto contenente tabacco.

L’esposizione al fumo passivo comporta l’involontaria inalazione di sostanze cancerogene e di altri componenti tossici e nocivi per la salute, ed è ormai ampiamente dimostrato che si tratta uno dei più diffusi e pericolosi fattori inquinanti dell'aria degli ambienti.

Il Surgeon General degli USA e la National Accademy of Sciences sono giunti alla conclusione che anche il fumo passivo è in grado di indurre il cancro polmonare nei fumatori. I figli di genitori fumatori hanno una maggiore incidenza di polmoniti, di bronchiti e crisi asmatiche rispetto ai figli di genitori non fumatori.

Secondo questi rapporti il fumo passivo provoca ogni anno negli USA quasi 5.000 decessi per cancro del polmone nei non fumatori.

In Italia il fumo passivo sarebbe responsabile di un migliaio di morti l'anno. Anche gli studi epidemiologici più ottimisti valutano che il rischio cumulativo di morte per tumore polmonare sia di un morto ogni 1.000 persone esposte al fumo passivo.

Questo rischio è comunque notevolmente inferiore a quello dei fumatori attivi (380 morti ogni 1.000 persone fumatrici).

Oltre alle malattie respiratorie il fumo passivo si segnala anche per un aumentato rischio di malattie coronariche e degli attacchi cardiaci del 20%. Questo soprattutto a causa della nicotina e del monossido di carbonio.

Proprio per questo l’Italia, con l’entrata in vigore nel gennaio 2005 della legge 16 gennaio 2003, ha voluto tutelare la salute dei non fumatori.

E fu il primo grande paese europeo ad introdurre una normativa per regolamentare il fumo in tutti i luoghi chiusi pubblici e privati - compresi i luoghi di lavoro e le strutture del settore dell’ospitalità. Normativa considerata quale esempio di efficace intervento di salute pubblica in tutta l’Europa.

Ora, medici e ricercatori si stanno concentrando su ulteriori studi. Che possano valutare gli eventuali danni del fumo passivo, ad esempio, delle e-cig.

Quello cioè causato dalle cosiddette sigarette heat-not-burn. I cosiddetti heated tobacco products sono dispositivi elettronici che scaldano il tabacco contenuto in piccole sigarette senza bruciarlo.

Una prima risposta arriva dalla ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Environmental Pollution. Questa ha evidenziato che il fumo passivo delle e-cig potrebbe influenzare negativamente la salute cardiovascolare dei bimbi e degli adolescenti.

Lo studio ha visto la collaborazione tra Sapienza Università di Roma, Irccs Neuromed di Pozzilli e Mediterranea Cardiocentro di Napoli. Ha preso in esame tre gruppi di bambini e adolescenti di età compresa tra 2 e 18 anni.

Sono stati divisi in base all’esposizione al fumo che potevano avere in famiglia: non esposti ad alcun tipo di fumo, esposti a fumo tradizionale, esposti a fumo di tabacco riscaldato.

Una serie di esami, su prelievi ematici e prove strumentali, ha quindi misurato lo stress ossidativo. E anche la funzione endoteliale (un indicatore chiave della salute dei vasi sanguigni) e l'attivazione delle piastrine (un fattore di rischio per la formazione di trombi).

Gli autori della ricerca hanno fatto sapere che “il dato più importante emerso è che non ci sono differenze significative tra fumo di sigaretta tradizionale e fumo da tabacco riscaldato.

In entrambi i casi, i bambini e gli adolescenti esaminati presentavano, rispetto a quelli non esposti ad alcun tipo di fumo, un più elevato stress ossidativo. E una maggiore attivazione piastrinica ed una alterazione della funzione endoteliale, quindi un maggior rischio cardiovascolare. 

Questi risultati mostrano che anche le sigarette di nuova generazione possono configurarsi come un potenziale pericolo per la salute di chi è a fianco dei fumatori. Soprattutto i più giovani, anche se sono universalmente considerate meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali.

Finora si è parlato di fumo passivo dell’ e-cig, della sigaretta elettronica. Ma vengono poi tirati in ballo anche i vaporizzatori.
Perché, come hanno sottolineato i relatori della ricerca, “l’obiettivo finale deve essere quello della incentivazione alla cessazione della pratica tabagica. In tutte le sue forme ed i suoi surrogati compresa una tolleranza zero verso il fumo passivo, di qualsivoglia tipologia”.

E proprio per quanto riguarda i vaporizzatori vengono messi sotto esame i vari liquidi utilizzati e la loro eventuale pericolosità in caso di assunzione passiva.

Ma finché non se ne avrà certezza e ragionando in maniera preventiva, sono in molti a consigliare delle regole che tutelino, comunque, le categorie definite più a rischio.

Per neonati e bambini lo svapo rappresenta un rischio particolarmente elevato. A causa, ovviamente, del loro peso corporeo inferiore e dello sviluppo dei sistemi respiratori ancora in atto anche dopo la nascita. 

Secondo uno studio del 2017, il fumo passivo da e-cig ,anche a basse concentrazioni di vapore, può essere dannoso. Può, infatti, influenzare lo sviluppo del cervello e dei polmoni nei bambini sotto i 5 anni.

Riguardo le donne incinte la questione resta ancora aperta e i dati delle prime ricerche sono contrastanti.

Per alcune lo svapo non ha alcun effetto sulla gravidanza e sul parto. Per altre, invece,  l’esposizione alla nicotina durante la gravidanza è rischiosa. Anche se si tratta di nicotina nei liquidi per e-cig.

Per persone con malattie polmonari il diacetile presente negli aromi dei liquidi può essere dannoso perché limita la funzione delle ciglia polmonari. Cioè quella di mantenere le vie respiratorie libere da muco e sporco e, quindi, da infezioni.

Ciglia che funzionano male sono state riscontrate in malati polmonari cronici con BPCO e in asmatici gravi. Per cui lo svapo passivo a contatto con questa popolazione potrebbe innescare attacchi di asma e peggiorarne la condizione.

Per evitare di provocare danni alla salute degli altri da fumo passivo, chi usa e-cig o vaporizzatori dovrebbe attenersi ad alcune regole. E cioè le stesse che riguardano il fumo tradizionale di tabacco.