Gengive e polmoni, legame dannoso per la Bpco

24 Feb, 2024

Gengive e polmoni, legame dannoso per la Bpco

gengive e polmoni - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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Esiste una correlazione tra gengive e polmoni, tra disturbi gengivali e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

La Bpco è una patologia dell’apparato respiratorio in cui si registra un’ ostruzione irreversibile delle vie aeree.

La parodontite è, invece, una malattia infettiva cronica, dovuta all’accumulo di placca gengivale. E sembra in grado di attivare le cellule immunitarie associate all’aggravamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Questo è il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista mSystems, condotto dagli scienziati del West China Hospital of Stomatology dell’Università del Sichuan.

Il team, guidato da Boyu Tang, del Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare dell’Ospedale, ha utilizzato modelli murini (topi). Per comprendere meglio il legame tra i due disturbi e far luce sul ruolo delle cellule del sistema immunitario.

In realtà la correlazione tra problemi gengivali e broncopneumopatia era già ben nota. Precedenti studi (alcuni condotti dallo stesso gruppo) suggerivano, infatti, che il batterio orale Porphyromonas gingivalis potesse svolgere un ruolo centrale.  Finora, però, i meccanismi alla base di questa associazione non erano ben chiari.

Questo nuovo lavoro suggerisce, allora, in che modo gengive e polmoni sono collegati. La parodontite può, infatti, aggravare la progressione della BPCO tramite l’attivazione di due tipi di cellule immunitarie, le cellule T γδ (T gamma delta) e i macrofagi M2.

In particolare nei tessuti polmonari di pazienti con Bpco e parodontite accade questo. L’attivazione delle cellule T γδ provoca l’aumento dell’espressione di interleuchina 17 (IL17) e interferone gamma (IFNγ), oltre che l’attivazione dei macrofagi M2.

Per la prima volta gli scienziati hanno identificato il ruolo cruciale del meccanismo immunitario γδ T-M2 nel mediare la progressione della Bpco promossa dalla parodontite.

Nei lavori precedenti il gruppo di Tang aveva infettato i topi per via orale con P. gingivalis. In essi i batteri migravano e infettavano il tessuto polmonare. Modificando in modo significativo il microbiota delle vie respiratorie.

Il nuovo lavoro ha comportato ulteriori indagini, con tecniche come la citometria a flusso e l’immunofluorescenza. Queste hanno portato alla luce il fatto che la parodontite promuove l’espansione delle cellule immunitarie nel tessuto polmonare.

«La conclusione è che P. gingivalis potrebbe attivare le cellule immunitarie, promuovendo la capacità di produrre citochine che peggiorano la Bpco» concludono i ricercatori.

“Nei prossimi step – riportano gli autori – condurremo studi su soggetti umani per confermare questo meccanismo. Speriamo di riuscire a migliorare le condizioni legate alla BPCO attraverso un trattamento per la parodontite. Il nostro approccio potrebbe portare a una nuova strategia per i pazienti con broncopneumopatia”.

Allo stesso tempo, gli scienziati ipotizzano quindi un potenziale trattamento per il disturbo polmonare basato su un approccio orale.

Ma c’è un modo per migliorare la correlazione tra gengive e polmoni?

“Migliorando la terapia parodontale e mirando all’inibizione di queste cellule immunitarie – afferma Tang – potremmo controllare la progressione della BPCO, che attualmente rappresenta la sesta causa di decesso a livello mondiale”.

Attualmente priva di cura, ricordiamo che la broncopneumopatia è collegata principalmente all’inquinamento atmosferico e al fumo di tabacco.
La parodontite, invece, dipende dall’accumulo non trattato di placca. Questa è formata da batteri che si induriscono e possono portare a irritazione e infiammazione del tessuto gengivale.