L’intelligenza artificiale legge il futuro

27 Dic, 2023

L’intelligenza artificiale legge il futuro

intelligenza artificiale - Nicola Dardes pneumologo Roma
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Una novità che apre inaspettati scenari dando però adito a nuovi interrogativi

Dimenticate cartomanti, astrologi, maghi e fattucchiere… ora il futuro lo prevede l’AI o IA, che la si voglia appellare all’anglosassone, Artificial Intelligence, o nella nostra lingua Intelligenza Artificiale. E tutto questo basato su studi scientifici pubblicati da Nature Computational Science.
Analizzando i dati provenienti dalla vita di milioni di individui, un algoritmo di predizione del futuro può prevedere i risultati della vita di una persona con una precisione che ha dell’inquietante, come i guadagni di una vita o la probabilità di affrontare una morte prematura.

La ricerca è stato condotta dalla Technical University of Denmark dell’Università di Copenhagen assieme all’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni e alla Northeastern University di Boston.

Ne risulta che se si utilizzano grandi quantità di dati sulla vita delle persone, e si addestrano i cosiddetti “modelli di trasformazione” (già utilizzati da servizi come ChatGPT per elaborare il linguaggio), si possono organizzare sistematicamente i dati stessi per prevedere cosa accadrà nella vita, stimando persino l’ora della morte.

I ricercatori hanno addestrato il modello, chiamato “life2vec”, sulla storia di vita di ogni individuo tra il 2008 e il 2016. Il modello ha cercato “modelli” in queste storie. Successivamente, hanno utilizzato l’algoritmo per prevedere se qualcuno presente nei registri nazionali danesi fosse morto entro il 2020.
Per inserire i dati nell’algoritmo, i ricercatori si sono rivolti ai registri nazionali danesi, che contengono cartelle cliniche per ciascuno dei circa 6 milioni di cittadini del paese.

Il team ha tradotto dettagli come stipendio, benefici sociali, titolo professionale, visite ospedaliere e diagnosi. Il tutto in un linguaggio sintetico in cui i singoli eventi della vita sono diventati frasi, ad esempio: “nell’agosto 2010, Agnes ha guadagnato 30.000 corone danesi come ostetrica in un ospedale di Copenaghen”. Posizionando questi eventi su una sequenza temporale, il modello ha ricreato la storia della vita digitale di ogni persona.

Le previsioni del modello erano accurate nel 78% dei casi, identificando diversi fattori che favoriscono un rischio maggiore di morte prematura come il basso reddito, una diagnosi di disagio mentale o l’essere di sesso maschile.

Gli scienziati avvertono però che i modelli potrebbero non essere applicabili alle popolazioni non danesi.

 “Sarebbe affascinante” ammette Youyou Wu, psicologo dell’University College di Londra, “vedere il modello adattato utilizzando dati provenienti da altri paesi; svelando così la potenziale esistenza di campioni universali o, al contrario, evidenziando sfumature culturali ed etniche”.

Gli esperti si sono poi chiesti quanto, dati alla mano, potessero spingersi nel futuro per prevedere eventi che non solo non sono ancora accaduti, ma che magari difficilmente possono essere messi in preventivo. Un limite che l’intelligenza artificiale pare avere ampiamente superato. I dati inseriti vengono combinati per generare dei modelli che negli esperimenti vengono usati per analizzare ciò che gli studiosi chiamano sequenze di vita, cioè eventi che sono accaduti nella vita umana.

E il destino, l’imprevisto, il libero arbitrio, che fine fanno? E come reagiscono le persone sapendo che potranno addirittura sapere il giorno e l’ora del proprio decesso? Anche se è giusto ricordare che gli errori riscontrati durante la ricerca, erano generalmente causati da incidenti o attacchi di cuore, difficili da prevedere persino per l’intelligenza artificiale.

Ci si interroga inoltre su quale sia il reale fine di questa tecnologia.
 Sune Lehmann, scienziata delle reti e della complessità presso l’Università Tecnica della Danimarca, e i suoi colleghi si sono chiesti se questi modelli potessero trovare significato anche in altre sequenze, come quelle che compongono le nostre storie di vita. “Proprio come il linguaggio, l’ordine in cui si verificano gli eventi della vita è davvero importante” ha affermato la studiosa, “ricevere una diagnosi di cancro subito dopo aver ottenuto un lavoro con buoni benefici per la salute potrebbe avere un impatto diverso rispetto, ad esempio, se tali eventi venissero invertiti”. Infatti, lo stesso studio sottolinea la necessità di discutere l’utilizzo nel mondo reale di queste tecnologie, soprattutto in merito agli impatti sui diritti individuali. Fatto sta che un domani, e a quanto pare neppure troppo lontano, invece di leggere l’oroscopo segno per segno, si interrogherà l’intelligenza artificiale algoritmo per algoritmo.

Redazionale (Fonte Medscape Medical News)