Nuove varianti Covid: ci difendono i Linfociti T

19 Mar, 2024

Nuove varianti Covid: ci difendono i Linfociti T

Linfociti T e varianti covid - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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L’insorgenza e la diffusione di nuove varianti del virus SARS-CoV-2 in grado di aggirare l’azione degli anticorpi è una realtà nota. E proprio questo fa nascere dubbi sull’efficacia a lungo termine della strategia vaccinale. Fermo restando quanto i vaccini siano stati fondamentali per ridurre la morbilità e la mortalità legate al Covid.

Un gruppo di ricerca dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano ha condotto uno studio su modelli sperimentali. Questo dimostra come i linfociti T, indotti da un’infezione precedente o dalla vaccinazione, sono capaci di proteggerci dalle nuove varianti di Covid-19 anche in assenza di anticorpi.

Lo studio, pubblicato su Nature Immunology, apre nuovi orizzonti per poter comprendere al meglio la risposta del sistema immunitario contro il virus. Infatti, al di là dell’azione svolta dagli anticorpi, mette in evidenza il ruolo chiave dei linfociti T. Questi rappresentano un’ arma di difesa presente nel nostro organismo in modo duraturo.

Per approfondire ed analizzare questo meccanismo, i ricercatori hanno utilizzato diversi modelli murini. Anche topi privi di anticorpi ma con funzionalità linfocitaria intatta. Ed anche un modello innovativo che esprime un recettore ibrido ACE2 umano/topo.

In sostanza, cosa succede quando il sistema immunitario di un individuo viene colpito da un’infezione? Si mettono in moto diversi meccanismi di difesa. Tra questi si ha l’attivazione dei linfociti B che producono anticorpi, e l’attivazione dei linfociti T che coordinano l’intero sistema immunitario.

Le cellule identificate come “estranee” e quindi potenzialmente dannose vengono quindi eliminate.

“La nostra ricerca ha rivelato che i linfociti T, grazie alla loro memoria storica, sono in grado di fornire protezione contro il virus SARS-CoV-2 anche quando gli anticorpi non sono presenti. Questa forma di difesa, indipendente dagli anticorpi, sottolinea il significato cruciale della risposta cellulare mediata dai linfociti T nella lotta contro il virus”.
Lo ha affermato Matteo Iannacone, direttore della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e professore di Patologia Generale all’Università Vita-Salute San Raffaele e coordinatore dello studio.

“Abbiamo osservato come un certo sottogruppo di linfociti T, detti CD8+, siano cruciali nel contrastare infezioni gravi. Mentre i linfociti T cosiddetti CD4+ giocano un ruolo complementare nelle infezioni più lievi. Con un ruolo significativo giocato dall'interferone-gamma (IFN-γ)”

A parlare è Valeria Fumagalli, ricercatrice nel laboratorio del Prof. Iannacone, prima autrice dello studio.

Finora la risposta degli anticorpi era considerata il principale, se non l’unico, meccanismo di difesa contro il virus e le nuove varianti Covid, dopo la vaccinazione e l’aver contratto l’infezione.

“I risultati del nostro studio modificano la comprensione tradizionale dell'immunità. Dimostrano l'importanza di includere la risposta immunitaria mediata dai linfociti T nel monitoraggio delle risposte alle vaccinazioni e nelle strategie di sviluppo di nuovi vaccini.

L’indicazione alla vaccinazione rimane, comunque, il tassello fondamentale per proteggere la popolazione da malattia grave. E la nostra ricerca dimostra l’efficacia di questo approccio anche per la protezione contro reinfezioni causate da varianti virali.

Questo lavoro mette in luce l’importanza di un approccio all’immunità contro SARS-CoV-2 che consideri sia la risposta anticorpale che quella cellulare. La nostra ricerca apre la via a nuove strategie vaccinali e terapeutiche per una protezione efficace e duratura contro il virus e le nuove varianti Covid” ha aggiunto Iannacone.

“Lo studio è stato possibile grazie al continuo supporto di Fondazione SAME, ente filantropico del gruppo Same Deutz Fahr, di Treviglio". Lo ha evidenziato Luca Guidotti, vice direttore scientifico e professore di Patologia Generale all’IRCCS Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele

Fondazione SAME ha permesso la realizzazione e l’allestimento di ambienti di biosicurezza BSL3 – unici nel loro genere in Italia – presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele.

“Questi ambienti hanno consentito e continuano a consentire la conduzione di ricerche di alta precisione su SARS-CoV-2”, continua Guidotti.

Le donazioni hanno consentito l’utilizzo di strumenti di ricerca innovativi. Tra questi una torre inalatoria che permette di esporre i modelli murini a particelle virali, infettandoli in modo fisiologico, mediante esposizione a SARS-CoV-2 aerosolizzato a pressione, temperatura e umidità. “Il sostegno di Fondazione SAME è l’ennesimo esempio di quanto la ricerca scientifica in Italia benefici enormemente da attività filantropiche di grande impatto”, conclude Guidotti.