Ozonoterapia sistemica: cos’è, a cosa serve e le controindicazioni

29 Gen, 2024

Ozonoterapia sistemica: cos’è, a cosa serve e le controindicazioni

ozonoterapia sistemica - Nicola Dardes Pneumologo Roma
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L’ozonoterapia consiste nella somministrazione di ozono a scopo terapeutico e viene effettuata attraverso diverse vie di somministrazione.

L’ozono si genera attraverso una scarica elettrica in presenza di ossigeno puro e la sua produzione avviene tramite un apposito macchinario. L’ossigeno viene convogliato all’interno di un’apparecchiatura dove si trova un sistema che, producendo la scarica elettrica, fa sì che dall’ossigeno si formi ozono, come succede nell’atmosfera con i fulmini.

Si parla di ozonoterapia sistemica, nello specifico, in caso di somministrazione per via ematica, cioè attraverso il sangue, di una miscela gassosa di ossigeno ed ozono a concentrazioni minime.

Cosa vuol dire? Dapprima avviene il prelievo del sangue dal paziente. Successivamente il sangue viene addizionato a questa miscela gassosa e poi avviene la reinfusione nel paziente stesso.

E’ molto importante sapere che non parliamo di una trasfusione di sangue e nemmeno di un’autotrasfusione. Infatti il paziente rimane sempre connesso dall’ago e al circuito.

L’ozonoterapia sistemica si effettua con una endovenosa. E’ una procedura minimamente invasiva, in pratica è una flebo.
Utile per trattare malattie infiammatorie e sindrome da stanchezza cronica, è fondamentale non considerarla una terapia primaria. Salvo rare eccezioni che sono in discussione, generalmente consiste in una terapia di supporto.

Al di là delle indicazioni per l’esecuzione del trattamento, la prima cosa da tenere presente è che l’accesso venoso e quindi la possibilità di prelevare il sangue dal paziente sia semplice.

Questo per evitare una sproporzione nel rapporto tra il fastidio che si reca al paziente con i rischi connessi, anche se minimi, di formazione lividi, ematomi ec…, e la terapia.

La procedura si svolge in questo modo.
Con il prelievo il sangue defluisce fino a una quantità pari a 100 ml all’interno di un flacone sottovuoto da 250 ml contenente anticoaugulante. A questo punto, al sangue presente nel contenitore viene addizionata la miscela gassosa alla concentrazione indicata per la patologia da trattare. Poiché il rapporto tra sangue e miscela deve essere di 1:1,  la quantità di miscela deve essere di 100 ml. Dopo il miscelamento, la reinfusione del sangue così ozonizzato procede, lentamente, nella vena del paziente.

Il tempo dell’intero trattamento a partire dal prelievo di sangue è di circa 20 minuti. L’ozonoterapia sistemica avviene in diverse somministrazioni. Il protocollo standard stabilisce due sedute a settimana, distanziate di 3 giorni e per 6 settimane consecutive.

La somministrazione di ozono risulta senz’altro utile nei casi di diabete mellito in cui si osserva, normalmente, un miglioramento del quadro glicemico. Pertanto, se il paziente si sottopone al trattamento, sarà necessaria una rimodulazione della terapia antidiabetica .

Così come è necessario riconsiderare la dose da somministrare di alcuni farmaci antipertensivi che, con l’ozonoterapia, vedono un potenziamento della loro efficacia.

Quando si parla di ozonoterapia sistemica e si spiega il metodo di somministrazione, spesso il paziente manifesta perplessità.

Perché pensa erroneamente che ci sia un’ immissione di gas ozono nel sangue.

Pertanto le sue domande e preoccupazioni riguardano le eventuali conseguenze di una tale circostanza, cioè il verificarsi di un’embolia gassosa.

E’ il caso, allora, di sottolineare che si tratta di una paura senza alcun fondamento perchè non vi è alcuna presenza o passaggio di gas nelle vene né formazione di emboli gassosi.

Infatti il gas terapeutico, come abbiamo descritto in precedenza, viene miscelato con il sangue del paziente che, a seguito del prelievo, si trova già all’interno di un contenitore. Solo dopo il miscelamento avviene la reinfusione.

L’ozonoterapia sistemica ha due controindicazioni: una, assoluta, è il favismo e una, relativa, è la pervietà del forame ovale, che è un difetto anatomico del cuore.

Altro dato essenziale, da avere ben chiaro, è che non esiste la figura dell’ ozonoterapeuta. L’ozonoterapia è, infatti, una terapia al pari di qualunque altro farmaco. I diversi specialisti possono, ove lo ritengano utile ed opportuno, aggiungerla al loro bagaglio terapeutico.